Calcio, proposta dalla Spagna: partite di 70 minuti effettivi

Se ne parla periodicamente, ma ora l'esigenza è cresciuta a causa delle perdite di tempo dovute al Var. Stavolta a lanciarla è l'ex presidente del Deportivo La Coruña.

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Sapete quanto dura una partita di calcio? Novanta minuti più recupero, certo, si dice così. Ma di questi 90 minuti, quanti sono quelli di gioco effettivo, quelli in cui si porta palla, si dribbla un avversario, si passa o si tira?

Da uno studio effettuato in Italia è emerso che nel campionato di Serie A, nella stagione 2016-17 - l'ultimo dell'era pre-Var - la media dei minuti giocati è stata di 56 minuti e 57 secondi, con punte verso il basso fino ai 45 minuti e 52 secondi di Sampdoria-Cagliari e verso l'alto come in Crotone-Juventus che durò ben 66' e 16".

Il che vuol dire che, grosso modo, a ogni match si perde circa mezzora fra infortuni reali, sceneggiate, manfrine, sostituzioni e affini. Troppo per alcuni, soprattutto nell'era del calcio show-biz, ultimamente ancora più penalizzato, solo sotto questo punto di vista intendiamoci, da certe lunghe attese dovute alle verifiche con la tecnologia introdotta dal Var. Tanto per chiarire, nella scorsa stagione, a Var avviata, il tempo medio effettivo si è ulteriormente quanto ovviamente ridotto a 51 minuti e 8 secondi. E non pensate a un problema tipicamente italiano: Premier League, Liga e Bundesliga viaggiano fra i 53 e i 56 minuti di media.

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Calcio, dalla Spagna la proposta: partite di 70 minuti effettivi

Quella che è arrivata oggi dalla Spagna non è proprio una novità, ma si tratta comunque di una proposta su cui può valere la pena di riflettere e magari lanciare una discussione. Augusto César Lendoiro, ex presidente di lungo corso del Deportivo La Coruña, ha gettato il sasso nello stagno:

Secondo me sarebbe utile che la durata delle partite fosse di 70 minuti, divisi magari in due tempi di 35 minuti di gioco effettivo. Ciò aiuterebbe soprattutto l'arbitro in modo che scompaiano le deliberate perdite di tempo, le lesioni simulate, le proteste sulla congruità del recupero e tutto quanto di negativo capita oggi.

Ovviamente Lendoiro non era del tutto disinteressato e ha parlato al termine del derby galiziano disputato l'altro giorno al Riazor fra il Depor, in lizza per tornare in Primera Division, e il Lugo, in lotta per non retrocedere. Gli ospiti hanno usato ogni mezzo per difendere uno 0-0 per loro preziosissimo, sacrificando persino José Carlos che nel recupero si è immolato per la causa, meritandosi il secondo giallo per eccessive perdite di tempo.

La proposta di Pioli

In Italia, quella del tempo effettivo è una battaglia che da tempo ha come paladino il tecnico della Fiorentina Stefano Pioli, uno che non ama le polemiche ma preferisce parlare chiaro, per il bene del calcio:

Personalmente penso che serva il tempo effettivo. Io sarei per giocare 60 minuti effettivi. Così si evitano recuperi, meline, sceneggiate e discrezionalità. Sono già stati fatti diversi passi avanti, come l'introduzione del Var: il calcio è uno spettacolo che va tutelato.

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Il calcio come il basket?

Il calcio come il basket, dunque? Presto per dirlo, ma ragionando su questa ipotesi - pensando cioè di bloccare il cronometro in ogni momento in cui il pallone non sia in gioco, come nella pallacanestro - i 60 minuti effettivi proposti da Pioli appaiono più sensati rispetto ai 70 di Lendoiro. Per due motivi: il primo è che come abbiamo visto le statistiche dicono che nel calcio attualmente si passano a stento i 50 minuti reali di gioco e il secondo è che una partita di basket europeo, nella quale vengono disputati esattamente 40 minuti effettivi, dura tutto compreso intorno ai 70-75 complessivi.

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La partita col recupero più lungo della storia

Una curiosità. La partita di calcio col recupero più lungo della storia è stata giocata in Inghilterra, nella Football League Second Division, all'alba del terzo millennio. Si tratta di Bristol City-Brentford del 22 agosto 2000. In quel match si verificarono parecchi infortuni, di cui uno grave al collo del giocatore del Brentford Lloyd Owusu, tanto che all’arbitro Paul Alcock non rimase altro che assegnare ben 23 minuti di recupero alla fine del primo tempo. Un record assoluto che oltretutto finì anche per cogliere di sorpresa alcuni telespettatori che, avendo acceso il video in tempo per seguire la seconda frazione di gioco e vedendo che si stava giocando il minuto 67, rimasero a lungo spiazzati e faticarono non poco a capire che si trattava ancora del primo tempo, il più lungo della storia del calcio.

Alexgetty

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