Mercato NBA: Los Angeles per diventare grande, Houston in emergenza

Non c'è tempo per fermarsi e il mercato incombe con James pronto a fare il GM e Houston alla ricerca di forze fresche.

LBJ e un possibile compagno Getty Images

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Con il virare sul nuovo anno solare, l’NBA comincia a far salire l’attenzione su alcuni momenti cardine che caratterizzeranno la seconda parte di stagione e uno di questi è, senza dubbio, la trade deadline d'inizio febbraio che sancisce la fine dei movimenti di mercato e la possibilità di lavorare per il presente o gli obiettivi futuri. Qui cercheremo di stilare una lista della spesa per le squadre che potrebbero essere le più attive da qui al 7 febbraio prossimo.

Una delle potenziali fruitrici del mercato potrebbe essere Philadelphia che, sebbene abbia già mosso le proprie pedine per arrivare a Jimmy Butler, non può essere soddisfatta innanzitutto del rendimento della squadra da quel momento nonostante l’importante vittoria con i Clippers di questa notte, ma anche dei malumori di Embiid e di una chimica che ancora tarda ad arrivare. Per questo Brown potrebbe necessitare di un tiratore in più dal perimetro e, con un posto a roster disponibile assieme al contratto da 8.6 milioni di un Jerryd Bayless ectoplasmico sino a ora, si potrebbe trovare una discreta soluzione.

Chi invece potrebbe far esplodere con il tritolo, innanzitutto il proprio roster e in secundis tutto il mercato, è Washington che ha fuori dall’ufficio il cartello: tutti disponibili. Si pensava che John Wall sarebbe potuto essere merce interessante per una Phoenix in grado di restituire qualcosa di futuribile in nome di una point guard che manca come l’aria, ma l’operazione al ginocchio di JW ha perlomeno rinviato il progetto. A questo punto Bradley Beal potrebbe valere molto sul mercato, Dallas sembra interessata a Otto Porter, mentre Trevor Ariza rimane un contratto appetibile ma scambiabile unicamente nella forma 1x1 restringendo incredibilmente il campo. L'obiettivo a breve termine potrebbe essere di acquisire contratti in scadenza e ripartire togliendosi dal vincolo di essere sopra il cap nella prossima stagione, come la proiezione direbbe.

Harden e la voglia di giocarsi il titolo NBAGetty Images

NBA: Rockets attivi e la decisione dei Knicks

La perdita di Trevor Ariza e Luch-Richard Mbah a Moute per i Rockets sono state pesanti, ma si sono tramutate in calamità con l’arrivo e il conseguente rilascio di Carmelo Anthony, che ha così rallentato il processo di ripartenza. Le condizioni fisiche di Chris Paul confermano la sua totale inaffidabilità sul lungo periodo e allora serve un Harden oltre lo stellare per essere considerati di nuovo una contender al titolo NBA. Per questo servirà muoversi in maniera decisa per puntellare il roster e se l’arrivo di Rivers ha dato un po’ di ossigeno, l’infortunio di Gordon potrebbe inguaiare pesantemente D’Antoni, che ha poco margine di manovra e il contratto di Carter-Williams che diventa garantito il sette di gennaio. La possibilità di allegare 3.2 milioni in una trade è uno dei pochi appigli che Morey ha per portare a casa qualcosa di convincente e d’immediato impatto.

A casa Knicks, come sempre negli ultimi anni, si guarda al futuro e un nodo importante da risolvere è quello di Enes Kanter. Il turco si sarebbe aspettato un impiego in quintetto nel suo programma di diventare un All Star in questa stagione, ma la guida tecnica non sembra sulla stessa lunghezza d’onda e allora i suoi 27.9 milioni in scadenza hanno una valenza cruciale. Le strade sono due: cercare di massimizzare l’alta cifra in scadenza sul mercato per avere contropartite tecniche adeguate e propedeutiche al rebuilding, oppure far spirare il suo contratto e investire quei soldi nella free agency. Il dilemma sembra tenere banco nella grande mela, consci che la possibilità di sbagliare dev'essere ridotta allo zero.

Gallinari e i Clippers alla riscossaGetty Images

La Los Angeles che guarda avanti

I Lakers hanno l’obiettivo di essere nella prossima stagione una contender al titolo NBA, perché LeBron è immortale ma fino a un certo punto e l’anno prossimo di questi tempi spegnerà 35 candeline. Posto che averlo in squadra è già sinonimo di competitività, nonostante l’ottimo inizio, pensare a questi Lakers da titolo riesce davvero difficile. Come detto a Rachel Nichols, però, James sta reclutando come ha sempre fatto nella sua carriera e il rischio tampering (tanto vicino ai Lakers recenti) nelle dichiarazioni pro Anthony Davis, sono il più aperto manifesto di una necessità di ultimo viaggio verso l’anello. Che i Lakers saranno questi anche l’anno prossimo è perlomeno improbabile, ma non è del tutto escluso che qualche cambiamento non arrivi già a febbraio, magari con una giusta contropartita proprio per la stella dei Pelicans.

Dall’altro lato della strada ci sono i Clippers, che con un Gallinari da All Star e un gruppo sui generis ma decisamente efficace, sta dicendo la propria nell’agguerrita Western Conference. Lo sguardo al futuro è vivo anche qui, perché ci sono voci che vorrebbero Ballmer in all-in sull’accoppiata Kawhi Leonard-Kevin Durant. Probabilmente siamo davanti a del fantabasket, ma di certo se dovessero avverarsi tutte queste previsioni un derby di Los Angeles diventerebbe decisamente intrigante da vedere, magari a livello di finale di conference.

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