Calciomercato: ecco i 466 milioni spesi da Mourinho al Manchester United

In due stagioni e mezza il portoghese ha fatto investire quasi mezzo miliardo al club, a fronte di poco più di 100 milioni di cessioni. Pogba l'acquisto più costoso.

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Poche ore di differenza gli hanno evitato la beffa della ricorrenza. Il 17 dicembre 2015 José Mourinho era stato allontanato dal Chelsea: prontamente rientrato nel calciomercato degli allenatori, a fine stagione era passato al Manchester United, che lo ha esonerato la mattina del 18 dicembre 2018.

Un triennio travagliato e turbolento, un amore mai sbocciato con lo spogliatoio, con i tifosi ma anche col club, all'interno del quale permanevano molte resistenze sulla sua scelta, da parte di una buona fetta del management che non lo riteneva caratterialmente adatto, per modi e atteggiamenti, a farsi carico della pesante eredità di Alex Ferguson.

Nonostante questo, la società ce l'aveva messa tutta, almeno dal punto di vista economico, per andare incontro alle richieste di quello che, fateci caso, ormai nessuno chiama più seriamente lo Special One. Nel primo calciomercato, quello del 2016, i Red Devils avevano investito ben 185 milioni di euro, superati dai quasi 200 dell'anno scorso e calmierati, infine, dall'ottantina abbondante della stagione in corso.

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Calciomercato, Manchester United: spesi 466 milioni con Mourinho

Un totale di 466 milioni spesi dal Manchester United in due stagioni e mezza con Mourinho, a fronte di 116 ottenuti dalle cessioni: un passivo di calciomercato pari a 350 milioni, in cambio di un'Europa League e due Coppe nazionali. Volendo mettere il dito nella piaga, risulta impietoso il confronto col Real Madrid che magari adesso starà anche attraversando un momento di difficoltà, ma nello stesso periodo vanta un saldo attivo acquisti-cessioni per 68 milioni sul mercato e in bacheca ha messo i 6 massimi trofei internazionali, 1 Liga e 1 Supercoppa di Spagna.

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Maltempo in tutti i sensi fra Mourinho e Pogba

2016, l'arrivo di Pogba

Sa di beffa anche il fatto che il giocatore più insistemente voluto e corteggiato da Mourinho, Paul Pogba, arrivato nel calciomercato estivo 2016, oltre a essere stato l'acquisto più costoso - 105 milioni - del suo periodo al Manchester United, si sia anche rivelato per lui il più difficile da gestire, portando allo scoperto quei problemi a entrare in empatia con lo spogliatoio già emersi al Real Madrid. Nella prima metà della sua carriera infatti - fra i 39 e i 47 anni ha allenato Porto, Chelsea e Inter - i suoi giocatori stravedevano letteralmente per lui. Poi è probabile che il gap generazionale sempre maggiore, insieme all'ispessimento di certi lati più spigolosi del suo carattere, abbiano contribuito a ribaltare gli equilibri. Lo confermano anche gli esiti degli altri due acquisti "pagati" di quell'anno: Mkhitaryan, preso dal Borussia Dortmund per 42 milioni è durato un anno e mezzo, mentre Bailly, costato 38, è lentamente scivolato nel dimenticatoio. Diverso, invece, il rapporto con Ibrahimovic, che lo conosceva dai tempi dell'Inter e arrivato a parametro zero, come diversa è stata la sua resa - 29 gol e 10 assist in 53 partite - guastata solo da un grave infortunio.

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2017: Lukaku e non solo

Inferiore alle attese pure l'acquisto più costoso della seconda stagione di Mou allo United. Pagato 85 milioni di euro all'Everton, non si può dire che Romelu Lukaku abbia steccato nei Red Devils, ma nemmeno che abbia reso quello che da lui era lecito aspettarsi. Da mani nei capelli, poi, il rendimento offerto da Alexis Sanchez, arrivato in inverno per 34 milioni: 4 gol in 30 match e la colpa non è solo degli infortuni. Gli altri acquisti della stagione: Matic dal Chelsea per 45 milioni e Lindelöf dal Benfica per 35.

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Mourinho e Lukaku

Gli ultimi acquisti: mistero Fred

Un calciomercato in tono minore, almeno per modo di dire, con "soli" 82,7 milioni spesi l'estate scorsa. Ma non mancano i punti interrogativi: da segnare in bold il nome di Fred, acquistato dallo Shakhtar Donetsk per 59 milioni e ben presto dotato di un abbonamento alla panchina prima, e alla tribuna poi. Difficile, invece, giudicare Diogo Dalot, il terzino destro portoghese classe 1999 pagato 22 milioni al Porto e tornato a disposizione solo da un paio di settimane dopo una sfortunata serie di infortuni. Gli errori di Mourinho, insomma, sono evidenti, ma Woodward conosce anche le colpe della società e sa che in futuro qualcosa dovrà cambiare: la gestione dell'affaire Pogba insegna.

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Mourinho e i Red Devils ai saluti

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