Perché UFC 235 è già in lista come card dell'anno 2019

Il 2018 è stato un grande anno per le MMA. UFC però non perde tempo ed organizza una card che potrebbe già esser considerata fra le migliori degli ultimi mesi e che promette di offrire grande spettacolo.

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Nonostante UFC non abbia ancora ufficializzato i match più caldi nella card numero 235, evento che avrà luogo alla T-Mobile Arena di Las Vegas, il programma della serata rappresenta un'attrazione a dir poco irrinunciabile per ogni fan di UFC e più in generale delle MMA. Dopo UFC 232, evento che ha chiuso in maniera spettacolare il 2018, la promotion più importante di MMA al mondo ha annunciato dei match imperdibili per l'inizio del 2019.

Archiviata la momentanea cancellazione di UFC 233, la promotion statunitense ha organizzato degli importanti match nella prima parte del 2019, fra i quali ricordiamo il titolo dei pesi mosca in palio tra il campione in carica Henry Cejudo ed il campione dei pesi gallo TJ Dillashaw a UFC FN 143 il 19 gennaio. Dillashaw tenterà l'impresa, cercando di ottenere anche il titolo dei pesi mosca per laurearsi quarto champ-champ in UFC a detenere contemporaneamente due cinture, dopo Conor McGregor, Daniel Cormier ed Amanda Nunes.

UFC 234 vedrà il titolo dei pesi medi in palio fra il campione Robert Whittaker e lo sfidante Kelvin Gastelum, due assoluti fuoriclasse della nuova leva pronti a contendersi la corona di una delle divisioni più ricche di talenti in circolazione. Lo dimostra anche il co-main event della card, che vedrà opposti il giovane più promettente di categoria Israel Adesanya e l'ex campione dei pesi medi, il fighter che per molti è stato il migliore della sua generazione, Anderson Silva. In molti danno Silva per spacciato, ma il Ragno ha saputo sorprendere anche i più scettici negli ultimi anni, nonostante il calo fisiologico sia davanti agli occhi di tutti. Un match fra due striker straordinari, assolutamente da non perdere.

UFC 230, Adesanya batte Derek BrunsonGetty Images
Israel Adesanya festeggia la vittoria su Derek Brunson a UFC 230

UFC 235, una card stellare già ad inizio 2019

Ma la ciliegina sulla torta dell'inizio del 2019 è senz'altro rappresentata da UFC 235. Un evento che promette fuoco e fiamme. I vertici UFC non hanno ancora ufficializzato i match più importanti, ma fonti illustri del calibro di Brett Okamoto di ESPN hanno confermato che gli incontri sono in fase di lavorazione.
Sembra già scontato il repentino ritorno in gabbia di Jon Jones (23-1, 1 NC), campione dei massimi-leggeri che ha fatto il suo ritorno ad UFC 232 annichilendo Alexander Gustafsson nel loro rematch. Jones e Gustafsson si erano già incontrati a UFC 165, dando vita ad uno dei match più combattuti nella storia della promotion. 
Jones affronterà Anthony Smith (31-13), assoluta rivelazione nella categoria dei massimi-leggeri. A quota tre vittorie consecutive e con ben due Performance of the Night ottenute contro Shogun Rua e Volkan Oezdemir, "Lionheart" ha ottenuto il match più importante della sua carriera contro il campione più dominante di categoria. 
Artista del KO e coriaceo incassatore, Smith sembra comunque lontano dal livello di Jones, ma le MMA sono uno sport imprevedibile e, come ormai noto, tutto può succedere.

Ma il match con titolo in palio non sarà soltanto quello per la corona dei massimi-leggeri fra Jones e Smith. Infatti UFC ha annunciato anche il ritorno in gabbia di Tyron Woodley (19-3-1), campione dei pesi welter, pronto a difendere la cintura dall'assalto del pericoloso Kamaru Usman (14-1). Woodley ha messo a segno alcune delle prestazioni più importanti della sua carriera nell'ultimo periodo e, nonostante sia stato spesso accusato ingiustamente di essere un fighter noioso, ha dimostrato di essere anche assolutamente dominante e strategicamente molto intelligente. Ha demolito Darren Till, annullato Demian Maia, superato Stephen Thompson, dimostrando di poter competere virtualmente contro ogni tipo di fighter e mostrando una completezza difficilmente riscontrabile. 
Kamaru Usman è un grande wrestler dalle mani molto pesanti e, all'età di 31 anni e con una notevole maturità raggiunta, è pronto a tentare l'assalto al titolo. Vincitore dell'edizione numero 21 del reality The Ultimate Fighter e a quota 9 vittorie consecutive in UFC, l'Incubo Nigeriano ha chiesto a gran voce la chance titolata e UFC l'ha accontentato.

Ma non finisce qui. Dopo la sopracitata cancellazione di UFC 233, la promotion ha pensato bene di inserire in card anche il match d'esordio di Ben Askren (18-0, 1 NC), imbattuto campione dei pesi welter di Bellator MMA e ONE Championship, che affronterà l'ex campione UFC Robbie Lawler (28-12, 1 NC), sicuramente in fase calante. Askren ha un record nel wrestling collegiale di 153-8, non combatte dal novembre 2017 ed aveva annunciato il ritiro, prima di tornare sui suoi passi in seguito all'offerta di UFC. Adesso ha 34 anni, il suo wrestling è sicuramente fra i migliori di categoria, ma il suo tempo potrebbe essere passato. Solo l'ottagono darà l'ultima risposta sulle sue condizioni. Sul suo utilizzo del trash talking, invece, non abbiamo dubbi:

E per chiudere in bellezza, oltre al match nella categoria dei pesi piuma fra il fenomeno russo Zabit Magomedsharipov (16-1) ed il caparbio Jeremy Stephens (28-15), rivedremo nell'ottagono l'ex campione dei pesi gallo Cody Garbrandt (11-2), ridimensionato dal campione TJ Dillashaw, opposto al Giovane Punitore Pedro Munhoz (17-3). Munhoz è in forte ascesa, vanta vittorie su Rob Font, Brett Johns, Bryan Caraway e Justin Scoggins, è uno striker dal ritmo e dalla varietà dei colpi straordinari ed il match contro Garbrandt arriva con tutta probabilità nel momento migliore della sua carriera. Ci sarà un cambio di guardia o Garbrandt tornerà ad imporsi?

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