Roma, in città spuntano decine di striscioni contro Pallotta

La contestazione, figlia dei risultati della squadra al di sotto delle aspettative, era cominciata già dopo la sconfitta in Champions League a Plzen e si è ripetuta nella notte precedente alla gara dei giallorossi contro il Genoa.

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Clima teso in casa della Roma alla vigilia della sfida casalinga contro il Genoa che, in caso di vittoria, potrebbe permettere ai giallorossi di sorpassare il Torino sconfitto nel derby e, a seconda del risultato di Atalanta-Lazio, valere un sesto posto importante anche dal punto di vista morale nella rincorsa a una qualificazione in Champions League al momento lontana 5 punti.

Un piazzamento, l'ottavo posto attuale a ridosso del Natale, che in estate non era certo stato preventivato né dalla società né dai tifosi: una parte di questi aveva già fatto rumore nei giorni scorsi, esponendo poi nella trasferta di Plzen in Champions League un eloquente striscione che contestava duramente l'operato della dirigenza e chiedeva al presidente James Pallotta addirittura di lasciare.

Una provocazione a cui l'imprenditore americano aveva reagito minimizzando e con sarcasmo e che ha portato a una nuova e più vibrante contestazione nella notte precedente alla sfida di Serie A contro il Genoa: in città sono apparsi decine di striscioni - chi dice più di 50, chi addirittura un centinaio - rivolti direttamente a Pallotta, nuovi inviti a lasciare la Roma, di cui è presidente dal 2012, e andarsene, tornare in America. Ma anche vere e proprie minacce alla persona, come riportato dal Messaggero.

Roma, tifosi contro il presidente PallottaGetty Images

Roma, nella notte decine di striscioni in città contro Pallotta

Non è la prima volta che James Pallotta si trova ai ferri corti con una parte della tifoseria. Era già accaduto ad esempio nel 2015, quando in seguito alla chiusura della Curva Sud a causa degli striscioni che offendevano la mamma di Ciro Esposito, tifoso napoletano accoltellato a Roma in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, si era rifiutato di presentare ricorso definendo gli autori del gesto "idioti bastardi".

Anche allora l'operato del presidente giallorosso era stato messo in dubbio, ma stavolta al centro della contestazione ci sarebbero i risultati della squadra e soprattutto le prospettive future: parte dei tifosi sarebbe infatti convinta che alla proprietà americana manchi la vera ambizione di lottare per qualcosa di importante. Lo dimostrerebbero le ultime sessioni di calciomercato, che hanno visto partire giocatori di peso e arrivare nella Capitale giovani prospetti che in alcuni casi hanno avuto un rendimento deludente.

E così, mentre Eusebio Di Francesco stenta nel trovare un equilibrio alla Roma, la contestazione cresce: non basta aver centrato la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League, non basta essere comunque in corsa per un quarto posto che era l'obiettivo minimo stagionale e che è tutt'altro che sfumato, né la fantastica cavalcata nella più importante competizione continentale per club della scorsa stagione, fermatasi soltanto a un passo dalla finale.

No, per questi tifosi Pallotta deve lasciare, colpevole di non aver portato a casa trofei e di non avere investito a sufficienza nella squadra. Difficile che ciò avvenga, il presidente ha dimostrato già in passato di essere tipo da non accettare alcun tipo di intimidazione, ma certo è che questo clima infuocato non potrà fare bene a una squadra che è ancora in cerca di sé stessa e il cui futuro, dunque, sembra tutt'altro che sereno. Nella sfida contro il Genoa di Preziosi - che a proposito ha definito il suo collega giallorosso "troppo distante" da squadra e città - sono in tanti a sperare in delle risposte.

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