Il re delle tre dita: le cinque punizioni più belle di Roberto Carlos

Le scie di potenza e classe che Roberto Carlos ha lasciato con le sue punizioni durante la sua carriera sono ancora oggi indimenticabili. E la punizione contro la Francia è diventata addirittura un caso di studio.

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Andare a rivedere le punizioni migliori della carriera di Roberto Carlos è come guardare un film di fantascienza o leggere uno dei tanti libri sulle distopie più varie di cui è piena la letteratura contemporanea. Il calcio al pallone di Roberto Carlos da Silva parla di un futuro che ancora non stiamo vivendo, di una nuova specie di calciatore, anzi di una nuova specie di uomo, che ha una potenza negli arti inferiori davvero impossibile da controllare. Eppure lui ci riusciva, perché il suo calcio non era potenza pura nella speranza che la palla prendesse la giusta traiettoria, il colpo dato al pallone era anche una lettura balistica rispetto alle posizioni di barriera, portiere e della porta stessa nei confronti del pallone.

Snocciolare alcuni dati aiuta a chiarirsi meglio le idee. La palla contro la Francia, nella punizione più iconica del terzino brasiliano al Torneo di Francia del 1997, viaggiava a 115km/h e tante altre punizioni di Roberto Carlos hanno raggiunto velocità vicine ai 110km/h. La punizione segnata allo Stade de Gerland è stata anche studiata dai fisici dell’École Polytechnique di Palaiseau, Christophe Clanet e David Quéré, i quali grazie a quella parabola incredibile hanno chiarito meglio il ruolo dell’aria sul cosiddetto “effetto Magnus”, secondo il quale una sfera che ruota su se stessa disegna una traiettoria curva. Nella punizione di Roberto Carlos i due fisici hanno potuto vedere e analizzare scientificamente come sull’effetto Magnus abbia un ruolo importante l’attrito che fa l’aria in cui la sfera si muove. Se il tiro con effetto parte da molto lontano, l’aria ha più possibilità di fare attrito e modificare la traiettoria del pallone, creando parabole quasi impossibili.

L’ex laterale del Real Madrid è uno dei pochissimi difensori ad aver segnato più di 100 gol in carriera, la maggior parte dei quali su calci piazzati, e solo con la magia della nazionale brasiliana ha segnato 11 gol. Il suo talento speciale, al di là degli aiuti della fisica, viene da un gesto tecnico e una caratteristica fisica. Il gesto tecnico, che viene dalla grande tradizione brasiliana sui calci piazzati, da far iniziare almeno con Rivelino, per poi continuare con tanti altri, fra cui Branco, terzino sinistro ex Genoa, è quello di calciare il pallone con tre dita del piede. Questo particolare impatto dato al pallone crea una parabola imprevedibile e molto pericolosa per il portiere. Se a questa imprevedibilità della traiettoria vi si aggiunge una velocità supersonica del pallone, create grazie ad una forza propulsiva pazzesca, viene fuori il calcio alla Roberto Carlos. Ma quella forza propulsiva la puoi sprigionare solo se hai un quadricipite mostruoso, caratteristica fisica che il brasiliano aveva potenziato e allenato al massimo, e addominali elastici, perfetti per accompagnare la gamba con la forza elastica dell’intero corpo.

L'arte del calcio a tre dita: le 5 punizioni più belle di Roberto Carlos

Palmeiras-Gremio 1995

Partiamo con quella più spaventosa. Nei gironi iniziali della Copa Libertadores 1995 si affrontavano un Palmeiras fantastico, che insieme a Roberto Carlos poteva schierare anche Cafu, Rivaldo e Flavio Conceiçao, e il Gremio di Emerson e Jardel. Nella vittoria della vecchia Palestra Italia per 3-2 a brillare è questa autentica bomba da più di 40 metri.

Inter-Torino 1995

Il 18 febbraio 1995 Massimo Moratti divenne presidente dell’Inter. Il nuovo capo interista si affidò totalmente a Roy Hodgson e commise forse l’errore più grande della sua storia nerazzurra. Dopo solo un anno lasciò andare Roberto Carlos al Real Madrid, dove restò e vinse tutto fino al 2007. Eppure nella sua unica annata nerazzurra il brasiliano aveva segnato 7 gol da terzino e realizzato punizioni del genere.

Brasile-Cina 2002

Nel 2002 il contributo di Roberto Carlos per la vittoria dei Mondiali con il Brasile fu davvero determinante. Insieme a Cafu sull’altra fascia, la loro capacità di essere presenti e decisivi in difesa e in attacco fu la chiave di volta per la squadra di Scolari. E se non bastava, c’era sempre una punizione da segnare per spingere ancora più su i verdeoro.

Argentina-Brasile 2005

In questa partita di seguito il Brasile perse al Monumental contro l’Argentina sotto i colpi di Crespo e Riquelme, ma il gusto di siglare l’unico gol verdeoro nella tana dei rivali più grandi non ha davvero prezzo. Il tiro è come sempre impressionante e più che preciso. Anche la ragnatela del Monumental non è riuscita a resistere.

Real Madrid-Betis Siviglia 2005

Questo video dovrebbe avere uno di quei disclaimer classici che si usano quando si comunica che quello che si sta per vedere può urtare la sensibilità di qualcuno. Tiro in due in area contro il Betis Siviglia. Pensate solo se quella palla avesse colpito uno dei componenti della barriera. Per fortuna la tragedia è stata solo sfiorata, il pallone viaggiava a 141 km/h.

Bonus Track: Francia-Brasile 1997

L’ultima non poteva che essere proprio la punizione contro la Francia al Torneo pre-Mondiale del 1997, in cui si affrontavano Brasile, Francia, Inghilterra e Italia. Ad inaugurare un torneo che rimarrà nella storia per il gioco espresso da tutte le squadre in ogni partita, proprio questo gol di Roberto Carlos al 22’ del primo incontro. Quando si inizia così, tutto poi viene di conseguenza.

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