Inter, non solo Godin: come sarà la difesa per la prossima stagione?

L'arrivo di Godin è solo il primo tassello per la ricostruzione della difesa dell'Inter. L'altro obiettivo è Andersen, poi via allo sfoltimento degli esuberi.

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Il calciomercato dell'Inter ha subito un'impennata negli ultimi mesi. Dalla sessione estiva in poi, la società ha messo a segno diversi colpi molto importanti che, da un certo punto di vista, potrebbero essere considerati come degli avvertimenti alla Juventus. Una sorta di messaggio del tipo: al momento siete inavvicinabili, ma lavoreremo sodo per limare il gap che ci divide. D'altronde l'ambizione di Suning e della famiglia Zhang non la scopriamo di certo oggi: il colosso cinese, una volta liberatosi del fardello legato alle limitazioni dovute al FFP, potrà finalmente cominciare a operare sul serio, con tutto ciò che ne consegue.

Per la stagione 2019/2020 si prevede una mezza rivoluzione. In casa nerazzurra sono tante le valutazioni che andranno fatte, perché se è vero che lì davanti Mauro Icardi sembra intoccabile, va detto che attorno al bomber argentino la squadra andrà sensibilmente puntellata, basti pensare che tra il reparto di centrocampo e la batteria di esterni sono pochissimi giocatori a essere certi di una conferma. Poi c'è il capitolo legato alla difesa: il pacchetto arretrato nerazzurro è quello che al momento offre più garanzie, ma non per questo verrà risparmiato da eventuali modifiche qualora si presentassero occasioni convenienti dal punto di vista economico.

La prima è già stata presa al balzo con l'acquisto di Diego Godin. Il centrale uruguagio arriverà all'Inter in estate dopo aver maturato una lunghissima militanza nella Liga spagnola, in cui ha difeso i colori del Villarreal prima di confermarsi come uno dei difensori più forti al mondo all'Atletico Madrid. Godin ha infatti contribuito a scrivere alcune delle pagine di storia più importanti per i Colchoneros, togliendosi lo sfizio di segnare la rete che ha riportato il club sul tetto di Spagna zittendo il Camp Nou, prima di andare in gol anche in finale di Champions League. Una rete inutile, che però lo ha proiettato ulteriormente nel gotha del calcio mondiale a livello personale.

Diego Godin, leader dell'Atletico MadridGetty Images

Inter, arriva Godin: istruzioni per l'uso

Per costruire la nuova difesa dell'Inter che sarà non si può quindi che partire proprio dall'imponente centrale uruguagio. Godin verrà annunciato nei prossimi giorni e le cifre dell'accordo sono già note: l'ormai ex Atletico arriverà a parametro zero, firmerà un biennale con opzione per il terzo anno e andrà a prendere circa 6 milioni di euro. Un investimento importante, questo, da parte di Suning, che intende puntellare il reparto difensivo con un ulteriore pezzo da novanta, regalando a Spalletti un calciatore esperto e psicologicamente indistruttibile. L'arrivo di Godin porterà inevitabilmente l'allenatore a fare delle riflessioni di natura tattica.

La prima riguarda ovviamente il modulo di base. Se si dovesse continuare con la difesa a quattro, è logico che l'uruguagio sarà in ballottaggio per un posto da titolare con Milan Skriniar e Stefan De Vrij. Già, perché se qualcuno vede l'ingaggio di Godin come una mossa anticipata alla cessione del fenomeno slovacco, probabilmente sta prendendo un granchio. Il che non significa che Skriniar non partirà al 100% (le vie del mercato, come spesso ripetiamo, sono infinite), ma semplicemente non si può pensare di sostituire un ragazzo nel pieno della carriera con un difensore che le cartucce migliori le ha già sparate. Quindi Spalletti (o chi per lui) avrà a disposizione tre centrali di grandissimo livello. Godin si completerebbe sia con Skriniar che con De Vrij, ai quali metterebbe a disposizione dal punto di vista fisico un bell'aiuto a spartirsi di volta in volta il centravanti avversario.

Molto più difficile sarà vederli schierati tutti insieme a tre, se non in emergenza. Nessuno di loro, a parte qualche volta l'olandese, ha mai dimostrato di avere i movimenti per un cambio tattico così radicato ma, dando per scontato che l'Inter giocherà nuovamente la Champions League, ecco che avere delle rotazioni di grande livello aiuterà molto. Del pacchetto dei centrali non dovrebbero quindi uscire né Skriniar né De Vrij, con la dirigenza che in estate farà sì (almeno) un grande colpo in uscita, che però non dovrebbe riguardare la difesa (si parla per esempio di un addio di Perisic).

Situazione centrali: piace Andersen della Sampdoria

Attualmente in rosa l'Inter ha altri due centrali, Joao Miranda e Andrea Ranocchia: entrambi andranno via non più tardi del 30 giugno. Il motivo? Semplice, sono in scadenza di contratto. Se per il brasiliano (anche lui, guarda caso, un ex Atletico Madrid) ci sono molte offerte nonostante la non più giovane età, a Ranocchia non verrà sicuramente rinnovato il contratto e l'ex Bari sarà costretto a trovarsi definitivamente una nuova sistemazione. Da valutare anche la situazione dei vari difensori in prestito; ad esempio, Alessandro Bastoni è un centrale che l'Inter vorrebbe continuare a controllare, ma sicuramente - dopo il rientro dal Parma - lo girerà ancora in prestito. Lo stesso discorso vale per Zinho Vanheusden, coetaneo di Bastoni (entrambi sono nati nel 1999) e attualmente in prestito allo Standard Liegi, dove sta facendo molto bene.

Sia l'uno che l'altro potrebbero così diventare pedine di scambio, parziali o meno, ed essere inseriti nella trattativa che ormai da mesi va avanti con la Sampdoria. L'oggetto del desiderio interista è sempre Joachim Andersen, difensore danese di 22 anni portato in Italia da Carlo Osti, dirigente sempre molto attento al calcio del centro Europa. L'Inter lo sta trattando dall'estate scorsa e a giugno potrebbe tentare l'affondo decisivo: per farlo la Sampdoria andrà convinta del tutto, ergo servono soldi e ne servono tanti. Secondo quanto trapelato dalle ultime indiscrezioni, i blucerchiati chiederebbero dai 15 milioni di euro in su, una valutazione importante che l'Inter potrebbe provare a limare con qualche contropartita. A quel punto, con quattro centrali di livello assoluto, il pacchetto difensivo sarebbe completo e anche decisamente futuribile.

Per le fasce pronti due innesti, ma Vrsaljko saluterà

Dando per scontato che il portiere del futuro sarà ancora Samir Handanovic, è molto interessante cercare di capire cosa potrà accadere in tema di terzini. Partiamo col dire che l'Inter ne ha attualmente quattro in rosa, due a destra e due a sinistra. Danilo D'Ambrosio sarà sicuramente confermato: nonostante le tante critiche piovutegli in testa negli ultimi tempi, il classe 1988 ex Torino si è dimostrato elemento affidabile e molto duttile, visto che può fare all'occorrenza anche il centrale. Lo stesso discorso vale per Kwadwo Asamoah, arrivato l'estate scorsa a parametro zero per fare il terzino sinistro titolare. Il ghanese può giostrare anche più avanti, da interno di centrocampo, e questo permetterebbe a Spalletti di utilizzarlo in più sistemi di gioco qualora ne avesse necessità.

Per contro, lasceranno molto probabilmente l'Inter Sime Vrsaljko e Dalbert. Il croato era arrivato tra mille speranze, ma anche nella consapevolezza che i problemi fisici potevano presentarsi da un momento all'altro. E così, in effetti, è stato: l'Inter ha speso 6,5 milioni di euro per il prestito oneroso dall'Atletico Madrid e a giugno lo rispedirà probabilmente al mittente. Difficile infatti che la società nerazzurra vada a pagare i 18 milioni di euro circa del riscatto per un calciatore che non offre garanzie. Per Dalbert, invece, l'avventura all'Inter è ai titoli di coda ormai da tanto tempo: una volta trovato qualcuno disposto a non far fare minusvalenza all'Inter, il brasiliano saluterà Appiano Gentile.

In ottica futura quindi è molto probabile che l'Inter si tufferà su un terzino per fascia. Difficile oggi fare i nomi dei papabili nuovi acquisti, se non menzionando i tiepidi interessi manifestati già in vista della sessione invernale. Per la destra rimangono in auge i vari Darmian, Zappacosta e profili simili, tutti appartenenti alla categoria "usato sicuro", mentre per la sinistra è molto probabile che si lavori in previsione futura, per l'estate, quando ci sarà più tempo per piazzare Dalbert. I buoni rapporti con l'Atletico, che dovrà riprendersi Vrsaljko, potrebbero portare in dote Filipe Luis, anche lui in scadenza. Ma quello del brasiliano è solo uno dei tanti nomi che sentiremo da qui ad agosto. L'unica certezza è che l'Inter, questa volta, fa davvero sul serio. E una volta blindata la difesa, si potrà cominciare a pensare ai veri colpi da novanta negli altri reparti.

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