Fassone fa causa al Milan: "Il licenziamento fu un atto ritorsivo"

L'ex amministratore delegato rossonero porterà in tribunale il club chiedendo di annullare il suo allontanamento di agosto: prima udienza domani.

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La lunghissima telenovela che ha raccontato gli sconvolgimenti societari del Milan di questi anni sembra essersi definitivamente chiusa in estate con il passaggio del club nelle mani del presidente Scaroni e del fondo Elliot. Eppure il capitolo della gestione precedente deve ancora chiudersi totalmente.

Una delle "vittime sacrificali" di questa operazione fu Marco Fassone, sollevato per giusta causa dall'incarico di amministratore delegato dalla società rossonera lo scorso agosto dopo l'annuncio ufficiale del cambio di proprietà, con un duro comunicato che evidenziava le colpe maturate durante l'esperienza milanese.

Ora però il dirigente, che ha sempre contestato le modalità di questo licenziamento, sembra essere tornato alla carica: stando a quanto riportato dall'agenzia ANSA, Fassone avrebbe fatto causa al Milan per chiedere di annullare la decisione del suo allontanamento considerata un "atto ritorsivo" nei suoi confronti.

Milan, Fassone denuncia la societàGetty Images

Milan, Fassone fa causa al club per il suo licenziamento

L'indiscrezione spiega che Fassone voglia portare in tribunale il Milan per le motivazioni che lo hanno portato al licenziamento: la linea difensiva, rappresentata dall'avvocato Francesco Rotondi, sostiene che il club gli abbia offerto la somma di 2,5 milioni di euro per andar via spontaneamente da Milano in data 21 luglio.

Il suo rifiuto avrebbe convinto la società a licenziarlo con un comunicato che spiegava come la causa della decisione fosse invece la "negligenza rispetto agli interessi del club" mostrata da Fassone nel periodo passato in dirigenza. Questo comportamento viene giudicato ritorsivo dalla difesa dato che l'unica motivazione per l'allontanamento dall'incarico di amministratore delegato sarebbe stata il suo no all'offerta di transazione.

La prima udienza potrebbe tenersi già domani di fronte al giudice del lavoro di Milano Luigi Pazienza che avrà il compito di analizzare le ricostruzioni dei fatti portate dalle entrambe le parti. I tempi del procedimento non saranno brevi ma se il ricorso fosse definitivamente accettato, il Milan potrebbe essere costretto a reintegrare Fassone in dirigenza.

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