Calciomercato, Messi al Manchester City? Nel 2008 ci è andato vicino

La curiosa storia risale al 2008, quando lo sceicco Mansour venne obbligato a presentarsi ai nuovi tifosi con un colpo di mercato importante.

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Lionel Messi al Manchester City. Sì, avete capito bene: il campione argentino in uno dei club più ricchi del mondo. E no, questa non è la prossima trattativa di calciomercato che la società inglese intende portare avanti in vista dell'estate. Certo, Guardiola probabilmente accoglierebbe molto bene l'eventuale approdo della Pulga all'Etihad Stadium, ma per diversi motivi - non solo economici - questa è e rimarrà un'operazione che non s'avrà da fare mai.

Eppure c'è stata una volta in cui Messi poteva veramente vestire la maglia dei Citizens. Correva il 2008, quello che poi si rivelerà una sorta di anno zero per il Manchester City. I Citizens a quel tempo erano gestiti dal magnate thailandese Shinawatra, un personaggio particolare e pittoresco approdato in Inghilterra millantando obiettivi irraggiungibili, come quello di portare il club a diventare una potenza mondiale in pochi anni. In realtà la sua gestione servì solo a stabilizzare, più o meno con continuità, la squadra in Premier League, ma ben presto i sogni di gloria svanirono e Shinawatra si trovò a vendere il club all'attuale proprietario.

Prima di subentrare al thailandese, allo sceicco Mansour venne chiesto un solo favore: annunciare un grosso colpo di calciomercato al momento del passaggio di consegne. Con la tifoseria sul piede di guerra a causa dei tanti anni di vacche magre, Shinawatra avrebbe voluto se non altro andarsene e lasciare un ricordo positivo, cedendo il club a un gruppo di investitori facoltosi in grado di portare soldi e vittorie in casa City. Così, nel mese di agosto, le due parti si misero d'accordo su tutto e Shinawatra uscì definitivamente di scena. A Mansour restò da fare solo una cosa: individuare il giocatore adatto da portare in dote ai tifosi il giorno della sua presentazione.

Leonel Messi, campione del BarcellonaGetty Images

Calciomercato, Messi al City? Nel 2008 ci è andato vicino

Facile? Mica tanto. La storia è questa. Mansour nomina Garry Cook come direttore generale e gli affida il compito di studiare qualche profilo che possa rappresentare un vero colpo da novanta. Fino a qui tutto bene soprattutto perché i soldi non mancano, visto che Mansour è approdato a Manchester convinto di poter costruire un impero anche a costo di bruciare le tappe. Il problema però è che il calciomercato sta per chiudere: da lì a poche ore non si potranno più acquistare giocatori, e nell'ambiente aleggia il presentimento che questo possa far addirittura saltare tutta la trattativa per il passaggio societario.

In un momento di frustrazione Cook si rivolge a un suo collaboratore definendo "messy", che in inglese significa "confuso" o "intricato", la situazione che si era venuta a creare. Il suo braccio destro però, forse preso dall'affanno di dover per forza portarsi a casa qualcuno, capisce Messi con la "i", non facendosi problemi ad alzare il telefono per chiamare Barcellona dove, nel frattempo, aveva esordito un giovanissimo Leo. Nel 2008 il campione argentino aveva solo 21 anni e spendere 50 milioni di sterline per un ragazzo che aveva ancora tutto da dimostrare probabilmente sarebbe stato un azzardo.

O forse no? Fatto sta che il resto è storia recente: Messi è rimasto tutta la vita al Barcellona e con la maglia blaugrana ha fatto incetta di titoli. Negli anni successivi Mansour non ha fatto mancare il proprio impegno economico, costruendo una vera e propria corazzata capace di sedersi al tavolo con tutte le altre big d'Europa. E, alla fine, il 1° settembre del 2008 vicino allo sceicco in sala stampa c'era Robinho. Fu infatti lui il primo calciatore acquistato da Mansour: un brasiliano al posto di un argentino (e che argentino!), un giocatore formato al posto di un giovane di belle speranze. Chissà cosa avrà pensato il magnate emiratino quando Messi ha cominciato a vincere tutto. Ma col senno di poi tutto diventa più semplice.

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