Calciomercato Roma, Monchi: "Ci metto la faccia, i conti si fanno alla fine"

Il ds giallorosso si racconta a Gianluca Di Marzio e rassicura i tifosi: "Hanno ragione, è il momento di vincere qualcosa, ma aspettiamo a giudicare: so come lavoriamo e alla fine se ne accorgeranno tutti."

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Dopo le puntate dedicate a Fabio Paratici, Igli Tare e Pietro Ausilio, Sky Sport 24 dedica il primo dell'anno a un nuovo episodio dei "codici del calciomercato", rubrica in cui Gianluca Di Marzio va a intervistare gli uomini protagonisti delle campagne acquisti dei top club di Serie A. Stavolta l'ospite è lo spagnolo Monchi, dal 2017 responsabile del calciomercato Roma che in questa stagione è finito sul banco degli imputati dopo la partenza non brillantissima dei giallorossi allenati da Eusebio Di Francesco.

Con l'inizio della campagna acquisti e cessioni invernale, e con alle spalle una sessione estiva che lo ha visto operare sul sottile equilibrio tra il dover far quadrare i conti e allo stesso tempo rinnovare la rosa fornendo all'allenatore il materiale tecnico e umano necessario per mantenere la squadra nell'élite della Serie A, Monchi ha raccontato a Di Marzio il suo metodo di lavoro, si è aperto su questioni complesse come bilanci e plusvalenze e ha svelato alcuni retroscena relativi ad alcune trattative passate.

Detto che nell'ambiente non sono pochi quelli che si dicono convinti che il duro lavoro fatto in estate dall'uomo che si occupa del calciomercato Roma darà i suoi frutti alla distanza, permettendo al club giallorosso di operare con i bilanci a posto e una squadra giovane e forte, Monchi ci ha tenuto a sottolineare un fattore importante e niente affatto scontato: i tifosi hanno sempre ragione, anche e soprattutto quando criticano, perché è ovvio che dopo tanti anni senza vincere l'obiettivo e il desiderio di tutti sia tornare a farlo.

Calciomercato Roma, Monchi si confessa su SkyGetty Images

Calciomercato Roma, Monchi: "Adesso bisogna vincere qualcosa"

I tifosi hanno sempre ragione, quelli della Roma anche di più, perché se lavori per chi tifa una squadra grande in Italia e in Europa devi anche vincere qualcosa. Gli ultimi a a cui può essere data la colpa sono loro, hanno ragione e anche se li ho sempre sentiti vicino a noi, a me e alla squadra, è anche vero che bisogna dar loro qualcosa indietro dopo tanti anni in cui non vincono niente.

Soprannominato mentre lavorava al Siviglia "il mago delle plusvalenze", quello che dovrebbe essere un complimento rischia in Italia di trasformarsi in un difetto: vendere bene, del resto, è una qualità assai meno apprezzata dai tifosi rispetto a quella di acquistare campioni fatti e finiti. 

Non possiedo la bacchetta magica, ma certo non sono venuto alla Roma per vendere. Sono venuto per fare il mio lavoro, che era sistemare i numeri, e piano piano li abbiamo più o meno messi a posto. Poi ho fatto cessioni normali, quelle che ho ritenuto fossero vantaggiose per il club, e sono convinto che alla fine tutti potranno capire qual è la mia idea. È vero che il tempo nel calcio non c'è mai, ma so come lavoro e come lavorano quelli che ho intorno e resto convinto di avere ragione e che un giorno tutti lo comprenderanno.

Occuparsi del calciomercato Roma del resto non è facile: nelle ultime sessioni sono arrivate le partenze di giocatori di spessore come Salah, Nainggolan, Alisson, Strootman, Rudiger, e chi li ha rimpiazzati non sempre è stato capace di inserirsi perfettamente. Quella di Monchi del resto è programmazione, è un lavoro che paga alla distanza e che non subito può essere compreso e apprezzato. A maggior ragione in Italia, dove tutto è più frenetico.

Qui è tutto in vetrina, è una notizia continua, per me è stato l'ostacolo più grande. In Spagna il calciomercato è importante, ma in Italia se ne parla non solo a luglio o agosto ma anche a settembre, ottobre, novembre. È più difficile. Adesso a gennaio tutti si aspettano che io prenda 3-4 rinforzi importanti, ma per me il mercato invernale deve essere dedicato a piccoli aggiustamenti, non può stravolgere una squadra. Se questo accade vuol dire che si è sbagliato qualcosa in quello estivo.

Nicolò ZanioloGetty Images
Nicolò Zaniolo, 19 anni, portato a Roma da Monchi nell'ambito della cessione di Nainggolan all'Inter.

Zaniolo, metodo di lavoro e Totti

La scorsa estate la Roma ha salutato giocatori importanti come Nainggolan, Strootman, Alisson. Al loro posto sono arrivati giocatori importanti come Nzonzi e Pastore ma anche giovani di grande prospettiva come Cristante, Kluivert e soprattutto Nicolò Zaniolo, talento cresciuto nell'Inter e che oggi rappresenta una delle più belle sorprese del calcio italiano nel 2018.

Quando l'Inter ci ha chiesto Nainggolan abbiamo controbattutto chiedendo di trattare Radu, che però era già stato promesso al Genoa, e Zaniolo, di cui Ausilio non voleva affatto privarsi. Non siamo mai arrivati al punto di dire "o ci date Zaniolo o l'affare salta", ma era chiaro che loro volevano tantissimo Radja e avrebbero comunque dovuto accontentarci. E così Nicolò è venuto qui, rivelandosi determinante ben più velocemente di quanto avrei creduto.

E a precisa domanda su quale sia il "codice Monchi", quale sia insomma il suo metodo di lavoro, il ds giallorosso scende nel dettaglio riconoscendo i meriti al suo staff.

Non prendo mai un giocatore che voglio solo io o che vuole soltanto l'allenatore, deve esserci sintonia. Io e il mio staff guardiamo tanti filmati per effettuare una prima scrematura, quindi quando abbiamo individuato potenziali rinforzi andiamo a vederlo dalle 6 alle 12 volte, perché dal vivo diventa più chiaro se un determiato calciatore è in possesso di quelle determinate caratteristiche che vai cercando.

Monchi e TottiGetty Images

Sono molto autocritico ma anche convinto di quello che faccio, ci metto la faccia e ho la fortuna di poterlo fare a Roma come preferisco, in piena autonomia. Per giudicare il mio lavoro è ancora presto, personalmente credo che il primo anno sia andato benissimo considerando da dove partivamo, quest'anno penso sia presto per dirlo ma siamo ancora in ballo in tutte le competizioni. Qualcosa ho sbagliato, ma i conti si faranno a fine stagione.

Parole importanti da parte del ds giallorosso anche per Francesco Totti, simbolo della Roma il cui imminente ritiro fu annunciato proprio dal neo-arrivato dirigente spagnolo. Si parlò di tensione tra i due, in realtà la stima non è mai venuta meno e oggi anzi i due lavorano quasi gomito a gomito con reciproca soddisfazione.

Francesco è una persona sveglia, sta imparando il mestiere, non ho idea di cosa vorrà fare davvero in futuro ma le trattative gli piacciono, dice sempre più spesso la sua e sempre con senso e cognizione di causa.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.