Serie A, nuovo stadio per Milan e Inter: sul tavolo tre progetti

Le due società stanno definendo le ultime strategie per presentare il progetto definitivo del nuovo stadio al Comune di Milano. Beppe Sala: "Collaborazione totale".

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Uno stadio per due. No, non si tratta del titolo del nuovo cinepanettone natalizio, ma del probabile destino di Inter e Milan che, nei prossimi giorni, potrebbero dare un'accelerata decisiva alla questione stadio. Una questione complessa, già ampiamente dibattuta in varie sedi, nelle quali le società hanno quasi sempre trovato ostacoli e ostilità da parte della burocrazia. D'altronde si sa: studiare soluzioni volte a migliorare il proprio prodotto, come in questo caso la progettazione di un nuovo impianto, è facile solamente sulla carta. Poi, e qui viene il bello, bisogna anche agire. E qui casca l'asino, perché negli ultimi anni le due società milanesi - tra le più influenti di tutta la Serie A - più volte hanno abbozzato discorsi riguardanti i rispettivi nuovi stadi, ricevendo - chi più e chi meno - solo delle porte sbattute in faccia.

Questo fino a pochi giorni fa, quando i due club hanno firmato un protocollo di intesa col quale hanno dato il via allo studio di un progetto per un impianto in condivisione sulla falsariga di San Siro, nel quale le due milanesi giocano da ormai parecchi decenni. L'intento è quello di accellerare le pratiche e chiarire gli ultimi dubbi sul come procedere prima di fine anno, quando i rappresentanti di Inter e Milan incontreranno il sindaco della città Beppe Sala, al quale dovranno fornire un punto della situazione chiaro e conciso per permettere anche al comune di capire la serietà del progetto.

L'idea originale, una volta concordata la volontà delle due società di procedere a braccetto, è sempre stata quella di rimodernare lo stadio Giuseppe Meazza. Se ne parla da tempo, per vari motivi: in primis perché comunque rimanere a San Siro permetterebbe a Inter e Milan di intervenire solo parzialmente a livello economico, visto che l'unica operazione da fare sarebbe quella di ridurne la capienza (che passerebbe dai 65mila di oggi a circa 60mila) tramite l'abbattimento totale di quello che oggi è il terzo anello. Il che, tradotto in soldoni, significherebbe un esborso di circa 100 milioni di euro contro i 500 necessari per partire da zero.

Lo stadio Giuseppe Meazza di MilanoGetty Images

Serie A, Inter e Milan studiano soluzioni per la vicenda stadio

Poi c'è anche la questione sentimentale: San Siro rappresenta un pezzo di storia del calcio italiano e uno dei teatri storici della nostra Serie A, quindi andarlo a perdere così sarebbe davvero un peccato. A questo avevano già pensato entrambe le società che, in virtù di ciò, avevano studiato un progetto per risistemare il Meazza, ricevendo anche l'ok del Comune di Milano. Qualche settimana fa, infatti, questa ipotesi sembrava l'unica sul tavolo, come confermato dallo stesso Sala:

L'accordo con Milan e Inter è quello di arrivare a una decisione definitiva entro dicembre: so che hanno già avviato una collaborazione per pianificare le prossime mosse. Restare a San Siro? Per me è l'opzione numero uno, ma faremo delle attente valutazioni qualora ci dovessero essere delle nuove proposte.

Qui entra in scena Ivan Gazidis. Il nuovo amministratore delegato del Milan, un po' a sorpresa, pochi giorni fa ha aperto all'ipotesi della costruzione di un impianto nuovo di zecca, in modo da cominciare da zero un percorso condiviso con l'Inter nel quale accontentare le esigenze di entrambi i club. Gazidis, che ha vissuto in prima persona il trasferimento dell'Arsenal da Highbury all'Emirates, ha ben presente quali e quanti vantaggi possa portare uno stadio nuovo, costruito secondo le esigenze del calcio business odierno.

Infatti, anche riguardo San Siro c'è da fare un discorso in tal senso: qualora si virasse definitivamente sul suo rimodernamento, dovranno essere chiari alcuni punti. Il primo riguarda la concessione per 99 anni dell'impianto alle due società che, nello stesso tempo, avrebbero diritto anche alle superfici circostanti per lo stesso lasso di tempo. Condizioni irrinunciabili, visto che vicino allo stadio sorgeranno un nuovo centro commerciale e un cinema, con l'obiettivo di far vivere la zona durante tutta la settimana.

Giuseppe Marotta, nuovo amministratore delegato dell'InterGetty Images

La posizione del nuovo impianto: torna di moda l'ex area Falck

Qualora si decidesse definitivamente di ripartire da zero, ecco che andrà innanzitutto individuato il luogo in cui costruire il nuovo stadio. La soluzione migliore sarebbe quella di tirarlo su nell'area dell'ex Trotto, ubicata proprio in faccia a San Siro, per fare in modo che il nuovo cantiere possa andare avanti seguendo delle tempistiche ragionevoli permettendo a Inter e Milan di continuare a giocare la Serie A al Meazza. I terreni per sviluppare un progetto commerciale ci sarebbero e verrebbero dati in concessione alle due società.

Il piano B invece vedrebbe nerazzurri e rossoneri fare le valigie per trasferirsi a Sesto San Giovanni, nell'ex area Falck, dove ci sono diversi terreni di proprietà privata già provvisti di licenze commerciali. In tal senso sarebbe un'opzione molto stuzzicante, ma bisogna anche considerare il fatto che nel 2015 il Comune di Milano ha aperto una stazione della metropolitana proprio davanti a San Siro, all'interno di un processo di rimodernamento della zona. Ovviamente il tutto è stato fatto principalmente per facilitare i tifosi nel raggiungere lo stadio e diminuire il traffico nelle zone limitrofe. Qualora Inter e Milan andassero via, la zona perderebbe un bel po' di potenziale.

L'obiettivo di Sala è quello di risolvere la questione nel minor tempo possibile, andando incontro alle esigenze delle due società:

Noi siamo pronti ad ascoltare chiunque e siamo aperti a qualunque formula. L'importante è arrivare ad avere uno stadio funzionale come quelli che ci sono nelle più grandi città europee. Il Comune ha fatto la sua parte, adesso tocca a Inter e Milan mettersi d'accordo.

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