NBA: Cousins è pronto e i Warriors sognano il quintetto All-Star

I Warriors sono pronti ad accogliere il rientro di DeMarcus Cousins, tra la curiosità generale e la presenza di cinque All-Star.

Cousins vicino al rientro Getty Images

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Nel mondo sportivo gli infortuni fanno parte del gioco, ma le tipologie sono diverse e possono anche modificare o addirittura stroncare una carriera. L’NBA ha vissuto anni duri con playoffs menomati da lunghe serie di stop fisici delle stelle, troppo sottoposte allo stress fisico di una stagione da 82 partite, innumerevoli viaggi e un livello di contatto fisico sempre più esasperato. A tal proposito Adam Silver ha lavorato alacremente per porre i necessari rimedi al calendario, eliminando i “four games in five nights” e riducendo al minimo storico i back to back. Questo ha portato a un deciso miglioramento, soprattutto riguardo agli infortuni più gravi che anticipano drasticamente la fine della stagione dei giocatori.

Nonostante questo è impossibile ridurli a zero, e se pensiamo a quello subito da DeMarcus Cousins nella scorsa stagione, la mente non può che andare a una delle più classiche disdette. In lunetta, secondo tiro libero in situazione di risultato del tutto ininfluente, Cousins sbaglia e si fionda a rimbalzo per recuperare il suo errore dopo uno strano rimbalzo e nel momento in cui si getta sul pallone il tendine d’achille fa crack, nel modo più beffardo possibile. Fino a quel momento i Pelicans stavano giocando una pallacanestro decisamente convincente e redditizia, nonostante fosse in controtendenza con le usanze NBA, ma in quell'istante sono svaniti tutti i loro sogni di gloria e, un po', anche quelli di Cousins, che dopo una parte di stagione di altissimo livello, ha dovuto vedere il suo contract year finire così mestamente, dandogli un bassissimo valore di negoziazione nella free agency.

Se già molte franchigie nutrivano dubbi sulla sua adattabilità allo spogliatoio di una contender, pur non rinnegando le indubitabili qualità del giocatore, con questo infortunio in molti General Manager si sono cavati d’impiccio dal dover prendere una decisione pericolosissima per il futuro della propria franchigia. Quasi tutti hanno passato sull’investimento a lungo termine di Cousins in questa stagione e meno ancora hanno pensato di offrirgli qualcosa che fosse differente da un anno di contratto al minimo possibile. I Warriors hanno così deciso, dall’alto delle loro possibilità di roster, di fare un investimento virtualmente a costo zero che avrebbe potuto portargli ancor più forza. Lo hanno aspettato senza forzare il rientro e ora, il 18 gennaio prossimo, potranno averlo sul parquet, vantando il primo quintetto dai tempi dei Boston Celtics 1975-76 con cinque all-star contemporaneamente sul parquet (Jo Jo White, Charlie Scott, Dave Cowens, Paul Silas e John Havlicek).

Il quintetto di All-Star NBA dei WarriorsGetty Images

NBA: aspettative e timori su Cousins

Dopo una prima parte di stagione ai box e tanta sofferenza, per sua stessa ammissione questo è stato il periodo più difficile della carriera, è arrivato il momento di tornare in campo. Nel periodo di stop non si è fatto mancare qualche uscita particolare, perché da re dei falli tecnici in campo, si è fatto anche espellere in una partita d’inizio stagione, addirittura in borghese e dall’ultimo posto in panchina. Da quel momento si è tranquillizzato, coach Kerr ha detto che il suo atteggiamento in spogliatoio e la sua vitalità fanno molto bene al gruppo ed è tornato alla ribalta più che altro per un video girato durante gli allenamenti in cui schiaccia sulla testa di Kevin Durant scherzandolo.

Dopo quelle immagini, in molti tifosi Warriors si sono esaltati, perché sulla carta non c’è dubbio che aggiungere un giocatore del talento e della poliedricità di Cousins renda la squadra di Kerr quasi impossibile da contrastare (cosa per altro già difficile con la strutturazione attuale, soprattutto ora che Thompson sembra avere ritrovato la mano), ma non sempre la somma dei singoli fa che poi il totale sia l’effettivo ammontare del talento a disposizione. Questo è il vero dilemma da risolvere a tutte le latitudini: per Kerr, per i big three già sul campo e per lo stesso Cousins.

Cousins pronto al rientroGetty Images

Come s'integrerà nel gioco di Kerr?

La domanda che ora tutti si fanno è: come cambierà il gioco dei Warriors? Difficile da dire preventivamente, ma all’inizio ci potrebbe esserci anche una crisi di rigetto, perché inserire un giocatore di quel talento e con quella necessità di rilanciarsi in vista della prossima stagione, potrebbe rendere più imballata l’armonia offensiva. Se da una parte le dimensioni e la presenza di un all-star interno come Cousins potrebbero ammazzare l’NBA in caso di perfetto funzionamento, c'è da tener conto che se il processo d’inserimento di Durant ha richiesto un po' di tempo, per Cousins farlo in corsa e con la necessità di dimostrare a tutti di essere tornato ad alti livelli, è semplice solo a parole.

Boogie a fine stagione sarà di nuovo free agent e si giocherà gran parte della propria carriera futura, con l'obbligo di far vedere di essere recuperato da quello che, per un giocatore della sua stazza, è tranquillamente definibile come il peggior infortunio possibile. DMC è però un giocatore a 360° in grado anche, come ha detto Kerr in estate, di essere un fine passatore propedeutico al gioco di movimento dei suoi, e di certo vedere tutte le stelle in campo contemporaneamente intriga molto tifosi e non solo. Possiamo dire che se Kerr dovesse trovare un giusto bilanciamento, entrerebbe di diritto nella genialità del ruolo di coach. C’è tanto hype, tanta aspettativa e curiosità per dei risultati che sono meno scontati di quello che potrebbe sembrare.

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