Europa League, per la Lazio il NoDo Siviglia: li guida André Silva

Ai sedicesimi, i biancocelesti se la vedranno con la seconda della Liga: ecco la stagione e la formazione tipo degli andalusi, i precedenti e gli ex della sfida.

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È il sedicesimo di finale più sexy di questa Europa League. Una sfida che Simone Inzaghi si sarebbe augurato di affrontare più in là, almeno non prima dei quarti. E invece l'urna di Nyon si è divertita ad accoppiare due squadre che, per ambizioni e rosa, puntano alla prossima Champions League: Lazio-Siviglia sarà il piatto forte del primo turno a eliminazione. I biancocelesti, secondi nel proprio girone, si erano già preparati mentalmente a pescare una big: i pericoli numero uno, Chelsea e Arsenal, sono stati evitati. Ma gli andalusi erano appena un passo indietro, nella seconda fila dei clienti scomodi.

Per gli spagnoli, parla innanzitutto la tradizione: con 5 edizioni in bacheca, i rojiblancos sono il club più vincente della seconda competizione europea. Tra il 2013 e il 2016 sono stati capaci di trionfare addirittura tre volte consecutive, migliorando l'accoppiata centrata tra il 2005 e il 2007. La Lazio li affronterà all'Olimpico il 14 febbraio, prima di volare in Spagna per il ritorno del 20 febbraio.

Ma la squadra di Pablo Machín gonfia il petto anche per un presente niente male: in Liga sono secondi con 31 punti, alla pari dell'Atletico Madrid e ad appena tre lunghezze dal Barcellona capolista. E nelle scorse settimane, i Nervionenses hanno anche assaggiato il primo posto: un piazzamento conquistato nel girone europeo, ai danni del Krasnodar battuto proprio all'ultima giornata. Ecco perché il Siviglia rappresenta un vero e proprio NoDo, come la parola che campeggia nello stemma del comune andaluso (sta per Nomine Domine). Per la Lazio, la scommessa è quella di riuscire a scioglierlo per volare agli ottavi.

Europa League, Lazio-Siviglia la supersfida dei sedicesimiGetty Images
Il Siviglia, osso duro per la Lazio: la squadra di Machin è seconda in Liga, a tre punti dal Barcellona

Europa League, Lazio: ti aspetta il Siviglia

Dalle parti del Sanchez-Pizjuan, la stagione passata sembra lontana anni luce. Berizzo-Montella-Caparros: tre allenatori per riuscire a centrare il minimo indispensabile, il settimo posto in campionato che ha garantito quantomeno i preliminari di Europa League. L'avventura dell'Aeroplanino, in particolare, ha viaggiato su due binari opposti: deludente in Liga, sorprendente nelle coppe. In Champions League, gli andalusi eliminarono agli ottavi il Manchester United di Mourinho, fermandosi poi ai quarti contro il Bayern Monaco. In Copa del Rey, Montella centrò la finale: il 5-0 inflitto dal Barcellona macchiò però un cammino tutto sommato esaltante.

Da quest'anno, sulla panchina dei biancorossi, c'è però l'allenatore rivelazione della scorsa Liga: Pablo Machín, l'eroe di Granada. È lui il tecnico che ha condotto il piccolo club catalano per la prima volta nella massima serie iberica, per poi guidarla fino a un ottimo e insperato 10° posto. Una doppia impresa che ha portato il presidente Carmona ad affidargli il rilancio del suo Siviglia. E il tecnico 43enne ci sta riuscendo alla grande, nonostante un inizio di stagione che non prometteva nulla di clamoroso: dopo aver perso la Supercoppa, ancora una volta contro il Barça, i Nervionenses hanno perso il derby con il Betis alla terza giornata. Poi un altro ko con il Getafe, prima di cominciare a fare sul serio: il 3-0 al Real Madrid del 26 settembre rimane la più esaltante delle 9 vittorie centrate in queste prime 16 giornate. Con 29 reti all'attivo, hanno il secondo miglior attacco della Liga: i 16 gol subiti sono invece da quarta difesa del campionato.

L'allenatore del Siviglia, Pablo MachínGetty Images
Dopo le due stagioni straordinarie al Granada, Pablo Machín sta convincendo tutti anche al Siviglia

In Europa, il cammino è iniziato invece da lontano: ad agosto il Siviglia ha eliminato in serie l'Ujpest, lo Zalgiris e il Sigma Olomouc. Tre giri lanciati che li hanno proiettati al Gruppo J con Krasnodar, Standard Liegi e Akhisarspor. Esordio col botto (5-1 contro la formazione belga), poi il ko in casa dei russi: un passo falso che gli andalusi hanno vendicato nell'ultima partita del girone. Il 3-0 casalingo ha permesso loro di raggiungere a 12 punti proprio il Krasnodar e di superarlo grazie alla differenza reti negli scontri diretti.

Siviglia, la formazione tipo

Dalla sua fortunata esperienza al Granada, Machín ha portato con sé il modulo-marchio di fabbrica: il 3-4-1-2. I giocatori simbolo della rinascita sono soprattutto quattro: Ever Banega, Pablo Sarabia e la coppia d'attacco André Silva e Wissam Ben Yedder. L'ex centrocampista dell'Inter è tornato a essere un tuttocampista determinante, tanto in fase di non possesso che in quella realizzativa: con 4 reti è il capocannoniere del Siviglia in Europa, in tandem con Ben Yedder.

Wissam Ben Yedder ed Ever BanegaGetty Images
Ben Yedder e l'ex interista Banega sono i capocannonieri di Europa League del Siviglia

Il goleador stagionale è però Sarabia, la vera stella dell'undici andaluso: 15 reti tra campionato e coppe, una maturità ormai raggiunta appieno per il 26enne ex canterano del Real Madrid. È lui la mina vagante che sfrutta gli spazi aperti dai due attaccanti eletti: da una parte Ben Yedder, già a quota 13 centri, dall'altra André Silva. L'ex milanista è il capocannoniere rojiblanco in Liga: 8 gol finora, quattro volte quelli segnati lo scorso anno nella nostra Serie A. Simone Inzaghi dovrà tenere d'occhio anche il "vecchio" Jesus Navas, che sulla destra si alterna con l'olandese Quincy Promes. Nella rosa del Siviglia non manca poi un pizzico d'Italia, di Palermo soprattutto: Franco Vazquez e Simon Kjaer sono gli ex rosanero ormai in pianta stabile nel capoluogo andaluso.

Ecco allora la formazione tipo di Machín (3-4-1-2): Vaclik; Mercado/Kjaer, Carriço, S. Gomez; J. Navas/Promes, Banega, R. Mesa/F. Vazquez, Escudero; Sarabia; A. Silva, Ben Yedder.

I precedenti: Maradona vs Gazza e Monchi in porta

Tra Lazio e Siviglia non esistono precedenti in gare ufficiali. Le tre amichevoli, disputate tra le future rivali di Europa League, non mancano però di offrire spunti interessanti. La prima risale al 25 giugno 1957, nell'ambito di una tournée ambientata in Brasile: nello stadio Pecaembù di San Paolo, i biancocelesti vinsero 3-0. Finì 1-1 il 10 novembre 1992, nel gran galà del Sanchez-Pizjuan: nella serata organizzata per festeggiare l'arrivo in Andalusia di Diego Armando Maradona, brillò la stella di un altro simbolo dell'accoppiata genio & sregolatezza come Paul Gascoigne. L'ultimo incrocio è datato 23 agosto 1996, quando gli andalusi conquistarono ai rigori il trofeo Osama: a difendere i pali del Siviglia, in un remoto antipasto di derby, c'era Monchi.

Quanti ex nella Lazio

L'attuale direttore sportivo della Roma, prima di salutare il suo Siviglia, portò a termine un'operazione di mercato per cui i tifosi laziali gli sono ancora riconoscenti: il passaggio di Ciro Immobile in biancoceleste. L'attaccante campano è uno dei quattro giocatori della Lazio con un passato in biancorosso. Il più fresco è Joaquin Correa: il Tucu ha salutato il Siviglia proprio la scorsa estate, dopo due stagioni in chiaroscuro.

L'esperienza di Martin Caceres risale invece al 2010: il difensore uruguaiano sarebbe rimasto in Andalusia fino al gennaio 2012, prima di fare ritorno alla Juventus. E poi c'è Luis Alberto, che nella cantera del Siviglia è cresciuto e porta ancora oggi quel club nel cuore. Anche il suo vecchio club non l'ha dimenticato, tanto da bussare alla porta di Lotito durante l'estate passata. E non è da escludersi un nuovo tentativo, chissà se già nella vicina finestra di gennaio.

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