Milan, Fassone chiede 30 milioni di euro al club come risarcimento

L'ex amministratore delegato, che ha portato in tribunale la società per il caso del suo licenziamento, farà una richiesta esorbitante per sanare "danni morali e mancati pagamenti".

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La querelle fra il Milan e Marco Fassone non accenna a terminare anzi, si arricchisce sempre più di nuovi capitoli che rendono la situazione fra il club rossonero e il suo ormai ex amministratore delegato sempre più tesa.

Qualche settimana fa si è scoperto che il dirigente sportivo ha deciso di portare in tribunale la società per il caso legato al suo licenziamento, avvenuto lo scorso agosto dopo che il passaggio di proprietà nelle mani del fondo Elliot e la nomina di Scaroni come nuovo presidente sono state ufficializzate.

Il Milan viene accusato dalla difesa di Fassone di averlo licenziato con un atto ritorsivo: il club avrebbe offerto un indennizzo al dirigente per lasciare la società e al suo rifiuto sarebbe scattato l'allontanamento. Ora però è stata rivelata anche la richiesta di risarcimento che l'ex ad rossonero ha intenzione di fare e si tratta di una cifra esorbitante.

Milan, la richiesta di FassoneGetty Images

Milan, Fassone chiede 30 milioni al club come risarcimento

Secondo quanto raccolto da Tuttosport, i legali di Fassone avrebbero presentato al Milan una richiesta di risarcimento che ammonterebbe a circa 30 milioni di euro. L'importante cifra sarebbe stata calcolata sommando i danni morali e biologici subiti dall'ex amministratore delegato a cui vanno aggiunti i mancati emolumenti da agosto fino a dicembre.

L'obiettivo della causa intentata da Fassone sarebbe quello del reintegro in società e stando alle indiscrezioni del quotidiano torinese, questa richiesta molto elevata potrebbe essere un modo per ottenere un'intesa col club che non può permettersi spese del genere specialmente visti i problemi legati alle sanzioni UEFA per le violazioni delle norme sul Fair Play Finanziario.

Di certo questa situazione, che va ad aggiungersi alle rivelazioni secondo le quali Fassone avrebbe fatto pedinare giornalisti che seguivano il Milan per conto del club, inasprisce i rapporti fra le parti rendendo molto difficile un ritorno dell'ex ad nel Consiglio di Amministrazione. Ma il dirigente continua a non accettare il suo licenziamento ed è pronto a dare battaglia per ottenere un risarcimento.

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