Messi, intervista a 360°: "Con Cristiano Ronaldo duello irripetibile"

Il campione argentino si confessa in una lunga intervista esclusiva a Marca, e chiude all'invito del portoghese che gli aveva suggerito di provare la Serie A: "Non ho bisogno di cambiare, sono nel miglior club al mondo"

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Con l'avvicinarsi della fine di un 2018 che lo ha visto protagonista in negativo dei Mondiali di Russia 2018 ma comunque campione di Spagna con il suo Barcellona e vincitore della quinta Scarpa d'Oro in carriera, Lionel Messi si confessa a 360 gradi in una lunga intervista che lo vede affrontare uno svariato numero di argomenti, dal passato, presente e futuro blaugrana alla rivalità che ha segnato un decennio di cui è stato protagonista insieme a Cristiano Ronaldo, oggi alla Juventus in Serie A.

Il portoghese, già 12 gol nel campionato italiano con la maglia bianconera, lo aveva invitato nelle scorse settimane a fare come lui, cambiare aria, mettersi alla prova in un contesto diverso e magari farlo in Italia per riprendere un duello epocale che ha diviso appassionati, storici e opinione pubblica. Un invito che Messi declina con garbo ma fermamente, affermando di non sentire alcun bisogno di lasciare il club in cui ha trascorso l'intera carriera e che continua a reputare il migliore al mondo.

Non avverto nessuna necessità di cambiare, gioco nella miglior squadra al mondo e le mie sfide si rinnovano ogni anno. Non ho bisogno di cambiare club o campionato per avere nuovi obiettivi: sono a casa mia, non c'è altro posto dove potrei essere più felice. Adesso che lui è in Italia io comunque cerco sempre le stesse cose, le vittorie, i trofei, e cerco di farlo ancora qui, nella mia squadra.

Messi e CR7 in campoGetty Images

Messi a Marca: "Con Cristiano Ronaldo un duello irripetibile"

Messi parla a lungo e volentieri di Cristiano Ronaldo, come l'argentino campione capace di segnare un'epoca: per un decennio, con le maglie rispettivamente di Barcellona e Real Madrid, i due si sono divisi trofei e Palloni d'Oro e hanno spaccato in due l'opinione pubblica tra chi preferiva uno e chi preferiva l'altro. Una sfida stimolante e irripetibile, che la Pulce racconta così.

Il periodo in cui abbiamo giocato nello stesso campionato, inseguendo gli stessi obiettivi ognuno con la propria squadra, è stato molto bello. Cristiano è stato un giocatore straordinario per la Liga e per il Real Madrid e i nostri duelli sono stati molto belli. Non so quanto fossimo coscienti di tutto questo: era una rivalità molto sana, in cui entrambi cercavamo di migliorare noi stessi giorno dopo giorno per avere la meglio sull'altro. Penso sia stato positivo anche per gli spettatori. 

Le parole di Messi esprimono un profondo rispetto per quello che è sempre stato considerato il suo più grande rivale per il titolo di miglior calciatore al mondo, forse persino della storia. Una stima che emerge anche quando gli viene chiesto se CR7 manchi, oggi, al Real Madrid protagonista di un inizio di stagione decisamente sottotono.

A inizio stagione ho detto che il Real Madrid resta un grande club, uno dei migliori al mondo e con molti grandi giocatori. Ma Cristiano è uno che mancherebbe a qualsiasi squadra. Oltre a segnare tanti gol a stagione riesce a dare ai compagni molte altre cose sul campo. Non mi sorprende che manchi al Real, che comunque resta una delle migliori squadre al mondo con grandissimi giocatori.

Dopo essersi a lungo divisi la vittoria del Pallone d'Oro, quest'anno né Messi né Cristiano Ronaldo hanno trionfato, con la vittoria che è andata a Luka Modric. Qualcuno ha parlato della fine di un'era, ma l'argentino non la pensa così.

Sebbene il Pallone d'Oro sia un premio molto rilevante non gli do molta importanza, sapevo che in questa stagione non avevo possibilità di vincere e non mi ha sorpreso il mio quinto posto finale. Ho ascoltato i nomi dei principali favoriti e sapevo che io non avrei potuto vincere, quindi non mi importava arrivare terzo, quarto o quinto. 

I premi individuali, del resto, per la Pulce sono sempre la conseguenza di un lavoro di squadra. Come nel caso della Scarpa d'Oro, la quinta vinta in carriera.

È un bel premio ma è il riconoscimento del lavoro di tutti, come il premio Zamora che va al portiere meno battuto quando in realtà il merito è dell'intera squadra. È un premio per il gruppo e sono felice di averlo vinto ancora. 5 Palloni d'Oro, 5 Scarpe d'Oro...manca la quinta Champions League, è il sogno e l'obiettivo di quest'anno. Vincere è sempre difficile, ma niente è impossibile, e daremo il massimo per centrare tutti i traguardi che ci siamo prefissati.

Messi in azioneGetty Images

"Dembélé un talento straordinario. Il ritorno di Neymar? Lo vedo difficile"

C'è spazio anche per parlare dei giovani. Quelli della cantera da cui lui stesso proviene, i talenti olandesi dati ormai in arrivo al Barcellona e Ousmane Dembélé, prospetto straordinario protagonista di alcune polemiche legate a uno stile di vita decisamente poco sano. Messi dice la sua su tutto senza peli sulla lingua.

Alena, Miranda, Riqui Puig sono talenti di grande qualità, quando ti alleni con loro ti rendi conto che sono giocatori diversi. Il club fa bene a portarli in prima squadra, permette loro di crescere. De Jong e De Ligt sono cresciuti in una scuola, quella olandese, molto simile alla nostra, lavoriamo praticamente allo stesso modo, come noi cercano il possesso, curano la tecnica individuale, sono giovani di grandi qualità, due ottimi calciatori.

Dembélé all'interno del campo ha qualità straordinarie, uniche, è capace di fare tutto quello che vuole e arrivare ovunque, anche essere ovviamente tra i migliori al mondo. È pur sempre un ragazzo che si sta adattando a un nuovo Paese, una nuova città, meno se ne parla e meglio è. Ha già messo la testa a posto, si è reso conto degli errori e questo è importante, è tornato il Dembélé che tutti noi conosciamo e vogliamo. È un bravo ragazzo, e insieme lo aiuteremo a concentrarsi di più sul calcio.

Sempre restando alla stretta attualità, Messi sostiene che la squadra con l'acquisto di Murillo si sia messa al riparo per il calciomercato di gennaio e che non abbia bisogno di nuovi innesti, ma che questi semmai possano provenire dalla cantera che tanto ha dato al club in passato. Tra questi Andres Iniesta, oggi in Giappone.

Andres mi manca dentro e fuori dal campo, erano tanti anni che condividevamo allenamenti, giornate, partite, situazioni. Ma questo è il calcio. Mi piacerebbe anche lavorare ancora con Guardiola, perché è uno dei migliori al mondo, ma la vedo difficile.

Messi e NeymarGetty Images

Difficile come il ritorno in blaugrana di Neymar, attualmente in forza al PSG.

Un suo ritorno lo vedo complicato. Ne sarei contento, siamo amici, abbiamo condiviso molte cose belle sul campo, abbiamo passato tanto insieme, tuttavia credo che sarà difficile che lasci Parigi, che il PSG se ne privi.

PSG che sarà uno degli avversari del Barcellona per la conquista della Champions League. Quale il più temibile?

Il PSG giocava lo stesso giorno nostro e non l'ho visto, ma cojnosco ovviamente i giocatori perché seguo la Ligue 1, anche se è molto diversa dalla Liga. Poi c'è la Juventus, era una squadra già forte prima e con Cristiano Ronaldo sono diventati ancora più forti. Ecco, la Juventus è una grande candidata per la vittoria finale. Il City ha giocatori fortissimi, gioca un calcio di grande qualità, il Bayern è risorto di nuovo...difficile dire chi vincerà, ecco perché la Champions League è una competizione così bella.

E dopo aver benedetto il VAR, accolto inizialmente con scetticismo ma poi accettato e visto come un vero miglioramento per il calcio spagnolo, Messi chiude parlando di priorità.

Da quando sono diventato padre la mia priorità è sempre stata la famiglia. Amo il calcio, vivo di questo e per questo, ma la famiglia è la cosa più importante e verrà sempre al primo posto. Non so cosa faranno i miei figli in futuro, se giocheranno a calcio oppure no, sono ancora molto piccoli. Voglio solo che amino quello che faranno e che trovino la loro strada, mi importa solo che siano felici.

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