NBA: Nets alla riscossa con Russell, i giovani e tanta Italia

I Brooklyn Nets stanno salendo di prepotenza e stupendo, visto che a Est nulla è precluso con D'Angelo Russell.

Russell leader dei Nets Getty Images

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L'NBA, così come lo sport americano, non avrà mai i classici Barcellona, Real Madrid, Fenerbahce e CSKA, a dominare la scena di altissimo livello ogni anno che le competizioni sono ai blocchi di partenza, perché il sistema è fondato sulla ciclicità, sulle pari opportunità e la valorizzazione di chi si muove bene a livello societario, nel reclutamento dei talenti e nelle mosse di mercato. Ad esempio, è uscita proprio ieri una lettera sul sito The players tribune, dove TJ Mc Connell, giocatore dei Philadelphia 76ers, comunica che il famoso 'Process' è terminato e ora la squadra smantellata e ricostruita per intero da Hinkie è chiamata a svoltare.

Inaspettatamente questo lo si può dire anche dei Brooklyn Nets, che contrariamente a quello che ci si sarebbe potuti aspettare in sede di preview, stanno virando la percezione comune di basse aspettative in una squadra divertente, con il giusto piglio, una serie di ottimi giocatori non solo per il presente e anche un'insospettabile continuità che ora li ha portati ad avere la più lunga striscia di vittorie in vigore nella NBA con sette parti buone del referto consecutive.

La penultima è arrivata contro i Los Angeles Lakers di LeBron James tra le mura amiche e ha avuto come highlight assoluto la stoppata ad altezze siderali di Jarrett Allen proprio contro una schiacciata del re. Per i soli numeri LeBron James ha provato 1850 schiacciate in carriera e solo otto erano state stoppate nei pressi del ferro, ma forse la magia di Allen risulta essere una delle più belle. In apertura di partita questa ha settato subito il tono della competizione.

Scontro ad alta quota NBA tra James e AllenGetty Images

NBA: Russell, la vendetta personale e una stagione da leader

Dopo un match che ha visto alternarsi sul proscenio James, Ball e Kuzma per i gialloviola, assieme a un ottimo Dinwiddie per i padroni di casa, c'è stato il denominatore comune di tutti i 48 minuti che è stato sempre presente come una vera e propria spina nel fianco della difesa di Walton: D'Angelo Russell ha giocato una partita clamorosa sia dal punto di vista realizzativo, che di creazione per i compagni, ma quello che maggiormente salta all'occhio della sua stagione sino a oggi è la capacità di ergersi a protagonista quando serve, a portare leadership e talento, oltre a un pizzico di senso di rivalsa per chi (tanti) lo hanno sempre messo un pò nelle retrovie a livello di valutazione globale.

Contro i Lakers, aveva un motivo in più per fare bene e sono usciti diversi articoli che non solo hanno celebrato il suo dagger che ha mandato i titoli di coda impreziosendo la sua prestazione da 22 punti e 13 assists, ma hanno anche fatto capire che, sebbene lui difficilmente lo ammetterà, questa partita aveva un quid di personale e voglia di vendetta sportiva contro la squadra che lo ha scaricato. Questo sentimento, però, spesso porta a scarsa lucidità, invece Russell ha aggiustato questo suo lato usando il rispetto come motivazione, ma senza farne un'ossessione e traendone così il miglior basket di carriera.

Tanta Italia a Brooklyn, eccellenza spesso sottovalutata

Nel parlare d'Italia in NBA si ricordano spesso solamente i giocatori come Gallinari e Belinelli, ma dietro la rinascita dei Nets dalle ceneri post scambi scellerati di qualche tempo fa, ci sono due menti italiane: Gianluca Pascucci e Simone Casali. Pascucci è director of global scouting dei bianconeri ed è contento della stagione sia dei nuovi volti come Allen, Harris, a suo modo Dinwiddie, ma soprattutto di un D'Angelo Russell sempre più in ascesa, mentre Simone Casali è scout per la franchigia ed è spesso in giro per il mondo a cercare nuovi talenti. Entrambi ormai sono ben conosciuti a partire da Milano dove hanno vissuto anni importanti della loro carriera, che hanno poi condiviso anche in quel di Houston prima di approdare nella Grande Mela.

Per gli appassionati NBA è stato inaspettato vedere sul TG1 un servizio interamente dedicato a Gianlucacome una delle eccellenze italiane all'estero e nonostante un minuto e mezzo non possa raccontare tutta la vita di un personaggio che ormai è un veterano NBA, fa capire quanto sia importante la sua figura, visto che forse in RAI l'ultimo speciale sul basket risalisse a Michael Jordan. Abbiamo sempre, per cultura, la tendenza a prenderci dei meriti patriottici, ma in questo caso si può dire che la ripartenza verso l'eccellenza dei Nets abbia davvero testa e mani anche italiane.

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