Liga, una doppietta che sa di rinascita: la favola di Santi Cazorla

Con una doppietta Cazorla ferma il Real Madrid e a 34 anni riparte dopo quasi tre anni di calvario, undici operazioni al piede e il rischio amputazione.

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Una doppietta per mettere una pietra sul passato e ricominciare. Santi Cazorla si riprende quello che è sempre stato suo: gol, talento, ispirazione. Le sue due reti contro il Real Madrid al Madrigal, nel match valido per il recupero della 17esima giornata di Liga, sono una liberazione, la catarsi dopo un lungo periodo fatto di difficoltà, operazioni e il terrore di non poter più tornare a calcare un campo di calcio. A fare ciò che ha sempre amato di più.

Cazorla del resto non è mai stato un giocatore qualunque, non puoi esserlo se nel tuo curriculum ci sono 77 presenze e 14 gol con la Spagna più forte di tutti i tempi con cui hai vinto due Europei nel 2008 e nel 2012. Lui, asturiano di Llanera, paesino di 12 mila anime poco lontano da Oviedo, che ha ricominciato con la maglia che lo aveva consacrato sul panorama internazionale come uno dei migliori interpreti offensivi d'Europa. 

Santi è tornato a segnare al Villarreal, la squadra con cui più di tutte aveva brillato in particolare tra il 2007 e il 2011, dopo l'anno di prestito al Recreativo Huelva che lo aveva anche riscattato, ma aveva dovuto fare i conti col diritto di recompra del Submarino Amarillo che aveva intuito le potenzialità dei Santi e lo aveva riportato a casa. In quattro anni mette insieme 127 presenze e 23 gol in Liga. Il Malaga lo acquista per oltre 20 milioni di euro su indicazione di Manuel Pellegrini che lo aveva già allenato al Villarreal.

Liga, che infortunio per CazorlaGetty Images

Liga, il calvario di Santi Cazorla

In Andalusia resta solo un anno, perché l'estate successiva l'Arsenal sborsa oltre 20 milioni di sterline e lo porta in Premier League. Le prime tre stagioni con la maglia dei Gunners sono da protagonista assoluto, visto che Cazorla gioca sempre più di 40 partite in stagione, arrivando addirittura in doppia cifra nel 2013 con 12 gol in tutte le competizioni. Poi, però, l'incantesimo si rompe e inizia l'incubo.

Il 10 settembre 2016 segna i suoi ultimi gol con l'Arsenal. Gli ultimi prima di ieri, del pareggio contro il Real Madrid, in cui Cazorla ha prima fatto girare un destro sul secondo palo e poi battuto Courtois di testa facendogli passare il pallone in mezzo alle gambe. In mezzo a questi due anni e mezzo di astinenza, ci sono stati interventi, pericoli d'amputazione del piede e la paura di non poter più giocare a calcio.

Tutto inizia quando si rompe il legamento crociato nel 2015, poi torna in campo ma non è più quello di prima. Sente dolore al piede, non riesce a mantenere la postura giusta. Soffre, poi si ferma definitivamente dopo la sfida vinta dall'Arsenal nell'ottobre 2016 in Champions contro il Ludogorets. Sembra il punto di non ritorno. La fine.

Negli spogliatoi, dopo la partita, non riuscivo più a tenermi, piangevo, sentivo che non potevo più continuare a giocare.

Si pensa sia un problema di fascite plantare e si opera. Ma le cose non migliorano e allora decide di consultare un medico in Spagna e scopre che un'infezione dovuta al precedente intervento gli ha mangiato otto centimetri di tessuto sopra il calcagno e che rischia di doversi amputare il piede. L'osso era diventato come plastilina, il tendine d'Achille ormai compromesso. 

La rinascita dopo la paura

Undici operazioni per tornare come prima. Pezzi di pelle che vengono presi da altri arti e posizionati sul piede. Prima la pelle della coscia che viene presa per coprire l'arteria del braccio da cui viene asportata un'ampia fetta di tessuto per ricostruire la zona lesionata del piede. L'idea di poter tornare a giocare sembra un miraggio, i medici gli fanno capire che già tornare a camminare sarebbe stato un successo. Ma Santi non molla, troppo forte la voglia di muoversi ancora sul rettangolo verde, di dare spettacolo coi suoi piedi. Lui capace di usare indifferentemente il destro e il sinistro.

Dopo una miriade di giorni in clinica, di riabilitazione, comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. L'Arsenal, però, non gli rinnova il contratto e a luglio Cazorla si ritrova svincolato. Il Villarreal non ci pensa troppo e lo riporta a casa. Un atto di fiducia, un attestato di stima importante che non dimenticherà:

A questo club sarò sempre grato, non posso che ringraziare il Villarreal. Ho combattuto per tornare e voglio sfruttare questa occasione al meglio.

Diceva così a inizio stagione al Daily Mail. Ha mantenuto la promessa. Ha fermato la corazzata Real Madrid in Liga e ha permesso alla sua squadra di guadagnare un punto molto pesante nella corsa salvezza. Non sarà come calcare il palcoscenico della Champions, o come vincere trofei con la Spagna: ma dopo due anni e mezzo all'inferno, a 34 anni, questa per Cazorla è una dimensione più dolce del paradiso. 

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