Milan - UEFA, si riparte da Nyon: venerdì nuovo incontro tra le parti

Venerdì a Nyon incontro interlocutorio tra una delegazione rossonera e la UEFA. Oggetti di discussione le sanzioni al Milan e le possibile modifiche al FFP.

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Il confronto tra Milan e UEFA è ormai diventato una delle sfide più affascinanti degli ultimi mesi. Al momento è molto difficile dire come il tutto possa andare a finire, perché in poco tempo varie situazioni sono cambiate, sia in meglio che in peggio. Ciò che è certo, però, è l'inizio di 2019 molto complicato per un Milan chiamato a far fronte sia alle proprie esigenze impellenti sul calciomercato e sia alla partita, ben più importante, ancora da giocare sui tavoli di Nyon.

La società di via Aldo Rossi è chiamata nuovamente a rapporto dalla UEFA nella giornata di venerdì, quando una delegazione di dirigenti rossoneri partirà per recarsi nel quartier generale del massimo organismo calcistico europeo. Il Milan vuole dialogare con la UEFA per provare a trovare un punto di incontro tra le parti che riesca, una volta per tutte, a sistemare la questione legata alle sanzioni figlie della gestione economica del club per il triennio 2014/17. Solo un mese fa la UEFA aveva emesso una sentenza che ai vertici rossoneri era sembrata "troppo sproporzionata", un verdetto che prevedeva limiti sull'iscrizione dei giocatori in rosa, il prelevamento di buona parte dei premi in denaro incassati nell'attuale campagna di Europa League e, soprattutto, l'obbligo di raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2021.

Qualora questi paletti non venissero soddisfatti, il Milan andrebbe incontro all'esclusione dalle coppe europee, valida dal primo anno utile post 2021 nel quale i rossoneri dovessero qualificarsi per la Champions o l'Europa League. La famiglia Singer, proprietaria del fondo Elliott che gestisce il Milan, ha così deciso di fare ricorso al TAS, impugnando la sentenza UEFA ritenuta troppo pesante per i progetti presenti e futuri del nuovo Milan. Già, perché di nuovo Milan si tratta visto che nell'ultimo anno la società è passata di mano, venendo rilevata appunto dal fondo Elliott che si è dimostrato essere - almeno al momento - una realtà decisamente più solida rispetto a quella costruita sulle scatole cinesi di Yonghong Li.

La dirigenza del Milan al gran completoGetty Images

Milan, venerdì nuovo incontro con la UEFA: continuano le trattative

Di cosa si parlerà quindi venerdì? Sicuramente i rappresentanti del Milan torneranno a rimarcare quanto la sentenza non sia stata equa, secondo il loro punto di vista. In particolare, porranno l'accento sull'obbligo di arrivare al pareggio di bilancio tassativamente entro il 2021: per farlo, il Milan dovrebbe arrivare a qualificarsi in Champions League stabilmente da quest'anno in poi, ma con le limitazioni di spesa imposte alla società difficilmente i dirigenti avranno la libertà totale per muoversi sul calciomercato. Inoltre, andrà chiarita anche la situazione legata all'arrivoo di Lucas Paquetá: il Milan lo ha acquistato per circa 35 milioni di euro pochi giorni dopo il verdetto UEFA, ma la cosa non è piaciuta ai vertici federali.

Da Nyon è partita una lettera di richiamo nella quale si chiedevano spiegazioni alla società sulla spesa importante effettuata in pieno regime di austerity. A renderlo noto è stato proprio Leonardo, che attualmente si occupa di portare avanti tutte le trattative rossonere:

Difficile mettere a segno colpi importanti in questa situazione: abbiamo preso Paquetá e ci è subito arrivata una lettera di avvertimento, in cui ci contestano investimenti simili

La UEFA potrebbe aver interpretato tale operazione come un atto di sfida da parte della famiglia Singer. Proprio per questo il Milan vuole calmare le acque e capire quali margini ci siano per venirsi incontro a vicenda, cercando di mantenere i buoni rapporti costruiti fin dalle prime riunioni tra le parti. La UEFA riconosce la solidità della nuova proprietà rossonera e, per contro, il Milan ha fatto di tutto per dimostrare di essersi completamente liberato delle scorie cinesi lasciate dalla precedente gestione. Inoltre, questo incontro rappresenterà anche una possibilità di parlare del Fair Play finanziario sul quale Elliott ha un'idea precisa, che fa da eco alle dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa da Zvonimir Boban.

L'idea, condivisa dalla FIFA, è quella di non tarpare le ali ai club che hanno del denaro vero da immettere nel calcio. Per questo il Milan sostiene che il sistema del FFP non debba essere accantonato definitivamente, ma rivisto e attualizzato ai giorni nostri, in modo da privilegiare chi decide di investire sul calcio. Solo così Milan e Inter - ma non solo - potranno sperare di tornare grandi, proprio come ha dichiarato Boban all'interno di un'intervista rilasciata a Dubai:

Le regole che impongono il cosiddetto breakeven, il pareggio di bilancio, non possono fare da ostacolo per gli ingenti investimenti di potenziali e solide realtà. Inter e Milan sono in questa situazione e difficilmente ne usciranno, se non cambiamo qualcosa. Portare soldi freschi nel mondo del calcio significa produrre effetti positivi per tutto il sistema.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.