16 dicembre 2007: 11 anni fa l’ultima vittoria “mondiale” del Milan

La squadra guidata da Ancelotti, con un Kakà in forma da Pallone d’oro, battè prima i giapponesi dell’Urawa Red Diamonds e poi il Boca Juniors, aggiudicandosi il suo ultimo trofeo mondiale.

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Al 45’ della finale di Champions League fra Milan e Liverpool nel maggio del 2005, la prima edizione della nuova Coppa Intercontinentale, meglio definibile come Mondiale per Club, vedeva partecipare senza dubbi la squadra rossonera. Il Milan vinceva 3-0 e si dice che qualcuno negli spogliatoi aprì una bottiglia per festeggiare e magari qualcuno già si immaginava nel freddo Yokoama nella seconda metà dicembre dello stesso anno. Ma i sogni si infransero presto, i Reds recuperarono e poi vinsero ai rigori. Il Liverpool andò in Giappone ma perse in finale contro i brasiliani del San Paolo.

I ragazzi di Ancelotti si ripresero lentamente dallo shock, nell’attesa di poter rigiocarsi la rivincita, che arrivò prestissimo, solo due anni dopo nella finale di Atene di nuovo contro il Liverpool. La risolse Pippo Inzaghi con una doppietta e il Milan, dopo aver vinto la Supercoppa europea contro il Siviglia per 3-1, a dicembre partì per il Giappone per giocarsi il Mondiale per Club.

La competizione vide prima una partita di qualificazione per i quarti fra gli iraniani del Sepahan e i neozelandesi del Waitakare United, vinta dagli asiatici, la cui corsa però finì ai quarti contro i padroni di casa dell’Urawa Red Diamonds. Nell’altro quarto invece i tunisi dell’Etoile du Sahel batterono 1-0 i messicani del Pachuca, partiti con il vantaggio del pronostico. Dal 12 dicembre iniziarono le semifinali, momento in cui scendono in campo le favorite del torneo, la squadra europea e quella sudamericana.

Alessandro Nesta portò il Milan in vantaggio per 2-1 contro il Boca Juniors al Mondiale per Club 2007Getty Images
Nesta segnò uno dei suoi pochi gol in carriera nella finale del Mondiale per Club 2007 contro il Boca Juniors.

Kakà inarrestabile e Inzaghi cinico vinsero l’ultimo “mondiale” del Milan contro il Boca Juniors

Il 12 dicembre 2007 il Boca Juniors affrontò l’Etoile du Sahel nella prima semifinale. Gli argentini avevano vinto la Copa Libertadores contro i brasiliani del Gremio grazie ad un Juan Riquelme spaziale che segnò la doppietta decisiva all’Olimpico di Porto Alegre. Per il Boca fu una semifinale molto difficile, decisa da Neri Cardozo.

Il Milan affrontò i giapponesi dell’Urawa Red Diamonds. I rossoneri tennero il controllo del match per tutta la durata dell’incontro, ma non riuscivano a sfondare. Ci provò prima Pirlo su punizione da 40 metri, con la sua solita parabola piena d’effetto, poi Ambrosini di testa, mettendo al lato un colpo di testa dopo un calcio d’angolo. Fra primo e inizio secondo tempo continuarono a sbagliare Gilardino e Seedorf, senza andare in gol. Il vero problema per i giapponesi era che non riuscivano in nessun modo a tenere Kakà, il quale al 68’ spaccò di nuovo la difesa e servì Seedorf che questa volta appoggiò in rete. La finale del Mondiale per Club 2007 che tutti ipotizzavano adesso si poteva giocare.

Il 16 dicembre 2007, all’International Stadium di Yokoama, scesero in campo Boca Juniors e Milan con l’undici titolare per entrambe le squadre a disposizione. Gli argentini avevano Paletta-Maidana in difesa, Banega era il cervello, mentre Battaglia ci metteva la corsa e la garra. In attacco Rodrigo Palacio e Martin Palermo si intendevano ormai a meraviglia dopo tanti anni insieme.

Il Milan invece schierava ancora Nesta e Maldini al centro, Gattuso era l’alter ego di Battaglia per grinta ed energia, mentre il fosforo era tutto nei piedi di Pirlo. Nel modulo ad albero di Natale di Ancelotti, i due dietro la punta erano Kakà e Seedorf, con Inzaghi centravanti, tornato per la finale dopo vari problemi fisici. Proprio Superpippo al 21’ sbloccò le marcature, grazie ad un’azione insistente di Kakà, ma gli argentini risposero subito, pareggiando con Palacio.

La partita continuava a farla il Milan ma il primo tempo terminò in parità. Dopo solo cinque minuti della ripresa su punizione battuta da Pirlo, la palla arriva a Nesta che stoppa di coscia e spara un bolide sotto la traversa della porta di Caranta. Un gol pesantissimo per un calciatore che poche altre volte ha segnato gol così importanti. Anche per la difesa argentina, Kakà è incontrollabile e dopo 9 minuti va in gol saltando secco un avversario grazie alla sua elegante e incomparabile andatura con il pallone incollato al piede.

Dopo 10 minuti segnerà ancora un altro gol Pippo Inzaghi, che in queste partite avevano una fame di gol insaziabile. L’autogol finale di Ambrosini, su tiro di Pablo Ledesma, che poi vedremo al Catania, serve solo a fissare il risultato finale sul 4-2. Il Milan di Berlusconi era ancora una volta campione del mondo.

Nel 2007 quel Milan era davvero perfetto e il nostro intero calcio luccicava, dopo la vittoria dei Mondiali dell’estate precedente. Nessuno immaginava che quella vittoria del 16 dicembre di undici anni fa doveva essere l’ultima vittoria “mondiale” rossonera, con la squadra che da quel momento in poi ha iniziato una lenta discesa verso l’anonimato in Italia e in Europa. La prematura uscita dall’Europa League di quest’anno dimostra come la strada rossonera verso quei fasti passati è ancora molto lunga.

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