Bielsa, letto e fornello al campetto: tutti i segreti del miracolo Leeds

Vita da eremita per El Loco a Thorp Arch. Diete rigide per i giocatori e sessioni di studio. La squadra è prima e i fan sognano il ritorno in Premier League dopo 15 anni.

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Ci sono gli allenatori di calcio, quelli che in Premier League si chiamano manager, e poi c’è Marcelo Bielsa. Lui fa lo stesso lavoro degli altri ma lo fa in modo differente. Non per niente lo chiamano El Loco, il pazzo.

Argentino, di Rosario come Mauro Icardi, El Loco vive per il calcio, allena per vivere o meglio vive per allenare, per insegnare calcio. Una passione esclusiva, ma anche inclusiva, che lui stesso vive in modo maniacale, ai limiti della paranoia.

Riconosciuto universalmente come uno dei massimi esperti e conoscitori del calcio in assoluto, Bielsa gode di grandissima considerazione presso i suoi colleghi. Gente come Guardiola o come Zidane, tanto per dire, a inizio carriera sono andati in pellegrinaggio da lui e tuttora lo venerano come un guru, mentre Pochettino non perde occasione di ricordare che fu El Loco a scoprirlo quando aveva solo 14 anni.

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Bielsa e il Leeds

Un culto, quello bielsiano, che per qualcuno sconfina nell’insondabile. Il tecnico argentino, infatti, pur allenando da quasi quarant’anni, ha vinto pochissimo in carriera, soprattutto in rapporto all’enorme popolarità di cui gode: 3 campionati in patria negli anni Novanta – 2 al Newell’s e 1 al Velez – oltre a un titolo olimpico ad Atene 2004 quando guidava la Seleccion. Nulla in bacheca, invece, dai suoi anni in Europa, dove per la verità, Bielsa non è mai riuscito a fare breccia nei cuori dei presidenti dei top club, forse intimoriti da quel carattere ossessivo o preoccupati da quell’originalità bizzarra e quasi ascetica. Tutti fattori che, fra gli altri, hanno fatto sì che El Loco - a eccezione della brevissima quanto surreale parentesi con la Lazio - si sia misurato in Liga, in Ligue 1 e ora in Championship, ma sempre in club, almeno in quel momento, non di primissimo piano, come Espanyol, Athletic Bilbao, Marsiglia e Lilla.

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Bielsa è famoso per la cura dei particolari

Affascinato e incuriosito ovviamente anche dal calcio inglese, dove mai sarebbe potuto finire uno come lui se non al Leeds United? Miseria e nobiltà fatta squadra, la più odiata di tutta l’Inghilterra, un club al quale sono stati dedicati un libro e poi un film dal titolo che parla da solo - Il maledetto United - il club che vinse tutto con Don Revie e che riuscì a cacciare uno come Brian Clough dopo poco più di un mese, la squadra di angeli dalla faccia sporca, gente come Eric Cantona e Vinnie Jones, Billie Bremner e Jacky Charlton, Joe Jordan e Lee Bowyer e ancora Rio Ferdinand, Robbie Fowler, Lorimer, Viduka, Strachan e tanti altri. Un club che anche grazie ai suoi cattivi ragazzi ha fatto la storia del calcio. Il Leeds è così: o lo ami o lo odi.

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Bielsa alla guida dell'Argentina. Fra i tanti campioni riconoscibili nella foto, spicca quello con codino e mani sui fianchi. È un pupillo del Loco: sì, è proprio Mauricio Pochettino

Nobile decaduto, ha lasciato la Premier League nel 2004, è sprofondato fino negli inferi della League One, ha conosciuto traversie societarie e finanziarie e solo da poco sembra aver imboccato la strada giusta. Da quasi due anni al timone c’è l’imprenditore lombardo Andrea Radrizzani che la scorsa estate ha deciso di affidare la squadra, appunto, a Marcelo Bielsa per dare una svolta al cammino dei Whites e, finalmente, l’assalto alla Premier.

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Nulla può distrarre Marcelo Bielsa

I segreti del Loco: letto e fornello al campetto, diete e buon esempio

El Loco ha preso molto sul serio la sua prima avventura inglese. Per prima cosa si è fatto installare un letto e un fornello in uno stanzino del centro di allenamento della squadra di Thorp Arch, ottenendo lo stesso anche per il suo staff, col quale passa le serate in interminabili sessioni di studio fra lavagne, appunti, computer e video. I giocatori vengono pesati ogni mattina e, utilizzando una sorta di scanner, vengono tenute sotto controllo massa magra, massa grassa e massa ossea. Aboliti hamburger, birre e bibite zuccherate, i giocatori sono sottoposti a piani alimentari individuali molto rigidi, con alternanza di proteine e carboidrati, frutta e verdure.

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Grande entusiasmo per Bielsa a Leeds

El Loco poi non lascia nulla al caso: registra ogni seduta di allenamento e la rivede con i giocatori, mostrando loro errori o disattenzioni, li martella con interminabili sedute di tattica, in modo che ognuno sappia sempre dove stare e cosa fare in ogni situazione ed è ossessivo persino sulla lunghezza dell’erba del campo di allenamento. Severo prima di tutto con se stesso, Bielsa si è subito guadagnato rispetto e ammirazione da parte di tutti i giocatori - fin da quando in preseason si mise con loro a raccogliere i rifiuti intorno al campo di allenamento - come dimostrano le parole del centrocampista polacco Mateusz Klich:

È molto severo, ma giusto, con lui è come essere nell'esercito.

La maledizione del 1992 e il sogno dei tifosi

E i risultati gli stanno dando ragione: superato nell’ultimo turno in trasferta anche l’Aston Villa con una rimonta irresistibile – da 2-0 a 2-3 – che lui ha guidato come sempre seduto sul suo secchio rovesciato, il Leeds è sempre primo in classifica, tuttora la miglior posizione di graduatoria mai occupata negli ultimi 14 anni. Ma soprattutto le statistiche dicono che i Whites hanno un possesso palla medio del 63%, sono fra i migliori come differenza reti e hanno una delle difese meno battute.

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Bielsa segue il match contro l'Aston Villa

I tifosi adorano Marcelo Bielsa come un messia e adesso sognano davvero il ritorno in Premier League e sotto sotto non vedono l’ora di sfatare quella che da queste parti sta cominciando a essere guardata come una maledizione, quella del 1992. L’ultimo trofeo del Leeds, infatti, risale proprio al 1992, quando insieme al Charity Shield vinse la First Division, quella che pochi mesi dopo divenne appunto la Premier League. Da allora più nulla è entrato nella bacheca di Elland Road. Ma ora con El Loco tutto sembra possibile.

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