39 anni fa: quando a Capodanno si giocò il Mondiale dei Mondiali

Fra il 1980 e il 1981 in Uruguay si è disputato il Mundialito, torneo riservato alle squadre vincitrici dei Mondiali fino a quel momento e vinto dai padroni di casa grazie a Victorino, goleador principe della manifestazione.

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Il periodo prima e dopo il Capodanno di 39 anni fa per gli appassionati di calcio fu un momento speciale, diverso da tutto quello che c’era stato fino a quell momento. Dal 30 dicembre 1980 al 10 gennaio dell’anno successivo si tenne in Uruguay una competizione che non vedremo mai più: la Copa de Oro de Campeones Mundial, una sorta di Mondiale dei Mondiali in cui si affrontarono tutte le squadre vincitrici dei campionati del mondo di calcio fino a quel momento, eccetto l’Inghilterra, i cui calciatori nel periodo natalizio sono da sempre impegnati in campionato, sostituita dall’Olanda. Il torneo fu fortemente voluto dal presidente del Penarol, Washington Cataldi, per celebrare i 50 anni dalla vittoria dei Mondiali 1930 da parte dell’Uruguay. L’idea all’inizio sembrava molto complessa da far diventare realtà, ma l’avallo della FIFA concesso dal presidente Havelange cambiò tutto.

Pensata come una manifestazione essenzialmente organizzata da privati, quello che in tutto i paesi coinvolti fu chiamato Mundialito divenne anche un mezzo propagandistico importante per la giunta militare al potere sia all’interno del Paese che fuori.  Quando gli inglesi decisero di non partecipare, la motivazione ufficiale fu per problemi di date nei calendar calcistici, mentre in molti pensarono che fu una scelta prettamente politica. La questione sulla partecipazione al torneo fu posta anche in Italia, in conseguenza delle discussioni già createsi da noi per la Coppa Davis 1976 in Cile e per i Mondiali di Argentina nel 1978. Fu firmato anche un documento contrario alla partecipazione da giocatori e allenatori, ma la Federazione decise di andare in Uruguay senza mai prendere in seria considerazione il no.

La sede scelta per tutte le partite fu una sola e storica: lo Stadio Centenario di Montevideo, realizzato proprio per i Mondiali del 1930 e sede della finale. Furono composti due gironi, dai quali solo la vincitrice avrebbe disputato la finale. Nel girone A finirono Uruguay, Italia e Olanda, mentre nel B c’erano Brasile, Argentina e Germania Ovest. Bearzot usò il torneo prima di tutto per trovare rimpiazzi al posto di Paolo Rossi e Giordano, bloccati dai problemi con l’inchiesta Totonero, e poi per valutare un po’ di forze fresche, come Ancelotti, Bagni e Vierchowod, alla sua prima convocazione in Nazionale. Anche in porta diede un po’ di riposo a Zoff per provare Bordon, mentre grandi responsabilità furono date a Conti e Altobelli, tutta esperienza internazionale che servirà molto poi ai Mondiali dell’anno successivo in Spagna.

Enzo Bearzot sfruttò il Mundialito per provare Bagni, Ancelotti e Vierchowod.Getty Images
Nel Mundialito in Uruguay, Berazot si convinse che l’asse Conti, Antognoni, Tardelli fosse una scelta giusta da proporre anche ai Mondiali di Spagna dell’anno successivo.

Capodanno di calcio: quando l’Uruguay vinse il Mondiale dei Mondiali

La prima partita, dopo una cerimonia di presentazione molto sfarzosa, fu giocata dall’Uruguay e l’Olanda. I padroni di casa non erano eccezionali, con alcune individualità che accresceranno il proprio valore proprio durante quell torneo, così come gli Orange, in pieno ricambio generazionale dopo l’epoca cruyffiana ormai agli sgoccioli. Vinse la Celeste per 2-0 con secondo gol del grande protagonista del torneo, l’attaccante del Nacional, Victorino.

Il 3 gennaio scendiamo in campo noi proprio contro l’Uruguay per la gara già decisiva per il passaggio del turno. Bearzot ancora non da fiducia a Pruzzo, che entra solo nel secondo tempo, mentre i tre che in Spagna saranno il cuore della nostra squadra, Conti, Tardelli e Antognoni vengono schierati insieme. Perdiamo 2-0 anche per colpa di un arbitraggio molto casalingo. Il girone A ha già scelto la sua finalista, l’Uruguay.

La terza partita serve a noi e all’Olanda per provare altri calciatori, tra cui Vierchowod e Bordon al posto del mito Zoff. Pareggiamo 1-1 con un grande gol di Ancelotti, a cui risponde un’altra bordata di Peters. Il girone B, come preventivato, è molto più duro e le partite sono tirate fino alla fine. La Germania Ovest veniva dalla vittoria europea di Roma, anche se mancavano due pilastri come Stielike e Schuster, trattenuti in Spagna da Real Madrid e Barcellona, i campioni del mondo dell’Argentina, che questa volta schiera il suo giovane campionissimo, Maradona, insieme all’altro astro della squadra campione Mondiale Under 20, Diaz, infine il Brasile, che faceva a meno di Zico e Falcao, ma poteva comunque schierare assi del calibro di Junior, Socrates, Cerezo, Eder.

Alla prima partita fra i campioni del mondo dell’Argentina e d’Europa della Germania Ovest va in gol l’eroe di Roma contro il Belgio, Hrubesch, ma gli argentini, guidati da un Maradonoa in buona forma vincono grazie ad un colpo di testa Luis Galvàn, su cui si incasinano Kaltz e Schumacher e il gol allo scadere di Diaz. La seconda partita è il solito derby infuocato fra argentini e brasiliani. Segna Diego, con errore evidente del portiere Carlos. La partita, in ricordo dei calci senza respiro del precedente ai Mondiali 1978, diventa subito una tonnara, che il pareggio di Edevaldo non calma. A fine match scatta una rissa che poi continua negli spogliatoi.

La partita finale decide la seconda finalista. Il Brasile deve battere la Germania Ovest con almeno due gol di scarto. Ad inizio secondo tempo segna Allofs e tutto sembra perso, ma il Brasile riparte alla grande e di gol ne fa quattro con Junior, Cerezo, Serginho e Zé Sergio. La finale è Uruguay-Brasile.

In altre condizioni la partita non avrebbe avuto storia. Il Brasile è quello che andrà in Spagna a miracol mostrare, per essere fermato solo dalla ancor più miracolosa tripletta di Rossi, mentre l’Uruguay sta solo in quella fase riprendendosi dalla crisi degli anni ’70, che lo ha visto fuori al primo turno a Germania 1974 e nemmeno qualificata per i successivi Mondiali del 1978 e 1982.

Il primo tempo è molto nervoso, mentre ad inizio secondo tempo va in gol grazie ad una bella azione dell’uomo più talentuoso della Celeste, Rubén Paz, con tocco vincente di Barrios. Il Brasile la riprende subito con un rigore di Socrates, ma l’Uruguay vince il torneo grazie al gol del suo goleador Victorino, capocannoniere della manifestazione con 3 gol. Il 10 gennaio termina una manifestazione che in tanti ricordano per le partite piene di gol e per l’atmosfera da piccolo Mondiale di Capodanno.

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