I film sul basket da vedere assolutamente se ami questo sport

Dalle promesse del college alle star Nba, passando per le pellicole d'animazione, il cinema ha raccontato la pallacanestro con film emozionanti, divertenti e imperdibili.

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Quali sono i film sul basket più belli di sempre? Il grande cinema, in particolare fra gli anni '80 e '90, ha incrociato spesso le vicende del parquet e della palla a spicchi, raccontando storie di rivalsa personale, di denuncia sociale e di contraddizioni sportive.

Non sono mancati i cameo di grandi giocatori e allenatori del passato e, in alcuni casi, la presenza di stelle dell'NBA è stata centrale all'interno della sceneggiatura (aprendo la strada a carriere cinematografiche o dando lo spunto per nuovi soprannomi con cui identificare i campioni del parquet).

In questa lista vi proponiamo 10 film sul basket che non si possono perdere se siete appassionati di questo sport:

I film sul basket da vedere assolutamente

Space Jam (1996)

Il titolo più semplice da ricordare per il grande pubblico è anche il migliore per aprire il nostro elenco. "Space Jam", uscito a novembre 1996 negli Stati Uniti e a febbraio 1997 in Italia, fu diretto da Joe Pytka, noto in particolare per videoclip musicali di grande effetto come "Heal the World" (1991, Michael Jackson) e "Free as a Bird" (1997, Beatles). Il film è a tecnica mista e abbina i personaggi Looney Tunes della Warner Bros con attori e scene reali, nel periodo fra il 1993 e il 1995, il biennio del ritiro "temporaneo" di Michael Jordan dall'NBA. MJ impersona sé stesso nel tentativo di aiutare i Looney Tunes nella sfida contro gli alieni (cartoni animati) venuti sulla Terra a rubare il talento di alcuni grandi giocatori di metà anni '90. Un film divertente e leggero, con poche pretese, e retto dalla presenza del famoso attore Bill Murray, coinvolto nell'impresa. Dopo molti anni di indiscrezioni, le riprese del sequel dovrebbero iniziare nel 2019 e coinvolgere niente meno che LeBron James.

Un talento fulminante (Thunderstruck, 2012)

Stesso principio di "Space Jam", in "Thunderstruck" troviamo Kevin Durant (nella parte di se stesso e all'epoca del film con la maglia di Oklahoma), il cui talento viene trasferito a un ragazzino di 16 anni, Brian, attraverso un pallone appena autografato. Il ragazzo, fino ad allora quasi negato per la pallacanestro ma con una grande passione per questo sport, riesce così a entrare nella squadra della scuola e ottenere la popolarità con i compagni, mentre il campione Nba non riesce più a dare il contributo necessario ai suoi Thunder nella corsa ai playoff. Finale ovviamente positivo, con il ritorno del talento a Durant, il lieto fine per Brian e la nascita di un'amicizia fra i due.

A season on the brink (2002)

Tratto dall'omonimo libro del 1986 scritto da John Feinstein, "A season on the brink" è un docufilm che segue l'intera stagione 1985/86 degli Indiana Hoosiers, la squadra della Indiana University. Guidata dal leggendario coach Bob Knight, alla sua 15esima stagione in carica, Indiana chiuse al secondo posto nella propria Division intercollegiale e fu poi eliminata al primo turno della fase finale NCAA. Il documentario, prima produzione targata ESPN, ripercorre la stagione di Indiana e traccia un profilo vero e onesto di Bob Knight, con tutto il corollario di metodi duri e linguaggio volgare tipico dell'enfasi con cui Knight viveva allenamenti e partite.

I migliori film sul basket da vedereGoogle

Chi non salta bianco è (White men can't jump, 1992)

Uno dei tre film fondamentali girati sul basket negli anni '90 (gli altri due li vedremo dopo), "Chi non salta bianco è" riesce a costruire attorno all'ambientazione del playground americano il tema del dualismo cestistico tra bianchi e neri: il trash-talking la fa da padrone sia nel rapporto fra i due protagonisti, Woody Harrelson e Wesley Snipes, sia tra loro e gli altri giocatori di colore da campetto, affrontati e sfidati a soldi facendo leva sul pregiudizio razziale (secondo cui un bianco - Harrelson - non sarà mai forte quanto un nero a pallacanestro). Impreziosito da alcune battute divertenti classiche da film anni '80 (il regista, Ron Shelton, sarà anche lo sceneggiatore di "Bad Boys II", ma qui ritroviamo anche spunti comici degni della saga "Beverly Hills Cop"), questo film è un bellissimo e divertente spaccato del basket da strada e delle dinamiche interrazziali.

Colpo Vincente (Hoosiers, 1986)

Film di debutto del regista David Anspaugh, "Colpo Vincente" è una pellicola che trova nella pallacanestro la solida base per raccontare una profonda storia di riscatto personale. Nell'Indiana degli anni '50, dove il basket è qualcosa di intoccabile, coach Norman Dale (Gene Hackman) riuscirà a imporre i suoi metodi d'allenamento, contro lo scetticismo locale, portando una nuova identità di squadra e dimostrando che tutti possono avere una seconda possibilità. Un film emozionante che pone il gioco a un livello d'importanza superiore, e lo lega a doppio filo con le vicende umane dei protagonisti.

Coach Carter (2005)

La forza di "Coach Carter" ruota attorno all'importanza dell'educazione scolastica e sportiva. Il coach Ken Carter (Samuel L. Jackson) prende in mano una squadra di college con il compito di dare regole e ordine sia dal punto di vista sportivo sia, soprattutto, sul piano educativo e del percorso di studi dei ragazzi. L'iniziale muro contro muro fra lui e la squadra è il cliché necessario e far evolvere il rapporto che porterà poi al lieto fine, con un racconto "positivo" chiaramente promosso dalla produzione Mtv e rivolto al pubblico giovanile. La bella interpretazione di Jackson (che ci riporta alla figura dell'istruttore sportivo/educatore, fondamentale nella crescita dei bambini e dei ragazzi) si intreccia a ottime scene di basket giocato, raccolte attorno al concetto fondante di migliorarsi attraverso un approccio serio e meticoloso allo sport e alla scuola.

Hoop Dreams (1994)

Si va ancora alle radici del basket giovanile U.S.A. con "Hoop Dreams", documentario che segue le vicende di due ragazzi afroamericani (William Gates e Arthur Agee) nel loro nuovo percorso scolastico in un college dell'Illinois a prevalenza di alunni bianchi. Scelti per i loro meriti sportivi e inseriti nella squadra di basket della scuola, dovranno affrontare insieme alle rispettive famiglie le difficoltà dei viaggi giornalieri, i pregiudizi razziali della metà degli anni '90 e i problemi economici, supportandosi a vicenda nei momenti migliori e in quelli più duri. Uno splendido racconto di tutte le contraddizioni sociali degli Stati Uniti multirazziali degli anni '90 e di quanto si rivelassero nello sport e nella vita scolastica. Oscar come miglior documentario, nel 1995, e selezionato per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso, nel 2005.

Basta Vincere (Blue Chips, 1994)

Film ruvido, schietto e rivelatore. "Basta Vincere", regia di William Friedkin (legato a classici degli anni '70 come "L'esorcista" e "Il braccio violento della legge") racconta con onestà il dietro le quinte della pallacanestro di college. Le vicende di una squadra nobile decaduta coinvolgono lo storico coach Pete Bell (Nick Nolte), messo di fronte al dilemma morale ed etico di accettare compromessi e accordi sottobanco necessari per ricostruire una squadra vincente. La presenza di stelle NBA come Shaquille O'Neal e Penny Hardaway aggiunge qualità alle scene del basket giocato, con il cameo di alcuni grandi coach dell'epoca.

Più in alto di tutti (Rebound: The legend of Earl The Goat Manigault, 1996)

Tornando sui playground, "Più in alto di tutti" è il documentario firmato da Eriq La Salle per raccontare la vita di Earl Manigault, considerato il giocatore americano da strada più forte di tutti i tempi (che non riuscì mai, però, a raggiungere il palcoscenico Nba). Interpretato da Don Cheadle (saghe "Avengers" e "Ocean's", fra i suoi film più importanti), Earl Manigault viene raccontato attraverso tutta la sua parabola di vita e basket, dall'ascesa a "The Goat" - acronimo per The Greatest Of All Time, il più grande di tutti i tempi - al dramma dell'eroina e della prigione, fino alla rinascita personale. La sceneggiatura fu seguita in prima persona dallo stesso Manigault, scomparso poi due anni dopo l'uscita del docufilm, ed è impreziosita dai cameo delle ex stelle Nba Kevin Garnett e Karim-Abdul Jabbar.

He Got Game (1998)

Nella vostra lista dei film sul basket da vedere assolutamente, il primo posto spetta di diritto al capolavoro di Spike Lee, "He got game". La pellicola si fonda sulle contraddizioni del sistema di reclutamento operato dalle università verso i migliori giocatori di basket in uscita dalle high school (borse di studio e offerte irrinunciabili ai bordi del regolamento) - il tutto intrecciato a un quadro di vita afroamericana a New York, dove il basket e la voglia di emergere si scontrano con l'ipocrisia e le opportunità. Il rapporto padre (Denzel Washington) e figlio (Ray Allen), su cui si basa il film, è una perla di amore/odio dove l'unico filo intatto e intoccabile è la pallacanestro. Una pellicola che dichiara amore incondizionato per il gioco, immancabile nella vostra videoteca.

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