Messico, ex portiere condannato a 75 anni di prigione

Arrestato nel 2012, Omar Ortiz, detto El Gato, era una stella del campionato locale prima di entrare in una gang specializzata nei sequestri di persona. Nessuno sconto da parte dei giudici: finirà i suoi giorni in cella.

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Da calciatore a basista, da campione acclamato dalle folle - e dalle signore a causa dei suoi occhi di ghiaccio, che gli erano valsi il soprannome di El Gato - a membro di una gang legata a doppio filo a uno dei più grandi cartelli della droga in Messico e specializzata nei sequestri di persona. Questa è l'incredibile parabola di Omar Ortiz, ex portiere che esattamente 7 anni dopo essere stato arrestato è stato condannato dai giudici a 75 anni di carcere.

La giuria non ha avuto alcuna pietà nei confronti dell'ex stella del campionato messicano, una presenza in Nazionale nel 2002 e una solida reputazione costruita durante una carriera interrotta bruscamente nel 2010 a 34 anni dopo una squalifica di 2 anni per doping: Ortiz, 43 anni il prossimo 13 marzo, finirà i suoi giorni in prigione, riconosciuto colpevole di avere adocchiato e avvicinato tre vittime della gang, sequestrate nella zona di Monterrey e spesso rilasciate nel giro di pochi giorni dietro il pagamento di un milione di pesos, l'equivalente circa 45mila euro.

L'incredibile spirale che avrebbe portato Ortiz dagli applausi di migliaia di spettatori a una condanna che nei fatti è un ergastolo sarebbe iniziata proprio dopo il suo ritiro, arrivato in seguito alla squalifica per l'uso di steroidi vietati come Drostanolone propionato e Oxymetholone: costretto ad appendere gli scarpini al chiodo, El Gato aveva sfruttato la sua fama per frequentare i più ricchi ed esclusivi club di Monterrey, carpendo informazioni utili ai sequestratori per agire e verificando la disponibilità economica delle vittime per formulare la richiesta di riscatto.

Messico, 75 anni di prigione per Omar OrtizGetty Images

Messico, 75 anni di carcere per El Gato Omar Ortiz

Cifre contenute per sequestri rapidi che nelle intenzioni della gang, legata al famoso e sanguinario Cartello del Golfo, avrebbero dovuto rendere la stessa praticamente impossibile da rintracciare per le forze dell'ordine. Un piano in cui Ortiz aveva un ruolo centrale: era lui a selezionare le vittime, lui a informarsi su abitudini e spostamenti delle stesse. 

Qualcosa però era andato storto all'alba del 2012: il 7 gennaio, dopo alcuni giorni di latitanza in cui addirittura i familiari avevano temuto che lo stesso Ortiz fosse finito vittima di un rapimento - crimine purtroppo molto frequente in Messico - la polizia ha annunciato l'arresto dell'ex stella degli stadi. Secondo l'accusa avrebbe contribuito ad almeno due sequestri, ricevendo per ognuno di essi 100mila pesos, l'equivalente di circa 5mila euro.

Cresciuto nel Monterrey, dove aveva esordito da giovane senza riuscire a lasciare il segno, Omar El Gato Ortiz aveva riabbracciato i Rayados poco prima del suo ritiro forzato vincendo il Torneo di Apertura 2009, l'unico trofeo di una carriera che dopo i poco incoraggianti fallimenti iniziali tra bianco-blu, Atletico Celaya e Necaxa lo aveva visto diventare un protagonista della Liga MX con la maglia dei Jaguares de Chiapas, club scomparso nel 2017 in cui hanno giocato anche rinomati campioni come Salvador Cabanas e Jackson Martinez.

Nei 7 anni trascorsi dal suo arresto Ortiz si è sempre professato innocente: entrato in contatto con la gang pare per questioni legate alla cocaina e molto probabilmente anche per gli steroidi che gli sono costati la squalifica, l'ex portiere avrebbe sottolineato più volte come le vittime non lo avessero mai riconosciuto e di come fosse lui stesso vittima delle circostanze, di suggestioni e della sua stessa fama. Se la sua innocenza non poteva essere provata, diceva El Gato, lo stesso si poteva dire della sua colpevolezza.

I giudici chiamati a giudicarlo evidentemente non la pensavano alla stessa maniera. Così nella giornata del 7 gennaio 2019, esattamente 7 anni dopo il suo arresto, lo hanno riconosciuto colpevole e condannato a 75 anni di carcere per aver preso parte a 3 sequestri. Una condanna esemplare contro una piaga purtroppo enormemente diffusa in Messico, il Paese che un tempo applaudiva El Gato e che oggi lo osserva andare incontro al suo destino.

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