Formula 1: Ferrari dà pieni poteri a Binotto, Arrivabene alla Juve?

Ferrari annuncia ufficialmente l'addio di Arrivabene (che ora guarda alla Juventus) e l'ascesa di Binotto che rivestirà doppio incarico. L'obiettivo è puntare al Mondiale 2019 di Formula 1. Louis Camilleri al capolinea?

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Dopo le notizie ufficiose, nel tardo pomeriggio di ieri la Scuderia Ferrari ha ufficializzato l'addio di Maurizio Arrivabene. In quattro stagioni l'ex manager Phillip Morris ha rilanciato una Ferrari che nel 2014 aveva ottenuto appena due vittorie, riuscendo a fare meglio persino di Jean Todt nel suo primo quadriennio. Il rinnovo di contratto sembrava solo questione di firma, ma durante la pausa natalizia qualcosa è andato storto, a poco più di un mese dalla presentazione della nuova macchina che affronterà il Mondiale 2019 di Formula 1.

Per quasi un'intera stagione gli attriti tra Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto sono stati tenuti all'interno di una pentola a pressione pronta ad esplodere, tanto che il direttore tecnico era ad un passo dall'addio al team di Maranello, corteggiato sia da Mercedes che da Renault. Poi nelle ultime gare Arrivabene ha smentito l'indiscrezione, ma era prevedibile che qualcosa bollisse in pentola. Nessuno avrebbe immaginato l'allontanamento del team principal bresciano, che adesso potrebbe avere un futuro nel calcio. Infatti questo cambio al vertice ha le sue conseguenze anche in casa Juventus, del cui CDA fa parte lo stesso Arrivabene dal 2012.

Impossibile immaginare prenda il posto di amministratore delegato lasciato libero da Beppe Marotta, ma secondo indiscrezioni riportate dal 'Corriere della Sera', Andrea Agnelli starebbe pensando per l'ex team principal ad una posizione di punta nella gestione commerciale. I due si conoscono molto bene, è un'amicizia di lunga data e hanno lavorato insieme in Philip Morris. Adesso c'è la forte possibilità che possano riprendere la collaborazione, ma lontano dalle piste di Formula 1. Nelle prossime ore è previsto l'incontro con Agnelli.

Binotto e Arrivabene in Formula 1Getty Images

Formula 1, cosa cambia con l'ascesa di Binotto

Il dettaglio che balza all'occhio nel comunicato ufficiale Ferrari è il finale, in cui si annuncia il doppio ruolo di Binotto.

A far data da oggi Mattia Binotto assume il ruolo di Team Principal della Scuderia Ferrari. A Mattia continueranno a rispondere tutte le funzioni tecniche.

L'ingegnere elvetico che ha iniziato la scalata dal gradino più basso e salendo ogni livello di gerarchia dal 1995 ad oggi, ora sale al ponte di comando con pieni poteri. Non sarà solo il nuovo capo della Gestione Sportiva, prendendo il posto di Maurizio Arrivabene nel ruolo di team principal, ma continuerà ad orchestrare la parte tecnica della monoposto, diventando responsabile del team in fabbrica e in pista, con vari delegati. Un incarico simile era stato ricoperto da Ross Brawn alla Mercedes dal novembre 2009 al 2013.

La scelta di John Elkann sembra la più sensata e l'unica possibile, perché Mattia Binotto non solo è uno dei più profondi conoscitori dell'ambiente Ferrari e del mondo della Formula 1. In passato è stato responsabile del reparto motori ed elettronica, poi capo reparto della power unit, ha curato rapporti commerciali, prima di essere assunto come direttore tecnico per volontà di Sergio Marchionne che stravedeva per lui e aveva già preventivato un ruolo dirigenziale per lui. Nessuno avrebbe immaginato a una mossa così spregiudicata in questa fase dell'anno, ma la convivenza tra il d.t. e Arrivabene era ormai agli sgoccioli e non sarebbe stata salutare all'interno di un box che si pone come priorità la conquista del Mondiale. Inoltre, dopo il fallimento del 2018 i vertici di Maranello non potevano restare a guardare, il modo di gestire la crisi è stata infine la goccia che ha fatto traboccare il vaso, con certe dichiarazioni che scaricavano ogni responsabilità della debacle alla parte tecnica.

Non bastano i due secondi posti iridati di Sebastian Vettel (2017-2018) e i tre fra i Costruttori (2015-17-18), la punta della piramide Ferrari chiede il Mondiale. Mattia Binotto non farà stavolgimenti nel modello di organizzazione orizzontale. Corrado Iotti resterà al vertice del reparto motori, Enrico Cardile dell'aerodinamica, ma la partita più difficile sarà trattare con Liberty Media e Fia i nuovi pilastri del Patto della Concordia che entrerà in vigore dal 2021. In questa contrattazione dovrà essere affiancato da un personaggio più in alto capace di battere i pugni sul tavolo della politiva. Non sembra un ruolo che potrà recitare Louis Camilleri, considerato quasi al capolinea nelle veci di amministratore delegato. Al suo posto potrebbe arrivare un nome di prestigio, magari un clamoroso ritorno...

Qualcosa cambierà anche a livello di piloti. Vettel e Arrivabene erano legati da un legame indissolubile, tanto che quando sono arrivati gli errori personali del pilota tedesco, il team principal ha preferito scaricare le responsabilità sul ritardo nello sviluppo della SF71H. Per lui avrebbe riconfermato Kimi Raikkonen, ma quando non si è potuto opporre all'arrivo di Charles Leclerc ha sempre puntualizzato che Seb avrebbe ricoperto un ruolo di prima linea, con il monegasco quasi condannato ad una stagione di semplice apprendistato. Con l'ingresso di Mattia Binotto nelle vesti di team principal questo privilegio sul tedesco potrebbe assottigliarsi. Leclerc è un "prodotto" di casa Ferrari, per lui potrebbe esserci più libertà di movimento.

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