NBA: i Kings corrono sulle ali di Fox e vedono la luce dopo anni bui

I Kings sono la sorpresa di questo inizio e stanno viaggiando ad altissimi ritmi per vincere e divertire, ma dureranno tutta la stagione?

i miglioramenti di Fox e dei Kings Getty Images

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Nel ripercorrere la storia più o meno recente della NBA, è difficile non pensare ai Sacramento Kings di Bibby, Christie, Stojakovic, Webber e Divac, come una delle squadre più spettacolari e belle da vedere degli ultimi trent’anni. Lunghi passatori come Divac, giocatori interni, esterni e sublimi lettori di gioco come Webber, tiratori pronti ad aprire il campo come Stojakovic e Turkoglu e creatori dal palleggio come Bibby e Jackson erano gli ingredienti che sembrano incarnare i presupposti del basket di oggi, ma che arrivarono con vent’anni d’anticipo sulla tabella di marcia.

Da quel tiro di Stojakovic contro i Lakers andato a due metri dal ferro in completa libertà, ci sono state solo delusioni per i Kings, che dapprima hanno provato a ripartire, poi hanno cercato di ricreare la magia rendendo un componente di quei Kings, Vlade Divac, il General Manager sancendo così un tracollo che sembrava non avere fine. Se a questo aggiungiamo un proprietario come Vivek Ranadivè che non fa della linearità uno stile di vita, diventa facile capire che quando hanno sbagliato nel recente passato, lo hanno fatto in modo scenografico.

Ma ora forse è arrivato il momento di cambiare questa percezione. I Kings sono a mani basse la rivelazione di questa prima parte di stagione e se in passato i record strani dopo 15 partite, poi si dissolvevano come neve al sole, ora Sacto si è rimessa ufficialmente sulla mappa NBA grazie all’evoluzione di alcuni giocatori importanti, la sapienza di un coach che aveva già dimostrato a Memphis di saperci fare e una voglia incrollabile di alzare i ritmi.

Hield, Fox e Bogdanovic per un ritmo forsennato anche per l'NBAGetty Images

NBA: corsa contro il tempo

Guardando le partite dei Kings, si nota l’incredibile voglia di questa squadra di correre, di aumentare il numero dei possessi, anche a costo di forzare. L'esuberanza fisica del direttore d’orchestra De'Aaron Fox è quello di cui la squadra si deve nutrire e Joerger, contrariamente al "grit and grind" utilizzato a Memphis, ha sposato alla perfezione.

Sono il giocatore più veloce della lega. Più rapido di Westbrook, Wall o qualunque altra point guard.

De'Aaron Fox ha commentato così il suo talento principale e vedendolo giocare di sicuro si può apprezzare quanto spesso i difensori leggano il suo nome sulla spalle piuttosto che il  numero sul petto dalla velocità con cui li batte dal palleggio. È letteralmente un fulmine che però riesce a incanalare questa sua esuberanza atletica anche all’interno di scarichi e visioni per i compagni, ricordando molto il John Wall di quando i Wizards erano una squadra bella ed efficace. Russell Westbrook al primo faccia a faccia non ha mancato di rimarcargli in faccia quanto pane debba ancora mangiare per arrivare al suo livello, ma Fox è il vero turning point della stagione dei Kings.

La crescita di Bogdan BogdanovicGetty Images

Leadership, ritmo e tiro da tre

Il maschio alfa è sicuramente Fox che, al momento, è in lizza per il giocatore più migliorato della stagione in un’escalation di rendimento che in pochi si aspettavano dopo la stagione da rookie. Il ritmo che imprime ai match, permette ai Kings di essere la prima squadra NBA per punti in contropiede, perché sono in grado di produrne alcuni anche da canestro subito in un’espressione estrema di velocità che è difficile ritrovare anche nell’NBA dall’alto pace factor di questo periodo. Un’altra arma molto importante è il tiro da tre punti, che li vede secondi con il 38% di conversione, su un numero di tiri ancora piuttosto esiguo per gli standard attuali.

Con giocatori come Hield, Shumpert, Bjelica e Bogdanovic sul perimetro, si potrebbe sfruttare di più quest’arma per aprire maggiormente il campo alle scorribande di Fox, ma la mutazione della squadra sta avvenendo e non è detto che nel prossimo futuro non si arrivi a un campo ancora più largo e spaziature migliori (cosa che non sempre eccelle nell’attacco di Joerger). Di certo, dopo anni di buio, scelte dissennate e situazioni di squadra a dir poco surreali, nella capitale della California si ricomincia a vedere la luce. Dire se questa squadra potrà lottare sino in fondo per i playoffs nella tonnara dell’Ovest è molto difficile, ma che si possa fare un bel bagaglio di miglioramenti per il futuro è praticamente certo e da lì basta un’acquisto giusto in estate per cambiare definitivamente la storia.

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