Champions League, alla scoperta del Porto: l'avversario della Roma agli ottavi

A Nyon la Roma pesca l'avversaria più abbordabile della prima fascia. Ma il Porto è anche qualità, fisico, dinamismo. E in mezzo c'è Herrera, obiettivo di mercato.

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Sia benedetta l'urna di Nyon. La Roma pesca il Porto e le reazioni non possono che essere di grande soddisfazione, non tanto perché i portoghesi siano un'avversaria particolarmente abbordabile o perché ci sia poco rispetto dell'avversario, ma semplicemente in virtù del fatto che i giallorossi hanno scampato ostacoli ben più proibitivi. Prendere il Porto non significa affatto poter sottovalutare questa doppia sfida: in passato la Roma ha già trovato i portoghesi sulla propria strada in Champions League e le cose non sono andate benissimo.

Detto ciò, bisogna anche contestualizzare il momento nel quale le due squadre vengono sorteggiate contro. Innanzitutto va detto che per una valutazione più oggettiva è necessario capire come le due compagini arriveranno a fine febbraio. La Roma in questo momento non se la sta passando affatto bene. Le ultime deludenti uscite hanno portato Di Francesco a essere scaricato da una grossa fetta di ambiente giallorosso. Per questo bisogna capire e valutare se e quanto il tecnico sia in bilico: non passa giorno infatti che i media non riportino nomi di eventuali suoi sostituti, un fattore che ha probabilmente contribuito a mandare ulteriormente in confusione lo stesso Di Francesco.

Ma la Roma, anche quella di oggi, ha le carte in regola per ben figurare contro un Porto che sì, andrà preso con le molle, ma è comunque una squadra approdata agli ottavi di finale di Champions League vincendo un girone particolarmente morbido, in cui si è messo alle spalle Schalke 04, Lokomotiv Mosca e Galatasaray. Contestualmente, la squadra allenata da un ex laziale Sergio Conçeiçao sta facendo molto bene in campionato, dove attualmente è prima in una Superliga molto equilibrata.

il tecnico del Porto, Sergio ConçeiçaoGetty Images

Champions League, Roma: ti aspetta il Porto

Come detto in precedenza, il Porto al momento occupa il primo posto in Superliga, torneo locale che i Dragoni hanno vinto otto volte negli ultimi tredici anni, interrompendo il dominio quadriennale del Benfica al termine della passata stagione. Normalmente il campionato portoghese è roba a due, ma quest'anno anche Sporting Lisbona e Braga stanno girando su numeri importanti: per questo il Porto, contrariamente al passato campionato, non può permettersi di concedere qualcosa in patria per concentrarsi sulla Champions League.

È però altrettanto vero che andare avanti nella massima competizione continentale permetterebbe alla società di fare cassa e continuare il processo di costruzione avviato nell'ultimo lustro. Il Porto, come la maggior parte di società portoghesi, fa affari con la Gestifute di Jorge Mendes, il che canalizza particolarmente il mercato verso un certo target di giocatori. In Champions League i ragazzi di Sergio Conçeiçao hanno disputato un buon girone, vincendolo con 16 punti frutto di 5 vittorie e 1 pareggio. Un percorso quasi netto, che permette al Porto di essere l'unica squadra assieme a Bayern Monaco, Ajax e Lione a non aver ancora mai perso.

Dopo il pareggio di Gelsenkirken, i Dragoni hanno infilato cinque vittorie di fila regolando 3-1 e 4-1 la Lokomotiv Mosca, per poi battere due volte di fila il Galatasaray (1-0 e 3-2) e spazzare via lo Schalke 04 all'Estadio do Dragao, dove il Porto ha vinto 3-1 dominando la partita in lungo e in largo. Decisivi, in questo frangente, i gol di Eder Militao, Corona e Marega, questi ultimi due tra le stelle di questa squadra.

Il Porto festeggia un gol durante la Champions LeagueGetty Images

Porto, la formazione tipo

Il Porto gioca un 4-3-3 con una vocazione particolarmente offensiva. Per Sergio Conçeiçao tutto gira attorno alla vena e alla qualità del centrocampo, il reparto che - quando è in serata - fa girare la squadra al meglio. I migliori interpreti della compagine portoghese giocano proprio nel cuore dei Dragoni. La figura più importante è quella di Danilo Pereira, gigante d'ebano che il tecnico ha piazzato davanti alla difesa come unico mediano, emulando un po' il Fernandinho "guardioliano". Pereira garantisce muscoli, centimetri ed equilibrio, ma soprattutto si completa molto bene con i due interni di centrocampo che si muovono al suo fianco.

Il primo è Hector Herrera, messicano che in Italia conosciamo molto bene perché da tempo sembra essere entrato nelle grazie di Inter e della stessa Roma. Herrera è un pericolo costante per le difese avversarie a causa del suo movimento costante in verticale e alla sua capacità di andare al tiro da fuori area. La Roma dovrà cercare di arginarlo al meglio per disinnescare le sue botte dalla distanza, peculiarità che ha anche il suo collega Oliver Torres. Centrocampista acquistato dall'Atletico Madrid, Torres è il cervello della mediana nonché uno dei migliori giocatori della Superliga portoghese. In questa prima parte di Champions League si è messo in mostra per le sue prestazioni, tutte di grandissimo spessore.

Dietro invece è Iker Casillas a comandare le operazioni. Il portiere spagnolo, a 37 anni, al Porto sta vivendo una seconda giovinezza dopo essere stato cacciato dal Real Madrid. Casillas ha recentemente battuto il record di presenze in Champions League, un traguardo incredibile al quale verranno presto aggiunte altre due tacche. Davanti a lui giocano due centrali molto forti fisicamente, ma anche discretamente lenti. C'è Felipe, il comandante della retroguardia, e poi c'è Eder Militao, talento brasiliano che piace molto a Mourinho. La Roma dovrà giocare sulla loro lentezza per trovare le chiavi utili ad affondare il colpo. La difesa è completata da due terzini dalle spiccate qualità offensive. A destra gioca Maxi Pereira, nazionale uruguagio tutto grinta passato alle cronache per il suo "tradimento" al Benfica, mentre a sinistra si posizione l'ex interista Alex Telles, rinato con la maglia del Galatasaray e tornato ai massimi livelli al Porto.

Il tridente offensivo è composto da Yacine Brahimi, Jesus Corona e Moussa Marega, un trio che tocca due continenti in quanto a nazionalità e che, sorprendentemente, non è il più prolifico del campionato portoghese. Brahimi è algerino e gioca a sinistra: le sue principali qualità sono la rapidità nello stretto e l'attitudine all'assist. A destra invece agisce Corona, messicano tatticamente molto simile a una seconda punta per movimenti e per come attacca la porta, autore già di tre gol in questa Champions League. Marega, infine, è il terminale offensivo, un centravanti molto fisico che non viaggia su medie realizzative straordinarie ma è bravissimo ad aprire spazi per gli inserimenti dei compagni di squadra. A lui Fazio e Manolas dovranno fare particolarmente attenzione.

PORTO (4-3-3): Casillas; Maxi Pereira, Eder Militao, Felipe, Alex Telles; Herrera, Danilo Pereira, Oliver Torres; Corona, Marega, Brahimi.

Eder Militao festeggia un gol con i suoi compagniGetty Images

I precedenti

Roma e Porto si sono trovate contro per un totale di quattro volte nella loro storia. I primi due incontri si giocarono nel 1981/82 all'interno della Supercoppa Europea, allora organizzata tra più squadre. La Roma perse 2-0 in Portogallo a causa dei gol segnati da Mick Walsh e José Alberto Costa, mentre la partita di ritorno in programma all'Olimpico terminò 0-0.

Più recenti e dolorosi gli ultimi due precedenti, legati all'edizione 2016/17 di Champions League, quando i giallorossi incontrarono i portoghesi ai playoff venendo eliminati e precludendosi così la possibilità di approdare alla fase a gruppi. L'andata, giocata a Oporto, terminò 1-1 grazie a un autogol segnato dai portoghesi pareggiato nella ripresa dall'ex milanista André Silva. Lo psicodramma avvenne però all'Olimpico: Felipe portò in avanti l'allora squadra allenata da Nuno in avvio di partita, ma a cavallo tra i tempi De Rossi ed Emerson si fecero espellere, spianando la strada alla vittoria del Porto che, nel finale, dilagò con Layun e Corona.

  • Roma 0-0 Porto (Supercoppa 1981/82)
  • Porto 2-0 Roma (Supercoppa 1981/82)
  • Porto 1-1 Roma (Champions League 2016/17)
  • Roma 0-3 Porto (Champions League 2016/17)

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.