Calciomercato, Manchester City miniera d'oro: 150 milioni dagli scarti

Nella gestione Mansour, il Manchester City ha incassato 150 milioni solo dalle cessioni degli esuberi. Tra i tanti affari in uscita spunta però anche un rimpianto.

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Nell'ultimo ventennio la storia del Manchester City è cambiata radicalmente. Dopo essere stato prelevato dal pittoresco magnate thailandese Shinawatra, nel 2008 il club è passato in mano allo sceicco emiratino Mansour. Da qui è cominciata la scalata al calcio che conta, un'ascesa potente che ha portato il City a diventare una delle squadre top d'Europa e talvolta anche la regina del calciomercato. Dopo parecchi decenni la società è tornata a vincere la Premier League e negli ultimi ha cercato di scalare i vertici anche in campo internazionale, seppure a risultati alterni.

Il Manchester City può permettersi di spendere, ma questo lo avrete già capito tutti. D'altronde quando puoi contare su un gruppo imprenditoriale della portata del City Football Group non può che essere altrimenti. Avere una grande capacità di spesa ti permette di differenziare gli investimenti: per Manchester la famiglia Mansour ha fatto tanto a livello strutturale, mettendo a punto il progetto stadio e poi costruendo da zero un centro sportivo di primissima qualità, portando nel nord del paese un grande numero di talenti, scovati grazie a una squadra di scout sguinzagliata in ogni angolo dell'Inghilterra.

Avere tanti soldi ti permette poi anche di sbagliare senza subirne troppo le conseguenze. Durante le ultime stagioni il Manchester City ha perfezionato diversi colpi di calciomercato importanti in entrata, ma spesso - ed è una cosa che molti non sanno - ha dimostrato di saper vendere altrettanto bene. Quella di Brahim Diaz è solo l'ultima di una serie di cessioni eccellenti che hanno portato i Citizens a incassare, solo durante la gestione Mansour, la bellezza di 137 milioni di sterline, ovvero circa 150 milioni di euro. Di questi, ben 60 milioni arrivano da calciatori con zero presenze in prima squadra. Ce n'è per tutti i gusti: da chi non trovava più spazio ai giovani ipervalutati, passando anche per un grande rimpianto.

Jadon Sancho, rimpianto di mercato del CityGetty Images

Calciomercato, Manchester City: Jadon Sancho la cessione più dolorosa

Per conoscere i 13 giocatori che hanno aiutato il Manchester City a rimpolpare le proprie casse è preferibile iniziare in ordine cronologico. L'ultimo a lasciare l'Inghilterra è stato il già citato Brahim Diaz, attaccante passato per 17 milioni di euro al Real Madrid dopo aver messo insieme solo 15 presenze con il club inglese. Diaz compirà prossimamente 20 anni e gli addetti ai lavori lo indicano come uno dei talenti in rampa di lancio a livello europeo, ma davanti a un'offerta così alta (i milioni possono diventare 24 compresi di bonus) i Citizens non hanno saputo dire di no, anche se la cessione di questo dribblomane ha tutte le carte in regola per diventare un rimpianto.

Rimpianto che, in questo caso, fa rima con Jadon Sancho. L'ala sinistra è stata controllata dal City fino all'estate del 2017 in comproprietà con il Watford, fino a quando - un po' a sorpresa - il Borussia Dortmund non si è presentato nella sede inglese con un assegno da 8 milioni di euro. A dare il via libera a questa operazione sembra sia stato Guardiola in persona, non si sa per motivi di spazio mancante o perché non aveva fiducia nel ragazzo. Fatto sta che Sancho a Dortmund è esploso definitivamente: dopo una prima stagione di apprendistato, quest'anno sta letteralmente trascinando il BVB e il suo valore è quasi decuplicato.

Da Sancho a Kelechi Iheanacho, la cessione più onerosa effettuata dal Manchester City appartenente alla lista dei comprimari. Classe 1996, nigeriano di Imo, Iheanacho venne acquistato dopo aver giocato un grandissimo Mondiale under 20 nel 2015 con la maglia delle Green Eagles. Le sue sgasate su tutto il fronte d'attacco impressionarono i dirigenti inglesi, che lo "rubarono" allo Sporting Kansas City quando sembrava ormai certo il suo sbarco in MLS. Iheanacho però non ha mai trovato troppo spazio, per cui - quando il Leicester ha avanzato un'offerta da 27 milioni di euro - il suo destino è stato inevitabile.

Tra i difensori spicca la vendita di Denayer

Uno dei difensori sui quali il Manchester City pensava di costruire la difesa del futuro è senza dubbio Jason Denayer, centrale arrivato giovanissimo in Inghilterra per poi perdersi durante vari prestiti. Il City lo ha girato ovunque prima di cederlo a titolo definitivo, consapevole del fatto che Denayer non rappresentava quel talento che tutti a Manchester si aspettavano. Dopo tre anni divisi tra Celtic, Galatasaray e Sunderland, Denayer è stato venduto per 10 milioni di euro al Lione, dove ora gioca finalmente titolare e sembra aver trovato la sua dimensione.

La metà, esattamente 5 milioni di euro, il Manchester City li ha incassati per la cessione di Karim Rekik, comprato dal Feyenoord nel 2012 dopo un paio di ottime stagioni in Eredivisie e mai utilizzato a causa della folta concorrenza presente in reparto. Rekik non ha quindi potuto lasciare alcun ricordo ai tifosi che riempiono le tribune dell'Etihad Stadium: una volta chiusa la valigia è stato mandato a Marsiglia. Oggi, invece, gioca nell'Hertha.

Qualche rammarico potrebbero invece portarlo gli addii di due talenti molto interessanti come Pablo Maffeo e José Ángel Esmorís Tasende, meglio noto come Angeliño. Il primo è un terzino destro del 1997 che nel 2013 il Manchester City, con uno stratagemma che ricorda molto l'arrivo di Fabregas all'Arsenal, soffiò all'Espanyol. Maffeo però con i Citizens non ha mai esordito, mettendosi invece in mostra in una società satellite come il Girona. Durante la scorsa sessione di calciomercato lo Stoccarda lo ha acquistato per 9 milioni di euro, quasi 4 milioni in più di quanto è costato al PSV prelevare Angeliño. Spagnolo e coetaneo di Maffeo, è titolare della Spagna under 21 e su di lui avrebbero già posato gli occhi di diverse big europee.

Gli altri addii: Rony Lopes e due conoscenze italiane

Chiudendo la carrellata va segnalato anche come il Manchester City sia riuscito a incassare 12 milioni di euro per Angus Gunn, portiere passato al Southampton, e 3 da Bersant Celina, trequartista kosovaro oggi allo Swansea. A 14 milioni si è chiusa definitivamente anche la telenovela legata a Enes Unal, centravanti turco sballottato in prestito ovunque nelle ultime stagioni, con il risultato di non avergli mai concesso un periodo di adattamento ai ritmi del calcio che conta. Oggi il suo cartellino è del Villarreal, ma Unal al momento è in prestito al Valladolid, dove finalmente ha trovato spazio da titolare.

Poi c'è Marcos Paulo Mesquita Lopes, meglio noto come Rony Lopes: portoghese classe 1995, fino a poco tempo fa era considerato uno degli eredi di Cristiano Ronaldo. Il Manchester City lo ha controllato dal 2011 al 2015, quando poi lo ha venduto a titolo definitivo al Monaco. Infine, ecco fare capolino anche due "italiani": il primo è Olivier Ntcham, vecchia conoscenza genoana oggi al Celtic, con gli Hoops che lo hanno comprato per 5 milioni di euro. L'altro è Seko Fofana, passato all'Udinese per una cifra bassissima, circa 3,5 milioni di euro. Fofana sarà uno dei pezzi pregiati della prossima estate, con l'Udinese pronta a incassare dieci volte tanto per il talentuoso centrocampista franco-ivoriano.

Il riepilogo

  • Brahim Diaz (17 milioni - Real Madrid)
  • Kelechi Iheanacho (27 milioni - Leicester)
  • Angus Gunn (12 milioni - Southampton)
  • Enes Unal (14 milioni - Villarreal)
  • Jason Denayer (10 milioni - Lione)
  • Jadon Sancho (8 milioni - Borussia Dortmund)
  • Pablo Maffeo (9 milioni - Stoccarda)
  • Rony Lopes (12 milioni - Monaco)
  • Karim Rekik (5 milioni - OM)
  • Angeliño (5,5 milioni - PSV)
  • Olivier Ntcham (5 milioni - Celtic)
  • Seko Fofana (3,5 milioni - Udinese)
  • Bersant Celina (3 milioni - Swansea)

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