Calciomercato Inter, i top e i flop della sessione invernale

Per i vari Brozovic, Pandev e Stankovic, ci sono Podolski, Shaqiri e Maniche: quali sono stati i migliori e i peggiori affari del calciomercato Inter di gennaio.

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La sessione invernale ha spesso fatto rima con calciomercato Inter. Durante la lunga epopea Moratti, gennaio non era il mese degli innesti di riparazione: assomigliava molto di più a un'estate bis, con operazioni che nulla avevano da invidiare a quelle pre stagione. E se l'interregno di Erick Thohir non è stato da meno, l'avvento di Suning ha spostato il baricentro degli interventi tra luglio e agosto. Tra fair play finanziario e nuova filosofia societaria, finora solamente l'acquisto di Roberto Gagliardini (oltretutto in prestito con obbligo di riscatto) ha rievocato le gestioni passate.

A distanza di due anni dal suo arrivo, in molti ritengono ormai che sia stato un mezzo flop. E anche qualcosa di più, se si pensa ai soldi incassati dall'Atalanta: 22 milioni complessivi, che non sono stati mai del tutto legittimati. In buona sostanza, quello che è già avvenuto con Eder: tra prestito e riscatto, i nerazzurri hanno versato alla Sampdoria quasi 12 milioni. Senza esserne mai stati davvero ricompensati.

E Andrea Ranocchia allora? Nel gennaio 2011, Massimo Moratti spese 18 milioni e mezzo per il "nuovo Nesta": un'etichetta che ha finito per condizionare la carriera dell'ex partner di reparto di Bonucci (ai tempi del Bari). Non senza riuscire a indossare la fascia di capitano, nella prima stagione del post Javier Zanetti. Il calciomercato Inter di gennaio ha visto arrivare a Milano anche Yuto Nagatomo (nel 2011), Fredy Guarin e Juan Jesus (entrambi nel 2012). Ma chi sono stati i top e flop più importanti nella storia delle sessioni invernali nerazzurre?

Calciomercato Inter, Roberto Gagliardini è arrivato nel gennaio 2017Getty Images
Roberto Gagliardini, all'Inter dal gennaio 2017: come giudichereste la sua esperienza nerazzurra?

Calciomercato Inter, gli acquisti top nella sessione invernale

Partiamo dagli acquisti migliori, i colpi più riusciti e le operazioni che si sono confermate lungimiranti. Anche se solo per sei mesi, la liason tra l'Inter e Rafinha è stata molto romantica. A Milano, il brasiliano del Barcellona ha ritrovato lo smalto perduto per il lungo infortunio e contribuito alla qualificazione in Champions League. Troppi però i 38 milioni (35 più bonus) fissati dai blaugrana per il riscatto: l'hashtag #RiprendiRafinha non è bastato a convincere la dirigenza.

Chi si gode ancora il calore di San Siro è Marcelo Brozovic: arrivato nel gennaio 2015 dalla Dinamo Zagabria, è costato appena 8 milioni (3 per il prestito e 5 per il riscatto). La sua clausola rescissoria è ora di 60 milioni: un bel salto di qualità per il croato vicecampione del mondo, capace di conquistare l'affetto dei tifosi anche per le sue epic trovate fuori e dentro il campo.

Meno travolgente la passione tra la piazza nerazzurra e Danilo D'Ambrosio, un innesto che alla lunga si è però confermato davvero utile. In cinque anni, il terzino napoletano ha già superato le 150 presenze. Nel gennaio 2014, era costato 1,75 milioni più le comproprietà di Benassi e Colombi: un'operazione che l'Inter ha ormai ampiamente ammortizzato.

Danilo D'Ambrosio e Marcelo Brozovic in allenamentoGetty Images
Danilo D'Ambrosio e Marcelo Brozovic: due colpi invernali che si sono rivelati preziosi

Un anno prima, il 31 gennaio 2013, l'asse Zagabria-Milano si era scaldata per Mateo Kovacic: 11 i milioni sborsati per portare in Italia l'allora 19enne stellina croata. Nell'estate 2015 il Real Madrid ne riconoscerà 31 per portare il centrocampista in Spagna: per l'Inter, un affare in piena regola. Il sogno di riabbracciare il figliol prodigo però non è mai tramontato.

A questo punto potremmo dibattere sui concetti di top e flop: Giampaolo Pazzini all'Inter cos'è stato? I numeri dei suoi primi 6 mesi in nerazzurro parlano chiaro: tra gennaio e giugno 2011, ha segnato qualcosa come 11 gol in 17 giornate di campionato. Nella seconda stagione - complici i continui cambi di panchina tra Gasperini, Ranieri e Stramaccioni - il Pazzo non si è saputo ripetere. Nell'agosto 2012, la sua cessione al Milan avrebbe portato ad Appiano Gentile 7,5 milioni più Antonio Cassano. Al primo anno in rossonero, metterà a segno 16 reti: se l'avventura con l'Inter non si è conclusa nel migliore dei modi, non è stata proprio tutta colpa sua.

Tornando ancora indietro nel tempo, ecco Goran Pandev. Arrivato in Italia proprio grazie all'Inter, l'attaccante macedone era diventato col tempo un punto fermo della Lazio. Il braccio di ferro con Lotito e la sua esclusione dalla rosa lo convinsero però, nel gennaio 2010, a tornare a Milano: giusto in tempo per affermarsi a tutti gli effetti come uno degli eroi del Triplete, a cui avrebbe aggiunto il Mondiale per Club disputato da assoluto protagonista.

Dejan Stankovic tra i grandi nomi del passato nerazzurroGetty Images
Per la Uefa, Dejan Stankovic è uno dei 10 acquisti migliori nella storia del mercato di gennaio

L'icona dei colpi invernali dell'Inter è però lui, Dejan Stankovic. Nel gennaio 2004, anche lui salutò la Lazio: nonostante la corte serrata della Juventus, il talento serbo scelse di anticipare di appena sei mesi Roberto Mancini. Per Deki fu l'inizio di una lunghissima e fortunata avventura: in 9 stagioni e mezza, avrebbe vinto tutto. Per la Uefa, il suo rientra tra i 10 acquisti più riusciti nella storia delle sessioni di gennaio.

Per certi versi, non ha nulla da invidiare Ivan Cordoba: all'Inter il difensore colombiano è arrivato nel gennaio 2000, a 23 anni e mezza, e se n'è andato solamente dopo aver concluso la carriera. Insieme a lui, a Stankovic e a Pandev, avrebbe realizzato il Triplete anche un altro colpo "ufficialmente" invernale: Julio Cesar fu pescato nelle file del Flamengo nel gennaio 2005, prima di essere lasciato sei mesi al Chievo. Un escamotage, quello per superare il tetto degli extracomunitari tesserabili, che l'Inter avrebbe sfruttato anche l'anno successivo: nel 2006 il connazionale Maxwell fu girato all'Empoli, prima di affermarsi a Milano.

I flop storici del mercato di gennaio

Non di soli affari riusciti vive il calciomercato Inter di gennaio. Anche gli acquisti flop, a loro modo, sono entrati nell'immaginario collettivo. Ancora freschi quelli di Lisandro Lopez e Trent Sainsbury, difensori che non hanno lasciato traccia a San Siro. Ma se l'argentino non sta trovando spazio neanche al Genoa, l'australiano è stato tra i migliori in campo del PSV, nella gara che è costata l'eliminazione dalla Champions proprio alla sua ex squadra.

L'annus horribilis è sicuramente il 2015: per un Brozovic andato a buon fine, furono addirittura quattro i buchi nell'acqua. I primi due, clamorosi: Lucas Podolski e Xherdan Shaqiri. Accolti tra le fanfare, come simboli dell'ambizioso progetto di Thohir, i due fuoriclasse conclusero la loro esperienza dopo appena sei mesi. Un solo gol per il campione tedesco, che definì un errore quello di aver salutato l'Arsenal in prestito senza obbligo di riscatto. Opzione prevista invece per lo svizzero: diventato interamente nerazzurro a giugno, fu ceduto subito dopo allo Stoke City.

E gli altri due flop del 2015? Il primo è il ritorno di Davide Santon: dopo tre stagioni e mezza al Newcastle, l'ex talento del vivaio interista rientrò alla base in prestito con obbligo. Anche in questo suo secondo capitolo, tanta panchina e poche soddisfazioni: la scorsa estate è stato inserito nella maxi operazione Nainggolan con la Roma. L'altro è il tesseramento dello svincolato Felipe: l'attuale difensore brasiliano della Spal indossò la maglia nerazzurra solamente tra il 27 febbraio e il 30 giugno.

Hernanes ai tempi dell'InterGetty Images
L'esperienza di Hernanes all'Inter è stata molto al di sotto delle aspettative

L'inverno del 2014 vide invece l'arrivo di Hernanes. Il Profeta lasciò la Lazio tra le lacrime, voglioso però di vincere con l'Inter: un obiettivo mancato nei 18 mesi in cui è rimasto a Milano. A Thohir costò un esborso da circa 20 milioni, coperti solo in parte dai 13 milioni versati nel 2015 dalla Juventus per portarlo a Torino. Ancora più rumoroso il fallimento dell'operazione Ruben Botta: il talento argentino, acquistato e subito girato al Livorno nell'estate 2013, tornò in nerazzurro per raccogliere 11 presenze e zero gioie.

Nel gennaio 2013, ultima sessione invernale dell'era Moratti, fu la volta di Zdravko Kuzmanovic: il centrocampista svizzero rimane due stagioni e mezzo, senza lasciare grosse tracce. Una, enorme, l'ha lasciata invece Ezequiel Schelotto: l'italo-argentino regalerà all'Inter il pareggio nel derby del 24 febbraio. Sarà però l'unico acuto del Galgo, ceduto nell'estate successiva al Sassuolo.

Il 2012 ha segnato l'esperienza, tutt'altro che indimenticabile, di Angelo Palombo: per la bandiera della Sampdoria, appena tre presenze e tanta amarezza. Lui stesso ne ha poi parlato come di un trasferimento forzato, che mai avrebbe scelto di spontanea iniziativa.

Un pizzico più memorabile la breve avventura nerazzurra di Houssine Kharja: 15 apparizioni e 2 reti per il trequartista marocchino, arrivato in prestito dal Genoa nel gennaio 2011. Nel 2010, insieme a Pandev, arriva all'Inter anche McDonald Mariga: il centrocampista kenyota ha inciso il suo nome nella conquista del Triplete e del Mondiale per Club, ma solamente a livello ufficiale.

Il portoghese Maniche nel gennaio 2008 all'InterGetty Images
Esperienza breve e incolore, quella di Maniche all'Inter

Decisamente inattesa l'esperienza negativa di Maniche. Il centrocampista portoghese, colonna della nazionale lusitana, fu ceduto in prestito dall'Atletico Madrid nel gennaio 2008. Le otto presenze in campionato e il gol contro la Juventus non convinsero i nerazzurri: niente riscatto e ritorno immediato ai Colchoneros. Quantomeno, ha fatto in tempo a vincere uno scudetto.

Nell'inverno del 2006, Cesar lasciò da capitano la Lazio: l'esterno brasiliano ritrovò il suo ex allenatore Roberto Mancini, ma chiuse dopo appena sei mesi un'avventura poco entusiasmante. Fa un certo effetto includere tra i flop anche Gabriel Omar Batistuta. Ma la storia del bomber argentino all'Inter parla chiaro: tra gennaio e giugno 2003, realizzò solamente due gol (raggiungendo però la soglia delle 200 reti nei campionati italiani). L'allora presidente della Roma, Franco Sensi, parlò clamorosamente di una "fregatura" rifilata ai nerazzurri.

Chiudiamo questa carrellata di acquisti flop con gli ultimi quattro nomi. Nel 2001 tentò l'esperienza interista Marco Ferrante, storico ex bomber del Torino: per lui solamente un gol e pronto ritorno in granata. Addirittura una sola la presenza in campionato di Antonio Pacheco, attaccante uruguaiano vera e propria meteora del calcio italiano. Non da meno era stato, nel 1999, il centrocampista brasiliano Gilberto: due presenze nella sua prima, sfortunata esperienza europea (si affermerà poi all'Hertha Berlino). Ci salutiamo rievocando l'unica apparizione in nerazzurro di Martin Rivas: l'uruguaiano arrivò nel 1998, sei mesi dopo il suo connazionale Alvaro Recoba. Al contrario del Chino, lui all'Inter non lascerà traccia.

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