MMA, UFC 232: Nunes distrugge Cris Cyborg, Jones torna campione

Nella notte in cui Bones torna campione è la Leonessa a prendersi la scena, diventando la prima pluricampionessa femminile della storia UFC.

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Amanda Nunes è la più grande fighter della storia delle MMA femminili. La Leonessa, contro ogni pronostico, stende Cris Cyborg in 51 secondi. Basta questo per descrivere la grandezza dell'impresa dell'oggi pluricampionessa pesi gallo femminili e ora anche piuma. La Justino parte benissimo, indubbiamente, ma ben presto si trova costretta a fare i conti con il counterstriking della Nunes. Un colpo di spugna, questo, che cancella tutto d'un tratto le critiche piovute su colei che ha giustiziato, negli ultimi anni, anche Miesha Tate e - soprattutto - Ronda Rousey.

Nel main event di serata, invece, Jon Jones torna dopo oltre un anno di assenza, imponendosi su Alexander Gustafsson per ground and pound a 2:02 del terzo round. Parte bene lo svedese, che però pare come essere controllato da Bones pur portando ottimi colpi. Canovaccio che comincia a cambiare già nella seconda ripresa, con colui che è stato definito il Muhammad Ali delle MMA che ha battuto prima del limite l'unico avversario capace di dargli seriamente del filo da torcere durante il primo atto della loro rivalità. Tanta sportività alla fine del match, con Jones che viene nuovamente proclamato campione dei massimi-leggeri.

Nel resto della card, invece, altro upset di serata nei pesi piuma: nelle 145 libbre maschili, questa volta, è Alexander Volkanovski ad imporsi su un altro strafavorito come Chad Mendes. Nasce una nuova stella dunque per la divisione, con The Great che si sbarazza di Money al calare del secondo round per TKO dopo averne patito per lunghi tratti il wrestling. Vince, sorprendendo, anche Corey Anderson, che ha la meglio su Ilir Latifi - altro svedese di serata - al termine dei tre round validi per la divisione light-heavyweight. I nostri move of the night, però, sono stati senza dubbio quelli di Michael Chiesa e Ryan Hall, che mostrano un livello di grappling applicato alle MMA tale da meritare una menzione a parte.

MMA, Hall vs PennGetty Images
MMA, il momento esatto in cui Ryan Hall effettua l'Imanari Roll su BJ Penn, dando inizio all'azione che porterà alla sua heel hook finale.

MMA, UFC 232: le finalizzazioni di Hall e Chiesa

Adesso ci chiederete: perché dedicare un mini-focus alle sottomissioni di Ryan Hall e Michael Chiesa? Semplice: il primo, combattendo con la frequenza di una nevicata in Sicilia, riesce sempre e comunque a stupire tutti pur dedicandosi alle arti marziali miste come mero sport secondario. I suoi successi nel BJJ, d'altronde, gli permettono di entrare nell'ottagono con la consapevolezza di chi sa di esser lì soltanto per testare se stesso, magari anche divertendosi. Il low kick, a cui è seguito l'Imanari Roll e la velocissima chiusura in heel hook, ci descrivono perfettamente il quadro di un fighter che, chissà, con più costanza potrebbe anche sognare di guardarsi allo specchio con una cintura alla vita. Magari stiamo esagerando, però trovatelo voi un atleta con un gioco a terra simile.

Su Chiesa vs Condit, che dire: Micheluzzo - perché, sia chiaro, è di origini italiane - fa davvero una bella figura nei pesi welter, regalandoci delle fasi di scrumble pazzesche assieme a The Natural Born Killer. Livelli di grappling altissimi anche qui, con Maverick che chiude una assurda kimura ad una mano portando il braccio di Condit dietro al proprio collo. Una azione veramente di rara bellezza, che a tratti potrebbe sembrare anche sgraziata ma che, in realtà, nasconde del genio latente talmente grande da non poter essere quantificato a parole. Detto ciò, i continui cambi di posizione, switch e lavori sui passaggi di guardia - oltre che sui già menzionati scrumble, fantastici - sono stati veramente una goduria visiva per tutti gli appassionati di mixed martial arts, che salutano il 2018 con uno dei migliori eventi dell'anno per spettacolarità, tasso tecnico e pathos.

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