Liverpool: le incredibili statistiche di Van Dijk sono il segreto di Klopp

Pagato quasi 80 milioni di euro proprio un anno fa, il difensore olandese non è mai stato superato in dribbling nell'anno solare e ha blindato il reparto arretrato dei Reds.

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I numeri di Virgil Van Dijk al Liverpool sono tre e parlano chiaro: 78,8 come i milioni di euro pagati dai Reds al Southampton nel gennaio scorso per portarlo alla corte di Jurgen Klopp, 2018 come l'anno che ha passato nel club inglese e 0 - zero - come i dribbling riusciti agli attaccanti avversari contro di lui in quello stesso anno.

Tanto di cappello al tecnico tedesco che proprio in Virgil e solo in lui aveva individuato l'uomo a cui affidare le chiavi di una difesa fino ad allora tutt'altro che blindata. Il manager tedesco è andato avanti, incurante delle critiche, e lo ha preso senza neanche tirare troppo sul prezzo: sapeva di spendere bene il tesoretto che gli avevano affidato.

Non era stato facile, nel gennaio scorso, rinunciare a cuor leggero a un idolo della Kop come Coutinho, ma con il denaro della cessione del brasiliano, oltre all'olandese, Jurgen si è potuto permettere di portare al Liverpool anche Alisson pochi mesi dopo.

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Liverpool: il segreto di Klopp? Le incredibili statistiche di Van Dijk

Con Van Dijk e col portiere brasiliano, Klopp ha finalmente chiuso a doppia mandata la porta del Liverpool: solo 8 le reti subite nelle prime 20 giornate della Premier League, la metà di Manchester City e Chelsea che si dividono la palma di seconda miglior difesa del campionato inglese. Qualità tecniche, grande senso tattico e un fisico da granatiere fanno di Virgil, ora che è nel periodo della massima maturità, probabilmente il miglior difensore europeo del momento.

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In Olanda non ci sono montagne, la loro montagna si chiama Van Dijk. Una montagna, però, agile e intelligente come svela l'impressionante statistica degli zero dribbling riusciti su di lui da parte degli attaccanti avversari. E, parafrasando Guardiola che si chiedeva come in Italia avessimo fatto a lasciarci sfuggire uno come Salah, sarebbe interessante chiedere proprio a Pep come abbia potuto sottovalutare un 'portone umano' come il gigante orange in due stagioni e mezzo di Southampton. Chapeau, Herr Klopp.

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