Serie A, Gattuso: "Non ho ricevuto ultimatum. Higuain? Per me resta"

L'allenatore rossonero ostenta tranquillità: "Voglio continuare il mio percorso, sento la fiducia della società". Poi chiede ai suoi un'inversione di tendenza, soprattutto caratteriale e scommette su Higuain: "Per me resta qui".

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Un momento difficile, difficilissimo. La vittoria manca dal 2 dicembre, quando a San Siro il Milan s'impose sul Parma. Dieci punti nelle ultime otto giornate e il quarto posto, occupato dalla Lazio, ora lontano tre punti. Un gap ancora colmabile, ma che impone un'inversione di tendenza se si vuole arrivare a fine stagione tra le prime quattro. Il rendimento, negli ultimi due mesi in Serie A, dice due vittorie, due sconfitte e quattro pareggi. Troppo poco. 

Un cammino a singhiozzo, soprattutto in molte sfide considerate alla portata dei rossoneri. Tolta la trasferta di Roma con la Lazio e la sfida interna con la Juventus, il Milan da inizio novembre a oggi ha poi affrontato Udinese, Parma, Torino, Bologna, Fiorentina e Frosinone. Avversari che sulla carta sono inferiori alla squadra di Gattuso e contro i quali ci si aspettava un bottino maggiore rispetto agli otto punti ottenuti. 

Nel mezzo anche la cocente eliminazione dall'Europa League, uno smacco per la società che puntava ad andare avanti il più possibile nella seconda competizione continentale, per riportare il club in quella dimensione europea che è sempre appartenuta al Milan. L'obiettivo Champions è vitale, indispensabile. Non può essere fallito. I risultati, però, non stanno arrivando e ora la panchina di Gattuso è a rischio. Contro la Spal, nell'ultimo turno di Serie A prima della sosta, c'è un solo risultato a disposizione del tecnico. La vittoria.

Serie A, Gattuso sul momento del MilanGetty Images
Serie A, Gattuso carica il Milan

Serie A, Gattuso allontana la pressione

La conferenza stampa di Rino Gattuso inizia, come non poteva essere altrimenti, da quanto accaduto meno di 48 ore fa a San Siro. La morte del tifoso interista, gli ululati razzisti a Koulibaly che hanno ferito tutto il mondo della Serie A. E non solo.

Quanto accaduto spero non capiti mai più. Mi trovo d'accordo con le parole di Ancelotti, penso che in questi casi sia giusto fermarsi. Se si ferma uno, poi anche gli altri hanno il coraggio di farlo; ma bisogna anche capire che sono quattro imbecilli a fare queste cose e non tutto lo stadio. È una cosa che succedendo da tantissimo tempo, è un problema grave. Bisogna portare rispetto per tutte le persone. Siamo tutti uguali.Chi fa buu è un imbecille, non un razzista. Non siamo una nazione razzista, ci sono tanti immigrati che lavorano e stanno bene in Italia. Chi fa buu spesso non si rende nemmeno conto di quello che fa, spesso è paura dell'avversario e stupidità

Poi si passa al momento Milan che è inevitabilmente anche il momento di Rino Gattuso. L'allenatore è in bilico, senza una vittoria nella sfida interna contro la Spal la sua panchina potrebbe davvero saltare, anche se al momento non ci sono profili che sembrano convincere la società per un'eventuale sostituzione. Conte vuole aspettare l'estate e iniziare un progetto nuovo, Donadoni non persuade del tutto Leonardo. Gattuso, però, ostenta tranquillità:

C'è tanta delusione. Quello che mi dispiace è come abbiamo approcciato la partita a Frosinone. Dobbiamo essere consapevoli di aver fatto un dicembre disastroso. Però dico anche che abbiamo l'occasione per finire a 31 punti il girone d'andata, solo una volta negli ultimi anni il Milan c'è riuscito. I giocatori non devono pensare al mio futuro, dai dirigenti sento fiducia. È normale che devono arrivare i risultati. Nessuno mi ha mai detto che ho un ultimatum, nessuno mi ha mai detto che vinco la prossima o vado fuori. Quando qualche mese fa ero in bilico, mi è stato detto di continuare a lavorare. Se la società sta in silenzio non ho problemi. La mia più grande preoccupazione è che la squadra non riesce a vincere ed esprimere il lavoro del mio staff. Quello che dice la stampa, i nomi che fa, non mi riguarda. Con Leonardo e Maldini c'è dialogo e vicinanza

Dal canto suo, Gattuso non ha alcuna voglia di mollare. Era un lottatore in campo, lo è anche da allenatore. Spera di continuare un percorso che, prima di questi 50 giorni, era tutto sommato positivo. Non c'è alcuna intenzione di abdicare: 

Voglio continuare a lavorare per il Milan, in questi mesi non sono stato qua a pettinare le bambole. Da parte mia c'è tanta voglia di continuare questo percorso coi ragazzi. Sappiamo che il momento è negativo, ma la testa non va al mio futuro. Ringrazio chi mi ha dato questa possibilità, la chance di allenare il Milan. Io sono abituato a questo, a quello che si dice, anche quando le cose andavano bene ero sempre in discussione, ma l'importante è avere la squadra in mano. Il mio futuro è oggi, fare l'allenamento, preparare la partita di domani, poi vedremo cosa succederà

Serie A, Gattuso parla di HiguainGetty Images

Un Milan involuto e la necessità di ritrovare Higuain

Cosa succede al Milan? Perché a inizio stagione, nonostante qualche piccolo inciampo, la squadra sembrava comunque avere una sua identità, trovava il gol con una certa facilità. Gol che adesso è diventato tabù. Tre partite di campionato senza reti, nemmeno una vittoria. Gattuso analizza la situazione con lucidità, poi però chiama i suoi a tirar fuori il carattere:

Questa squadra è poco serena e ha avuto un'involuzione tecnico tattica. Nella prima parte di stagione facevamo cose a memoria, adesso no. Forse troppi cambi hanno creato un po' di confusione. Ma domani voglio vedere una squadra che lotti, 23 giocatori che vogliano vincere ad ogni costo, non m'interessa come. Quando eravamo in emergenza ho visto giocatori con la bava alla bocca, voglio rivedere quell'atteggiamento e non una squadra piatta che esce dal campo alle prime difficoltà.

Tra i giocatori più in difficoltà c'è sicuramente Gonzalo Higuain. L'argentino non segna più, s'è inceppato, non trova la rete da due mesi, da sette partite di campionato. Un digiuno lunghissimo, a cui uno con i suoi numeri non è abituato. Gattuso lo stimola, è convinto di aver colto dei segnali di ripresa nel secondo tempo di Frosinone. Poi il tecnico scommette sulla permanenza del Pipita in rossonero: 

Voglio vedere lo stesso Higuain del secondo tempo a Frosinone, quello è Higuain. Ha saltato l'uomo, ha avuto occasioni. Le palle gol si possono sbagliare. Il rigore e l'espulsione con la Juve li ha pagati un po', ma non sta pagando a livello fisico. I numeri di dribbling, di tocchi, sono gli stessi dello scorso anno. Non voglio sentir parlare di cessione, questo riguarda la società e il suo entourage, finché resterà qua ne avremo bisogno. Io penso che resterà, da quello che siamo detti non credo andrà via. Poi se accadrà, vorrà dire che mi sono sbagliato.

L'allenatore poi fa il punto sull'infermeria. Un altro aspetto che in questi mesi ha penalizzato - molto - il Milan. Piano piano, però, la situazione sta migliorando e solo Biglia e Caldara rimarranno ai box ancora per tanto tempo:

Suso oggi prova in allenamento e vediamo se ce la fa per domani. Borini e Bertolacci ci saranno. Su Biglia penso che dovremo aspettare, non credo che possa rientrare prima di fine gennaio. Caldara invece a febbraio dovrebbe tornare in gruppo. Strinic ha avuto una ricaduta al polpaccio, rientra dopo la sosta

Serie A, Milan con l'obiettivo ChampionsGetty Images

Gattuso, le responsabilità e lo scudetto del Milan

Non sa non prendersi le proprie responsabilità Gattuso, anche a costo di scottarsi. Un difetto o una virtù? Il confine è labile, ma l'allenatore del Milan non vuole pensare ad altro che al bene della squadra, dei suoi ragazzi, per cui sarebbe disposto a fare qualsiasi cosa:

So da dove vengo, da dove sono partito, so che educazione mi hanno dato i miei. Nessuno mi ha regalato niente, ho sempre faticato. Me lo dice anche mio padre, mi assumo troppe responsabilità. Sono disposto a buttarmi nel fuoco per chi mi sta vicino, forse è un difetto. Ma è così. Questa squadra deve fare un passo avanti a livello caratteriale, la responsabilità è mia. Porto rispetto per quello che dice la gente, ma non mi strappo i capelli se qualcuno pensa che sono un allenatore scarso o ero un giocatore scarso. L'unica strada è continuare a fare il lavoro come piace a me. Vedremo se qualcuno cambierà idea, da giocatore sono riuscito a far cambiare idea a tante persone. Speriamo di riuscirci anche da allenatore

Il quarto posto in Serie A ora è l'obiettivo vitale del Milan. Senza Champions c'è il rischio di non arrivare mai a fare quel salto di qualità tanto atteso dalla piazza. Per questo quando si parla di zona Champions, Gattuso usa addirittura il termine Scudetto:

Arrivare quarti è il nostro scudetto. Siamo a tre punti dal nostro titolo,a bbiamo sciupato tanto ma non dobbiamo guardarci indietro. Dobbiamo restare attaccati alla posizione, negli ultimi anni a fine campionato siamo arrivati a -16 dalla zona Champions. Oggi siamo lì, dobbiamo restare attaccati e giocarci tutto in primavera

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