Red Bull minaccia di lasciare la Formula 1. Marko: "Obiettivo Le Mans"

Red Bull minaccia di lasciare la Formula 1 se il Patto della Concordia non sarà favorevole agli interessi del team. Dopo la Ferrari un altro costruttore alza la voce contro Liberty Media.

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Meno di un anno fa la Scuderia Ferrari ha minacciato più volte di poter lasciare la Formula 1 al termine del contratto in scadenza alla fine del 2020, qualora il nuovo Patto della Concordia non dovesse soddisfare le richieste dell'azienda di Maranello. Molte le questioni che restano in sospeso e non solo a livello di benefici economici. La Casa del Cavallino non può accettare un power train unico, non più in grado di essere un fattore cruciale per le prestazioni, dopo aver investito milioni di euro per anni, solo per consentire a Liberty Media di avere gare "livellate" e più equilibrate.

Al coro adesso si unisce anche la Red Bull che, per bocca di Helmut Marko, consigliere di Red Bull Motorsports, mette in allerta i proprietari della Formula 1 qualora le regole tecniche ed economiche stabilite dal nuovo Patto della Concordia non siano in linea con le aspettative di Milton Keynes. A indispettire i vertici della scuderia angloaustriaca sono due tempi scottanti: il budget cap e i criteri per la suddivisione del montepremi a partire dal 2021. Nel primo caso si vocifera di una soglia massima di 150 milioni di euro che tutti i team non dovrebbero superare (attualmente Ferrari, Mercedes e Red Bull spendono da 350 a 450 milioni). Un taglio così netto ostacolerebbe lo sviluppo tecnologico, al fine di consentire anche agli altri team di poter competere con le big, ma non è di facile attuazione, dato che servirebbero dei supervisori FIA all'interno di ogni azienda che verrebbero a conoscenza di ogni movimento del team e dei segreti industriali.

Per quanto concerne la suddivisione dei montepremi verrebbero a cadere i benefit storici che al momento sono riservati a Ferrari, Mercedes, Red Bull, McLaren e Williams. Secondo alcune indiscrezioni la scuderia delle bevande energetiche andrebbe a perdere oltre 30 milioni di euro. Attualmente la suddivisione del montepremi prevede un premio di 63.5 milioni di dollari per il primo classificato dei costruttori, ogni posizione in meno sul podio si ricevono 10 milioni in meno, sino a scendere ai 13,5 milioni di dollari per il team in ultima posizione. Inoltre i team sempre presenti a tutte le edizioni del Mondiale di Formula 1 ottengono ulteriori bonus storici.

Formula 1, Helmut Marko consigliere Red BullGetty Images

Formula 1, Helmut Marko: "Red Bull pensa alla 24 Ore di Le Mans"

A quanto pare i nodi arrivano al pettine con l'avvicinarsi della data clou e i principali team iniziano ad alzare la voce. Helmut Marko ha chiuso il 2018 con un avviso a chiare lettere rivolto a Liberty Media e al CEO Chase Carey. Il Patto della Concordia, così come è stato preventivato non piace. Da qui la minaccia di voler lasciare la Formula 1 per tentare la strada della 24 Ore di Le Mans.

L'accordo che abbiamo firmato prevede di restare in F.1 fino al 2020. Red Bull e Honda non prenderanno nessuna decisione fino a quando non ci sarà un regolamento sui motori e un nuovo Patto della Concordia. C'è un'opzione differente, potremmo correre alla 24 Ore di Le Mans con la Valkyrie con le regole WEC Hypercar. Qualora venisse introdotto un budget cap dovremmo tagliare parte del personale, quindi potremmo considerare altri progetti come Le Mans.

La scuderia alata ha preso il posto di Jaguar nel 2005 ed è diventata la forza dominante della Formula 1 dal 2010 al 2013 con Sebastian Vettel, vincendo quattro titoli di piloti e costruttori consecutivi. Con l'introduzione dei motori turbo V6 nel 2014 ha dovuto sottostare al predominio Mercedes e Ferrari, un'ulteriore cambio delle regole potrebbe mettere ko il sistema di Milton Keynes.

Sebbene la Red Bull non sia mai stata alla 24 Ore di Le Mans, è qualcosa a cui stiamo pensando. L'onere finanziario principale sarebbe su Aston Martin, che è anche giusto, perché a Le Mans è il produttore che vince.

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