Serie A come l’NBA: i premi individuali del girone d’andata

Seguendo le logiche e le categorie dell’NBA, assegniamo i premi individuali a calciatori e allenatori che più si sono distinti in questa prima parte di stagione.

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Questa lunga pausa di gennaio per la Serie A sta servendo per diversi motivi. In primo luogo impazza il calciomercato e tutte le squadre stanno facendo piccoli accorgimenti per mettere a posto il proprio roster, così da puntare con nuova fiducia ai loro differenti obiettivi. Stanno iniziando anche importantissimi richiami di preparazione fisica, che all’inizio saranno causa di poca brillantezza, ma serviranno molto da marzo in poi.

Importante questa fase anche per guardare un po’ più in là, con una maggiore serenità per pensarci senza la fretta della partita dopo partita. L’Inter di Marotta ha già messo sul tavolo un paio di nomi che devono servire ad entrare nella sfida vera per lo scudetto, il Napoli sogna il top player per mettere la ciliegina sulla torta di una squadra a volte incantevole, la Juventus guarda a pochi calciatori che possono davvero migliorare una squadra di altissimo livello.

Si deve guardare al futuro in questi periodi lunghi di pausa, ma è anche giusto dare uno sguardo al passato, per capire rispetto a quello che abbiamo visto fino ad oggi come si è mosso il calcio italiano, chi è cresciuto, chi ha perso colpi, chi è stato una scoperta inattesa, da chi invece magari ci si aspettava di più. Seguendo le logiche e le categorie del mondo NBA, facciamo un gioco che unisce due mondi, attribuendo a calciatori e allenatori i premi individuali di questa prima parte di campionato.

Con tanti difensori bravi, Koulibaly riesce sempre ad avere qualcosa in più.Getty Images
Nella sfida fra i migliori difensori della Serie A, Kalidou Koulibaly ha dimostrato un miglioramento costante davvero entusiasmante.

I calciatori da premiare in questa prima parte di Serie A: l’MVP è Cristiano Ronaldo

MVP: Cristiano Ronaldo

Non sono i gol segnati, con il girone di andata concluso come capocannoniere con 14 gol, non è la leadership presa dalle mani di calciatori vestiti in bianconero da anni già dalla prima partita, non è nemmeno per l’importanza che ha nella squadra di Allegri, l’MVP non può che andare a Cristiano Ronaldo per l’impatto generale che ha avuto su tutta la Serie A.

Non ci sono ancora dati definitivi, ma il fatto che il miglior calciatore al mondo giochi nel nostro campionato ne ha modificato l’immagine, riportandoci indietro di almeno 15 anni. Le cose che si dicevano appena acquistato si sono avverate tutte: diventerà un’attrazione fantastica, capace di trascinare l’intero movimento. Sta succedendo proprio in questo, un passo alla volta. Adesso servirebbero tante squadre che sfidino il suo dominio. Una volta che in Serie A avremo anche questo step, davvero inizieremo a divertirci.

BEST ROOKIE: Krzysztof Piatek

Analizziamo le premesse. Il Genoa questa estate compra dal KS Cracovia un centravanti che non ha particolari doti fisiche o skills per 600 mila euro, con riscatto fissato a 4,50 milioni. Arriva con un’altra ondata dei soliti calciatori che Preziosi compra ad ogni sessione di mercato. Gioca la prima partita ufficiale contro il Lecce in Coppa Italia e segna una quaterna. Qualche interesse inizia a muoversi.

Nelle prime sei partite di campionato segna 8 gol, eguagliando il solo Pascutti. Non ruba l’attenzione per qualcosa in particolare, ma se la palla gli transita davanti ha un senso della porta clamoroso. Destro, sinistro e di testa, sceglie sempre il massimo della potenza possibile con il massimo della precisione, riuscendo a fare gol da centravanti d’area, ma anche a tirare bordate da 25 metri. Un debutto così potente in Serie A non lo si vedeva da anni e già adesso vorrebbe comprarlo mezza Europa.

BEST COACH: Carlo Ancelotti

Prendere il Napoli da Sarri era una delle cose più difficili che potesse capitare ad un tecnico. Forse c’era una sola via d’uscita, trovare un allenatore che seguisse in maniera molto attenta le dinamiche sarriane, magari discostandosene in parte per alcuni elementi, ripercorrendo la strada milanista con Capello dopo Sacchi. Invece Aurelio De Laurentiis ha scelto Ancelotti e a Napoli si temeva davvero il peggio.

Invece Carlo Ancelotti in quattro mesi ha ridato brillantezza alle cose buone della gestione di Sarri, aggiungendovi tantissimo del suo (esempi a caso: regia affidata ad Hamisk, Insigne più vicino alla porta e determinante in fase realizzativa). In maniera quindi contraria ad una scelta di comodo, il Napoli non solo non è peggiorato, ma ha mostrato di saper giocare in tanti modi diversi, esaltando molti più uomini della rosa prima poco utilizzati. Un allenatore che fa questo in quattro mesi è uno dei migliori al mondo.

BEST SIX MAN: Mario Mandzukic

Non è un premio dato a chi parte esclusivamente dalla panchina, per poi essere determinante, bensì il premio per chi non è partito come la superstar della propria squadra, nelle premonizioni di inizio anno con pochi e insignificanti minuti in campo e invece è risultato necessario. Un calciatore che risponde perfettamente a questo identikit è Mario Mandzukic, centravanti tuttofare della Juventus.

Ad inizio anno si sognava il tridente fantasia Cristiano Ronaldo-Dybala-Douglas Costa, credendo che Mandzukic doveva solo far rifiatare i tre tenori. Ma fin dalla prima partita giocata insieme, CR7 ha subito compreso come un calciatore come il croato sia necessario per rendere al meglio. Apre spazi, lotta, è sempre nel cuore del gioco e sa sfruttare tutto quello che il portoghese costruisce. Intoccabile.

BEST DEFENSIVE PLAYER: Kalidou Koulibaly

Il miglioramento di Kalidou Koulibaly è evidente, partita per partita. Ogni volta, fra Europa e Serie A, affronta avversari sempre diverse e ogni volta ne comprendi un elemento di cui prima non ti eri accorto. Ha una velocità di base che non fa mai scappare nessuno scattista, sui tagli legge benissimo ogni movimento, anticipando spesso il gioco avversario, mentre fino allo scorso anno la parte di impostazione dal basso era quasi completamente nelle mani di Albiol, quest’anno Koulibaly sa anche servire bene le mezzali e sa marcare a uomo. Abbiamo professori della difesa in Italia, come ha detto Mourinho di Bonucci e Chiellini, ma uno come KK non riesce a non stupirci.

MIP: Duvan Zapata

Se le altre assegnazioni sono venute fuori in maniera abbastanza naturale, i candidati per questo premio sono molti di più e ognuno ha la sua motivazione. Politano con l’Inter è diventato titolare inamovibile, portando velocità e freschezza sulla fascia, facendo innamorare anche Mancini per la Nazionale, Petagna nella Spal dimostra di saper fare tante cose e molte bene, Caputo si è scoperto goleador anche in Serie A dopo tante segnature nelle serie inferiori, Insigne è cresciuto in gioco e leadership.

Ma se uno bisogna premiare come calciatore che più si è migliorato rispetto alle annate scorse, allora non si può che andare da Duvan Zapata. Il centravanti dell’Atalanta è una forza della natura, con un piede educato e un ottimo fiuto del gol. Con il Napoli aveva mostrato solo la superficie del giocatore completo che è e il sistema di Gasperini lo esalta. Un giocatore così non può non giocarsi una fiche importante anche in Europa, magari con un'Atalanta che crede di più nella prossima Europa League.

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