Formula 1, il circuito di Monza cambia look: piano da 100 milioni

Il circuito di Monza si prepara a festeggiare il centenario con un investimento da 100 milioni. Per il tempio della Formula 1 previsti l'allargamento della pista, l'eliminazione di una chicane e il ritorno alla vecchia Lesmo 2.

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La costruzione dell'autodromo di Monza risale al 1922 ad opera dell'Automobile Club di Milano per commemorare il 25esimo anniversario dalla fondazione. Il parco era di proprietà dell'Opera Nazionale Combattenti che subito appoggiò il progetto e, dopo la nascita della SIAS (Società incremento automobilismo e sport) a capitale privato, fu dato il via ai lavori che durarono appena 110 giorni. Era il terzo circuito permanente al mondo dopo quello di Indianapolis e di Brooklands, quest'ultimo ormai inesistente dai tempi della Seconda Guerra mondiale.

Nel 2022 il circuito di Monza, tappa ormai storica della Formula 1, festeggerà il centenario e per la grande occasione ha deciso di rifarsi il look. L'obiettivo è di eliminare una delle tre chicane e ritornare al disegno originario della seconda curva di Lesmo per aumentare la velocità di percorrenza. Ma nel piano da 100 milioni di euro sono previsti una serie di interventi che porterebbero l'impianto brianzolo in linea con gli standard internazionali.

Tra gli interventi previsti l’allargamento di tutta la pista a 12 metri come richiesto dalla FIA, la costruzione di nuovi sottopassi per l’accesso al paddock, il rifacimento della tribuna centrale che risale agli anni '40, nuovi servizi igienici, il riutilizzo dell’anello di alta velocità. Ma bisognerà fare prima i conti con la riformulazione della Convenzione con il Consorzio Parco (i comuni di Milano, Monza e la Regione Lombardia) e il contratto con Liberty Media, che scade nel 2020, per continuare ad ospitare il Mondiale di Formula 1.

Il circuito di Formula 1 a MonzaGetty Images

Formula 1, cosa prevede il progetto da 100 milioni

Il circuito di Monza si gioca un carta importante, perché basare il Gran Premio d'Italia solo su una questione di storia e tradizione rischia di scadere nel tempo. C'è la necessità di innalzare gli standard qualitativi dell'autodromo se non si vuole che la concorrenza sempre più agguerrita un giorno soffi via la tappa dal calendario. L'unico nodo da sciogliere è l'accordo con la Regione e i Comuni, nella speranza che la burocrazia italiana non logori il progetto.

Il piano prevede l'eliminazione della prima o seconda variante, il ripristino del raggio originario della seconda di Lesmo, modificato forzatamente nel 1994 per rispondere alle norme di sicurezza, irrigidite dopo la tragedia di Senna a Imola. Un disegno che sarebbe molto gradito dai fan e innalzerebbe il livello di adrenalina, con le monoposto di Formula 1 che arriverebbero a velocità più sostenuta all'Ascari, ma di conseguenza andrebbero allargate anche le vie di fuga, con conseguente abbattimento di alberi. Nei 100 milioni sono compresi anche una sede stradale aumentata a 12 metri su tutta la pista: fino ad oggi la pista ha beneficiato di una deroga per via dell'anzianità, ma il regolamento imporrebbe questo intervento. I lavori prevedono anche l'allargamento e una netta divisione dei percorsi di accesso al circuito per veicoli e pedoni, oltre al ripristino dell’ingresso e dell’uscita della storica soprelevata.

Promotore di questa grande opera è Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci e azionista di maggioranza della società (la Sias) che gestisce l’autodromo. L'intento è di stanziare un accordo a lungo termine con Liberty Media in modo da giustificare questo investimento notevole. Dopo un vertice in Regione sono stati stanziati solo 15 milioni di euro, ma è già un primo passo avanti. Il secondo sarà la riformulazione della Convenzione per chiudere l'accordo con gli organizzatori del Circus.

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