Le cinque imprese sportive che hanno lasciato il segno nel 2018

In un anno pieno di eventi sportivi, alcuni atleti si sono distinti in maniera particolare, compiendo imprese o dando un nuovo volto al proprio sport.

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Negli anni pari sono le grandi competizioni più seguite dagli appassionati, Olimpiadi e Mondiali di calcio, a rubare l’attenzione di tutti. Se mettiamo fra parentesi il calcio che fa storia a sé, tanti sono stati i momenti di sport esaltanti in questo anno, in cui, come spesso accade, vecchi protagonisti, sulla cresta dell’onda da anni, hanno continuato a vincere, oppure nuovissime facce si sono mostrate al mondo sui palcoscenici sportivi più importanti. Se partiamo dal tennis, la notizia è il ritorno di Nole Djokovic, in grado di vincere Wimbledon e US Open come ai vecchi tempi in cui dominava il circuito.

Nel ciclismo Froome non ha fatto la doppietta Giro-Tour solo perché a scalzarlo nella corsa francese è stato il suo compagno di squadra Thomas. Negli Europei di atletica leggera di Berlino ci sono state grandi prove degli atleti norvegesi, Jakob Ingebritsen nel mezzofondo e Karsten Warholm su tutti, mentre nel nuoto sono tornati alla grande i russi, seguendo la scia di campioni giovani come Kliment Kolesnikov ed Jevgenij Rylov. Da sottolineare anche l’anno di Lewis Hamilton, vincitore del suo quinto mondiale di Formula 1 con una monoposto non così nettamente superiore alla Ferrari come gli scorsi anni.

A dominare l’anno però sono state le Olimpiadi invernali di Pyeongchang, con una protagonista femminile su tutte, la ceca Ester Ledecka che è riuscita a vincere il Supergigante nello sci alpino e lo Slalom gigante parallelo nello snowboard, un’affermazione storica in due sport differenti che ha anche cambiato l’idea della multidisciplinarietà negli sport invernali. Fra gli uomini Marcel Hirscher ha ancora una volta dimostrato di essere uno dei più grandi di sempre, vincendo due ori olimpici, mentre nello sci di fondo c’è un nuovo “mostro”, il norvegese Johannes Klaebo, a 21 anni vincitore di 3 ori olimpici. Negli sport di squadra straordinaria doppietta della Polonia del volley maschile che rivince i Mondiali dopo l’affermazione casalinga di quattro anni fa, mentre la Serbia della pallanuoto ribadisce la sua forza, vincendo gli Europei in casa della Spagna. Fra tutti gli eventi disputati nel 2018, una short list per cinque posti non può non includere i seguenti campioni.

Armand Duplantis è salito a 6,05 agli Europei di atletica leggera di BerlinoGetty Images
Arrivando alla quota monstre di 6,05, Armand Duplantis è il nuovo volto dell’atletica leggera mondiale

Da Federer a Joshua: le cinque imprese sportive che hanno segnato il 2018

Roger Federer

Parlando di vecchi campioni che non tramontano mai, un posto speciale deve esserci per Roger Federer, ancora una volta vincente in uno Slam a 37 anni suonati. Nel 2016 Federer sembrava un tennista finito, con troppi acciacchi per poter essere competitivo contro giovani atleti che puntavano tutto sulla brillantezza fisica. Dagli Australian Open del 2017 invece Federer ha incredibilmente invertito la tendenza, vincendo il torneo australiano dopo aver battuto in finale il suo alter ego, Rafael Nadal.

Anche nel 2018 Federer ha lasciato il segno di nuovo in Australia, battendo in finale il croato Cilic e divenendo il primo tennista maschile a vincere 20 Slam, eguagliando le tenniste donne Margaret Court, Steffi Graf e Serena Williams. Questa affermazione illumina il suo anno, a cui può aggiungere buoni risultati in alcuni Masters 1000 di prestigio e diversi tornei vinti, tra cui Rotterdam e Basilea, che gli hanno dato la 99esima vittoria in carriera. Abbiamo ancora tanto bisogno di Roger Federer.

Armand Duplantis

Gli Europei di atletica leggera di Berlino hanno visto alcune gare davvero notevoli. Nella velocità le frecce inglesi, Highes e Prescod, sono pronti a sfidare americani e giamaicani, Jakob Ingebritsen è l’astro nascente del mezzofondo mondiale, nei lanci i polacchi dettano legge. Tra le donne grandi prestazioni di Dina Asher-Smith nei 100 e 200 metri e Marija Lasickene, in un salto in alto che può dominare per molti anni. Ma la gara che resterà è quella del salto con l’asta maschile.

A sfidarsi su vette inimmaginabili fino a pochi anni fa il francese Renaud Lavillenie, il re della specialità negli ultimi 10 anni che sale fino a 6,95, alla fine però soltanto bronzo. Gli altri due a superarlo sono atleti formidabili, con una particolarità interessante, sono entrambi giovanissimi. Il russo Timur Morgunov ha 22 anni ed è salito a 6 metri, mentre l’oro europeo è Armand Duplantis, diciannovenne fenomeno svedese, salito centimetro dopo centimetro fino alla misura di 6,05, record dei campionati e mondiale Under 20. Duplantis è esploso nel momento in cui tutti gli occhi erano su di lui. Il record di Lavillenie è la nuova meta.

Alejandro Valverde

Il percorso durissimo del Mondiale di ciclismo di Innsbruck ha portato ad una gara ad eliminazione. Il primo ad arrendersi è stato il tre volte campione del mondo Sagan, poi seguito purtroppo da Vincenzo Nibali, corridore perfetto per il tracciato ma arrivato in Austria con una pessima condizione dopo la caduta rovinosa al Tour de France sull’Alpe d’Huez. Per l’Italia Gianni Moscon ha provato a giocarsi le sue carte fino alla fine ma l’ultimo strappo per lui era davvero impossibile.

Chi ne ha approfittato sono stati Alejandro Valverde, Romain Bardet e la sorpresa canadese Micheal Woods, con Tom Dumoulin che riprende in tre in fuga solo sul rettilineo finale. A vincere è il grande campione spagnolo che mette in bacheca la gara che ha sempre desiderato di più, senza mai raggiungerla spesso per motivi tattici e di scuderia. Valverde vince in volata e viene festeggiato anche da Sagan, che gli da appuntamento per il prossimo anno, nello Yorkshire, dove il percorso piatto favorirà i velocisti.

Polonia del volley maschile

Negli sport di squadra è sempre una grande impresa vincere un Mondiale, per cui trionfare in due edizioni consecutive è epocale, perché vuol dire che un gruppo di atleti sono così superiori agli altri da poter restare al livello più alto possibile per un periodo di tempo molto lungo. L’impresa nel Mondiale di volley maschile quest’anno è stata compiuta dalla Polonia, che però ha dimostrato una variante molto interessante.

Nel 2014 in casa la squadra ha vinto, battendo in finale il Brasile, grazie alle grandi prove dello schiacciatore Mateusz Mika e l’opposto Mariusz Wlazły, alla fine MVP del torneo. Nell’edizione 2018 questi due non erano presenti in rosa e sono stati altri giocatori ad essere determinanti. In primo luogo l’opposto Bartosz Kurek, non convocato quattro anni fa per motivi disciplinari e il giovane Artur Szalpuk. La squadra con nuovi riferimenti non ha però perso in potenza ed equilibrio in campo, venendo magistralmente guidata dal palleggiatore Fabian Drzyzga e dal capitano e miglior centrale del torneo, Piotr Nowakowski. Adesso alla Polonia, a cui si aggiungerà anche il cubano naturalizzato Leon, non resta che l’obiettivo olimpico per poter diventare una vera e propria dinastia.

Anthony Joshua

Se guardiamo alla boxe dagli anni ’40 fino ai ’90, lo sport a cui assistiamo in questo momento fa davvero malinconia. Prima era uno sport globale, con campionissimi seguiti e ammirati in ogni parte del mondo, in tutte le principali categorie di peso. Nel giro di 15 anni, per colpa di errori marchiani, come quello di far continuare a nascere sigle e nuove categorie di peso, il pugilato è stato portato sull’orlo del baratro. Nel 2018, in maniera inaspettata, sembra che qualcosa inizi a cambiare, grazie ad un uomo che ne sta ridefinendo i confini.

Quell’uomo è Anthony Joshua, inglese, campione olimpico dei supermassimi a Londra 2012, dopo aver battuto in maniera non del tutto pulita il nostro Cammarelle. Con il match contro Kilitschko dell’anno scorso abbiamo rivisto di nuovo una grande arena, lo stadio di Wembley in sold out, e una sfida epica, con atterramenti da entrambi le parti e la vittoria finale del più giovane pugile che apre ad un futuro per fortuna diverso per la boxe. Quest’anno Joshua ha continuato a vincere contro Parker e Povetkin, divenendo il grande nome su cui tutti puntano per far ripartire uno sport storico.

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