I cinque campioni italiani che hanno brillato nel 2018

In quest’anno in cui la nostra nazionale mancava ai Mondiali di Russia, gli altri sport l’hanno fatta da padrone, con le grandi vittorie di Goggia, Quadarella e Nibali ad impreziosire un’annata ottima per lo sport italiano.

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Nell’anno in cui l’Italia mancava nella manifestazione sportiva più importante al mondo insieme alle Olimpiadi, i Mondiali di calcio, molta attenzione di tifosi o semplici appassionati si è spostata su altre discipline nelle quali i nostri atleti hanno messo in mostra spesso grandi prestazioni. Tutto è iniziato con le fantastiche ragazze degli sport invernali, capaci di portare a casa 3 ori individuali in tre discipline, discesa libera, short track 500m e snowboardcross, dove la concorrenza è davvero fortissima.

In estate poi è stata la volta dei primi European Championships, nuovo format che include alcuni dei campionati europei più interessanti, nuoto, atletica leggera e ciclismo fra gli altri, in una sola competizione sportiva. Se sulla pista di atletica purtroppo non abbiamo ancora brillato, proponendo davvero poco con la speranza Tortu solo quinto nei 100 metri, nella vasca di Glasgow abbiamo dominato, vincendo 22 medaglie totali con alcune vittorie di grande prestigio come i 100 sl maschili o il sincro 3 metri donne, anche senza Tania Cagnotto.

Grande Italia poi anche nel canottaggio, con 8 ori ai campionati del mondo di Plovdiv, nel ciclismo su pista, con la vittoria mondiale di Filippo Ganna nell’inseguimento individuale, nel karate, con ottime prestazioni ai Mondiali in una disciplina che diventerà olimpica a Tokyo 2020, mentre poco abbiamo ottenuto dagli sport di squadra, nonostante il Mondiale di volley maschile giocato in Italia. Solo le fantastiche ragazze del volley femminile, seconde ai Mondiali in Giappone dietro la Serbia, hanno scritto pagine indimenticabili. Ecco i cinque protagonisti dello sport italiano che hanno brillato di più nel 2018.

Grande 2018 per Simona Quadarella che vince tre ori agli Europei di nuotoGetty Images
Con le tre vittorie agli Europei di Glasgow, Simona Quadarella è diventata la nostra nuova stella del nuoto

Da Goggia a Cecchinato: i cinque grandi protagonisti dello sport italiano nel 2018

Sofia Goggia

La pista olimpica di Pyeongchang era fin da subito piaciuta a Sofia Goggia, che ha piazzato le sue prime due vittorie in Coppa del Mondo nel 2017, vincendo discesa e SuperG. Quando nel 2018 il circo bianco si è spostato in Corea del Sud per le Olimpiadi però, la bergamasca non era la favorita numero 1. La stagione di Coppa del Mondo era andata bene, con le vittorie consecutive a Bad Kleinkirchheim e a Cortina, ma nelle ultime due discese di Garmisch-Partenkirchen a vincere era sta a Lindsey Vonn, l’americana pienamente rimessasi dall’infortunio, arrivata alle prove olimpiche in perfetta forma.

Il 21 febbraio è il giorno dedicata alla discesa libera femminile e Sofia sa che quella deve essere la sua grande occasione. Lei è veloce e decisa e termina una fantastica gara al primo posto con il tempo di 1’39’’22. La Vonn però è più veloce dell’italiana, ma sbaglia all’ultima curva perdendo 47’’ fatali. Seconda si piazza la sorpresa di giornata, la norvegese Ragnhild Mowinckel, che ci fa sudare freddo, terminando a soli 9 centesimi. È la grande vittoria di una ragazza predestinata e troppo sfortunata fino a questo punto della sua carriera. Goggia con la vittoria olimpica è salita di status e adesso è una delle leader dell’intero movimento non solo italiano. Da questo momento un Paese intero seguirà le sue gare, nella speranza di rivivere di nuovo le stesse emozioni di Pyeongchang.

Simona Quadarella

Federica Pellegrini alla fine dell’avventura olimpica di Rio 216 aveva tracciato la sua strada: un altro anno con allenamenti meno pesanti e gare veloci, qualche gara più importante a dorso e poi l’addio, magari vincendo ancora qualcosa agli Europei, dove la competizione è meno pressante. Di fronte a questo progetto ci siamo sentiti orfani della nostra grande campionessa, capace tra le altre cose di far parlare del nuoto su tutti i giornali, ma per fortuna sono passati pochi mesi per ritrovarne un’altra.

Simona Quadarella si era presentata al mondo ai Mondiali del 2017, ottenendo un fantastico bronzo nei 1500 alle spalle della Ledecky, battuta proprio dalla Pellegrini nei 200 sl, e Mireia Belmonte. In un solo anno Simona Quadarella è cresciuta in maniera esponenziale e agli Europei di Glasgow ha vinto 400, 800 e 1500 stile libero, prendendosi il posto di Federica Pellegrini nell’olimpo del nuoto italiano. Ma la Divina ha deciso che il piano dopo Rio era da rivedere, la voglia di continuare a nuotare è tornata e adesso l’obiettivo per entrambe è fissato: Tokyo 2020.

Le ragazze del volley

Negli sport di squadra siamo in recessione. Abbiamo detto del calcio e della sua mancanza storica ai Mondiali di Russia, ma non se la passano bene neanche il basket, la pallanuoto, con i maschi solo quarti agli Europei in Spagna e il volley, con i ragazzi che hanno maramaldeggiato contro squadre nettamente inferiori, per poi venire superati con facilità dalle formazioni più accreditate. Come ultimo torneo dell’anno c’era soltanto il Mondiale di volley femminile a cui arrivavamo con una squadra giovanissima e inesperta, che alle Olimpiadi di Rio aveva faticato contro tutti.

In Giappone però, giocatrici come Paola Egonu, Miriam Sylla, Cristina Chirichella e Anna Danesi sono letteralmente esplose, portandoci in finale dopo aver battuto squadre del calibro di Cina, per due volte, di cui una in semifinale, Russia, Stati Uniti, perdendo due volte contro la bestia nera Serbia, vice campione olimpica in carica. È stata una cavalcata incredibile, seguita in televisione da milioni di spettatori e con un ritorno in fatto di seguito davvero incredibile. Abbiamo per fortuna una squadra che può guardare con grande fiducia al futuro.

Marco Cecchinato

Ogni anno riponiamo speranze in campioni di tanti sport, ma ormai noi italiani abbiamo più che perso le speranze di trovare un giocatore di tennis che possa lottare con i grandi o almeno provarci. I vari Fognini, Seppi, Bolelli sono ottimi tennisti, ma per loro è difficile arrivare lontano nei tornei più importanti, soprattutto quelli del Grand Slam, dove tutti danno il massimo. Questa estate però abbiamo vissuto una favola, quella di Marco Cecchinato. Il suo Roland Garros parte con il freno a mano tirato, passando il primo turno solo al quinto set con un 10-8 strappato con i denti al romeno Copil.

Al secondo turno è la volta di un tennista con poca esperienza, l’argentino Trungelliti, battuto in 3 set, mentre al terzo turno la vittoria contro Carreno Busta al quarto set sa già di piccolo miracolo. Agli ottavi l’altro italiano Fognini perde contro Cilic, mentre Cecchinato continua la sua avventura, battendo anche lo specialista belga, Goffin. Tutto molto bello ma ai quarti le speranze erano quasi nulle. L’italiano doveva affrontare Djokovic che stava riprendendo un buono stato di forma dopo i problemi degli anni precedenti. E invece Cecchinato ce la fa ancora, battendolo in quattro set. Restano solo quattro tennisti, i migliori dell’anno sulla terra. Da una parte la semifinale era fra Nadal e Del Potro, l’altra fra Cecchinato e Thiem. L’avventura finisce contro l’austriaco che vince in maniera netta, ma la sola idea di aver trovato un tennista che arriva alle semifinali di uno Slam è qualcosa di inaspettato e magico.

Vincenzo Nibali

Nel ciclismo abbiamo avuto ottime prestazioni, vincendo gli Europei con Trentin e Bastianelli, grazie a grandi prove di squadra e ottenendo altri piazzamenti con Viviani, secondo alla Gand-Wevelgem, Damiano Caruso, dietro solo al polacco Kwiatowski alla Tirreno-Adriatico, ma le speranze più grandi erano rivolte ad un solo uomo: Vincenzo Nibali. Il Tour de France parte bene, con Nibali sempre alle spalle dei leader Froome e Thomas, ma una caduta maledetta sull’Alpe d’Huez non solo lo mette fuori gioco dalla corsa francese, ma soprattutto ne inficia la condizione per il grande traguardo stagionale, il campionato del mondo in Austria, dove è costretto a ritirarsi in corsa.

Ma per fortuna il 2018 di Vincenzo Nibali era iniziato come meglio non poteva, con una vittoria che all’Italia mancava dal 2006, la Milano-Sanremo, la Classicissima che apre la stagione delle grandi corse europee. Vincenzo vince con uno scatto secco sul Poggio e una grande discesa fino in città. Riesce a precedere i velocisti Ewan e Demare. Per capire quanto è stato completo lungo tutto l’anno Nibali, basti pensare che al Giro di Lombardia, che ha chiuso la stagione, è stato secondo dietro solo al francese Pinot.

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