Cristiano Ronaldo: il 14 gennaio ci sarà la ratifica dell'accordo col fisco

L'avvocato del portoghese punta a far accettare quattro reati fiscali che porterebbero a una condanna a due anni di carcere, emendabili con 375mila euro.

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I guai giudiziari di Cristiano Ronaldo non sono ancora finiti. Il polverone di Football Leaks, la mega-inchiesta del pool di diverse testate europee con a capo der Spiegel e per l'Italia l'Espresso, aveva investito anche lui.

Reati fiscali e persino accuse di violenza sessuale - con annesso tentativo di tacitare tutto con pagamento di somme di denaro - ne avevano almeno in parte offuscato l'immagine e, secondo alcuni, avevano in qualche modo influito anche sulla sua decisione di lasciare la Spagna.

Ora, con le indagini dei giudici americani sul caso Mayorga apparentemente in standby, si riaffaccia la vicenda del suo controverso e difficile rapporto con il fisco spagnolo.

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Cristiano Ronaldo: secondo alcuni la vicenda col fisco spagnolo avrebbe contribuito all'addio al Real Madrid

Cristiano Ronaldo: il 14 gennaio la ratifica dell'accordo col fisco spagnolo

La Audiencia Provincial, infatti, ha citato Cristiano Ronaldo a comparire lunedì 14 gennaio a Madrid per ratificare davanti al giudice l'accordo raggiunto con il Tesoro dopo essere stato accusato di aver frodato 14,7 milioni di euro. Il giocatore ha già liquidato la multa con il Tesoro - la maggior parte pagata il 6 agosto, quando "ha immesso" 13,4 milioni nelle casse pubbliche - ma ora deve comparire per la ratifica definitiva.

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Secondo quanto sostiene As, su suggerimento del suo avvocato Antonio Choclán, CR7 riconoscerà la propria colpevolezza in quattro reati fiscali che porterebbero a una condanna a due anni di carcere. Condanna che non lo porterebbe effettivamente in carcere, in quanto, grazie alla condizionale, i due anni sarebbero emendabili dietro il pagamento di 375mila euro. Sempre Choclan sta lavorando perché Cristiano Ronaldo possa seguire l'udienza in teleconferenza da Torino, secondo la volontà dello stesso giocatore, come ha fatto proprio nei giorni scorsi con un altro suo assistito, Coentrao, indagato dal fisco iberico per lo stesso reato.

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