Serie A 20 anni fa: quando Recoba gelò l’Empoli con un gol da 50 metri

Empoli-Inter del 1998 fu una sfida importante per la corsa Scudetto dell’Inter, in grave difficoltà dopo la sconfitta interna con il Bari. A salvare la squadra di Ronaldo ci pensò Alvaro Recoba con un gol impossibile

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La lotta per la conquista della Serie A di venti anni fa era un’avventura del tutto diversa rispetto a quello che stiamo vivendo adesso. La Juventus era la grande squadra di Lippi, per due volte di fila in finale di Champions League, con un attacco micidiale formato da Inzaghi e Del Piero, assistiti da Zidane. A sfidarla molte squadre attrezzate, tanto che stava per nascere il brand delle '7 sorelle', tutte potenziali vincitrici dello scudetto, di cui purtroppo oggi sentiamo terribilmente la mancanza.

Nella stagione 1997-98 ad emergere in maniera particolare fu l’Inter guidata di Gigi Simoni, con Massimo Moratti presidente, che in estate aveva fatto il grande colpo: per 48 miliardi aveva acquistato Ronaldo il Fenomeno dal Barcellona, cambiando del tutto il volto della squadra. Ronaldo non era soltanto il miglior calciatore in attività, era anche un campione epocale, che mostrava un calcio futuristico, che ancora oggi stentiamo a vedere.

Alla prima giornata però l’Inter con un campione del genere dovette salvarsi per il rotto della cuffia contro il Brescia di Hubner, grazie ad un altro gioiello della rosa interista, l’uruguaiano Alvaro Recoba, anch’egli comprato in quella folle estate dal Nacional. Saranno due gol del Chino, di cui uno di fattura pregevole con un sinistro al fulmicotone che diventerà il suo marchio di fabbrica, a salvare i nerazzurri. 

L’attuale tecnico dell’Inter era alla guida dell’Empoli nel 1998Getty Images
Spalletti, oggi sulla panchina dell’Inter, guidava l’Empoli nel giorno in cui Recoba inventò un gol impossibile

Serie A, 25 gennaio 1998 Empoli-Inter: Recoba inventa un gol incredibile da 50 metri

Juve e Inter partono subito forte in campionato e la sfida del 4 gennaio a San Siro sembra sancire un passaggio di consegne: Djorkaeff segna su assist al bacio di Ronaldo che prima si era bevuto un paio di difensori, e l’Inter diventa la prima forza del campionato.

Dopo solo due giornate dalla fondamentale vittoria sulla Juventus, quell’Inter, che ha momenti di calcio eccezionali grazie alle idee del suo grande campione brasiliano, ma anche altri di pochezza assoluta, perde in casa con il Bari e tutto torna fortemente in bilico.

La partita successiva è molto importante per la Serie A. Un’altra sconfitta dell’Inter farebbe retrocedere troppo i nerazzurri in classifica, annullando quella spinta emotiva che li aveva tenuti su fino a quel momento. Mentre ad attendere i bianconeri c'è la facile sfida casalinga contro l’Atalanta, di fatto poi facilmente regolata con un netto 3-1, i nerazzurri vanno al Castellani di Empoli contro una squadra ostica che vede Spalletti in panchina (come gira e rigira il mondo) a guidare calciatori come Martusciello, Cappellini, Esposito, Florijancic. Gente non da top team ma di ottimo e sicuro affidamento.

Pronti via, su un taglio millimetrico di Ficini, Carmine Esposito al volo fa un pallonetto geniale su Pagliuca e porta in vantaggio la squadra di Spalletti. La partita si mette male per l’Inter, che continua a non ingranare. Ronaldo gira a vuoto e Baldini, vecchio capitano empolese, lo martella per bene.

Il primo tempo si chiude con un salvataggio sulla linea di Djorkaeff e il secondo con un palo di Cappellini a Pagliuca battuto. Simoni decide che così non va e mette dentro prima Zamorano per Branca, con il cileno che al primo squillo prende il palo, e al 70’ Alvaro Recoba per Moriero. Per tutta la stagione l’uruguaiano era rimasto quel piccolo oggetto di extralusso da tirare fuori solo in casi di gravi necessità, nella speranza che risolvesse il problema con un’idea “estrema”.

Ed è quello che accade. Passano 11 minuti e Recoba prende palla poco dopo il centro del campo e quasi senza vedere Roccati fuori dai pali indirizza la palla nel sette della porta empolese. Senza che la traiettoria cali, il pallone si conficca nell’angolo della porta, con lo stadio che resta tra il silenzio assoluto e lo stupore.

A fine partita sono tutti mogi per il pareggio che è servito a poco ad entrambe le squadre per i loro rispettivi obiettivi in Serie A. Ad essere sotto tono è anche l’eroe della partita, Recoba, che dichiara come fosse a conoscenza dell'abitudine di Roccati di restare spesso fuori dai pali, e proprio per questo motivo in partita aveva provato quella conclusione da cinquanta metri. Uno dei gol più belli degli ultimi venti anni era qualcosa di semplice e normale per un calciatore che di normale aveva davvero poco.

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