MotoGP, Maverick Vinales: "Sono in cerca di uno psicologo"

Maverick Vinales ha dovuto ricostruire il feeling con la Yamaha dopo l'introduzione della carcassa anteriore più rigida. Nella stagione 2018 di MotoGP la svolta dopo Aragon: "Adesso posso guidare come una volta".

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Quando alla fine del 2016 Maverick Vinales è saltato in sella alla Yamaha M1, dopo una brillante stagione in Suzuki, sembrava destinato a sfondare nella classe MotoGP. Aveva subito impressionato nei test invernali, adattandosi ad una nuova moto in maniera impressionante, ha vinto i primi due Gran Premi con estrema facilità e collezionato tre vittorie e un podio nelle prime sei gare del 2017. Poi Michelin ha introdotto una carcassa anteriore più rigida e il magico equilibrio moto-pilota si è improvvisamente spezzato, sotto i colpi della richiesta di un nuovo stile di guida e un differente assetto dettati dalla modifica all'anteriore.

Per tornare a salire sul gradino più alto del podio ha dovuto attendere 17 lunghi mesi (29 GP), prima di ergersi a vincitore nel Gran Premio d'Australia, unico trionfo Yamaha nella stagione 2018 di MotoGP. Per certi versi Maverick può ritenersi fortunato, perché ha gareggiato una sola stagione con gomme Bridgestone e software di fabbrica, prima di passare ai pneumatici Michelin e alla centralina elettronica unificata della Magneti Marelli. Non ha avuto il tempo di assimilare vecchie abitudini e si è ritrovato a fare i conti con le novità attuali, al contrario di molti suoi avversari, come Valentino Rossi, Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso, che hanno dovuto adattarsi ad uno stile di guida molto differente.

I tecnici Yamaha non sono riusciti però ad adeguare in tempi brevi l'elettronica al nuovo anteriore Michelin introdotto al GP del Mugello 2017 e Vinales ne ha fatto le spese più di chiunque altro. In curva scorreva troppo largo, si è cercato di rimediare con una serie di telai senza trovare la soluzione, fino alla svolta di Aragon, quando il 10° posto lo ha spinto a ritornare al suo stile aggressivo "stop-and-go", mettendo più peso sul retro, che gli ha permesso di sfruttare a pieno il freno posteriore in curva.  Con la specifica di motore sperimentata nei test di Valencia e Jerez, capace di sfruttare al meglio l'inerzia dell'albero motore, dovrebbe guadagnare più velocità in curva. Ammesso che non venga smentito all'inizio della nuova stagione.

Maverick Vinales pilota MotoGPGetty Images

MotoGP, Vinales: "Dopo la Thailandia uso un set-up diverso da Valentino"

I primi segnali di svolta si sono registrati al Buriram, grazie all'adozione di gomme più rigide da parte di Michelin e di un nuovo setting che ha permesso di migliorare la performance della sua M1. Di lì a poco sarebbe giunta la vittoria di Phillip Island.

Ora posso guidare come una volta, sento meglio la moto e il limite, quindi so dove posso migliorare - ha detto Maverick Vinales a Motorsportmagazine.com -. È anche molto meglio nelle gare, perché prima di fare questo grande cambiamento sentivo di non avere grip dalle gomme, ma da quando ho usato questo set-up [in Thailandia ] ho sempre avuto grip e mi sento sempre bene con i pneumatici. Spero che la Michelin porti pneumatici posteriori più rigidi per tutta la stagione, ma so che non lo faranno.

Passi avanti che non possono essere ereditati anche dalla YZR-M1 di Valentino Rossi per motivi di altezza e di peso corporeo.

Lui entra in curva con più velocità, io preferisco tenere premuto i freni fino a quando non apro il gas. Questo è il mio stile e sto cercando di far funzionare la Yamaha con quello stile. Invece siamo molto simili in uscita di curva. Fino alla Thailandia usavamo set-up quasi uguali, poi abbiamo usato configurazioni diverse.

Nel corso della stagione Mack ha mostrato in diverse situazioni di non riuscire a reggere la tensione psicologica, ha lasciato trapelare il divorzio di Ramon Forcada anzitempo, ha criticato il team in modo spropositato. Stati emotivi che devono essere incanalati sulla retta via per diventare un campione di MotoGP.

Sto lavorando molto duramente su questo punto. Sto cercando uno psicologo sportivo, ma non è facile, perché ho bisogno di trovarne uno che mi capisca. A volte non sono completamente concentrato, ho bisogno di migliorare questo aspetto. Sono il tipo di persona che vuole migliorare ogni anno, se trovo un buon psicologo sportivo lo farò certamente. La scorsa stagione, quando ho fatto male nelle gare, in parte accadeva perché ero giù di morale.

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