Coppa Italia, Ancelotti: "Domani? Saremo in 11. Allan? Nessuna paura"

Carlo Ancelotti alla vigilia di Napoli-Sassuolo: "Domani giocheremo in 11. Allan? Non sarà titolare per un permesso ricevuto". E sul razzismo: "Non è un problema del Napoli..."

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Il Napoli rientra dalle vacanze natalizie per affrontare l'impegno degli ottavi di Coppa Italia domani sera allo stadio San Paolo contro il Sassuolo. Da un lato si ricomincia da dove si era concluso, dalla pagina vergognosa di San Siro nel giorno di Santo Stefano, dove all'esterno un tifoso interista ha perso la vita, all'interno dell'impianto abbiamo assistito ai ripetuti cori razzisti nei confronti di Koulibaly, che hanno fatto parlare a lungo e interrogare il mondo del calcio italiano. Dall'altro si riparte da un periodo in cui il calciomercato resterà aperto fino alla fine di gennaio, con voci, annunci e rinnegamenti che si susseguiranno fino all'ultima ora.

Carlo Ancelotti spazza via le questioni di mercato, lascia intendere che solo un giocatore potrebbe essere ceduto in prestito (Rog o Diawara), per fargli acquisire minutaggio utile per la crescita e per far sì che una rosa troppo ampia non dia problemi durante gli allenamenti. Sul caso Allan tutto potrebbe scemare con il trascorrere delle ore: il PSG non sembra intenzionato a mettere sul tavolo delle trattative i 100 milioni richiesti dal Napoli, quantomeno in questo mercato invernale. Nè il Napoli vuole privarsi di una pedina centrale sullo scacchiere "ancelottiano" in vista del triplo fronte Coppa Italia, campionato ed Europa League.

Da Santo Stefano ad oggi hanno fatto molto discutere anche le dichiarazioni di Carletto dopo la partita contro l'Inter, in cui minacciava di rientrare negli spogliatoi qualora si ripetessero situazioni di razzismo in un futuro prossimo. L'allenatore azzurro nella conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Sassuolo mette i puntini sulle 'i' da vero capitano di una nave che solca un mare ancora in tempesta sull'argomento razzismo: non c'è nessuna intenzione di farsi giustizia da sé, come paventato da qualche alta carica sportiva e istituzionale, ma solo la richiesta di rispettare il regolamento. Ammesso che chi di dovere sia in grado di far rispettare il protocollo.

Carlo Ancelotti sulla panchina del NapoliGetty Images

Carlo Ancelotti sul caso Koulibaly: "C'era un protocollo da rispettare"

Restano indelebili le scene vissute lo scorso 26 dicembre, se non altro perché in altre parti d'Europa la vicenda Koulibaly sarebbe stata gestita diversamente. Carlo Ancelotti non risponde direttamente ad alcune critiche piovute gratuitamente durante la pausa invernale, ma con eleganza intesse un discorso da uomo navigato, che sulle spalle può vantare una lunga esperienza in campo internazionale.

Non è un problema del Napoli, ma del calcio italiano. Il Napoli a San Siro ha vissuto questo momento che non era per niente goliardico. Da lì si è aperto un dibattito che ha visto tante contrapposizioni, non abbiamo nessuna pretesa di decidere cosa fare. C'è un regolamento che secondo noi non è stato rispettato con l'Inter e che vogliamo sia rispettato, come dicono tanti organismi più grandi di noi. Probabilmente questo protocollo ancora non è chiaro, non si sa a chi spetta di interrompere la partita temporaneamente, non abbiamo mai chiesto una sospensione. Si tratta di un problema sociale e culturale del calcio italiano, non del Napoli.

In Italia resta ancora molto da fare rispetto ad altre realtà europee, ma con spirito di volontà l'obiettivo finale può essere raggiunto.

Il razzismo è un fenomeno in gran parte debellato in quasi tutti i Paesi. Noi siamo indietro, ma non ci dobbiamo scoraggiare, siamo un popolo di creativi e il problema si può risolvere e penso si risolverà. Non ho mai pensato di essere solo, c'è stata una grande sollevazione da parte dei colleghi, anche perché, ripeto, non è un problema del Napoli. Lo sport evidenzia un malessere che esiste, è un problema culturale.

Calciomercato e Coppa Italia: mister Ancelotti tra ironia e chiarezza

Chiuso il capitolo razzismo c'è da pensare alla sfida di Coppa Italia contro il Sassuolo, restando concentrati nonostante le chiacchiere di calciomercato che rischiano di travolgere lo spogliatoio del Napoli.

Io non temo di perdere un giocatore come Allan perché la volontà di questa società è di rimanere competitiva. C'è solo la possibilità di dare un giocatore in prestito. Domani Allan non gioca dall'inizio perché aveva un permesso, come ad Ospina, per rientrare qualche giorno più tardi visto che doveva rientrare dal Sud America. Di conseguenza non si è allenato come gli altri e per evitare problemi domani non inizia la partita. Non credo possa capitare qualcosa di grosso.

Nessuna rivelazione sulla formazione che sarà in campo domani sera, in tipico stile di mister Ancelotti, che si lascia però sfuggire la presenza di Koulibaly in difesa. Una mossa tra l'altro scontata se si pensa che dovrà saltare i prossimi due turni di campionato dopo la squalifica rimediata nelle fasi finali del match contro l'Inter.

La formazione di domani sarà composta da un portiere, quattro difensori, probabilmente quattro centrocampisti e due attaccanti. Il protocollo dice che dobbiamo giudicare in 11. Koulibaly sta bene, è ritornato in ottima condizione, domani giocherà, la prossima settimana ci sarà il ricorso, è un aspetto giuridico e non ci compete.

Testa bassa e pedalare, come avviene già da tempo a Castel Volturno, dove gli azzurri hanno preparato al meglio questa sfida post vacanze per approdare ai quarti di finale, con decisione di intenti verso il risultato finale. Perché Carlo Ancelotti vuole chiudere il suo primo anno con qualcosa di concreto tra le mani.

Abbiamo gli stessi obiettivi dell'anno scorso. Inizia questa competizione molto corta, con cinque partite la puoi vincere (la Coppa Italia, ndr), se le facciamo bene possiamo aspirare ad arrivare fino in fondo. Non c'è nessuna sottovalutazione, il rientro dalle vacanze è stato positivo, siamo concentrati e in forma sia fisicamente che mentalmente.

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