Champions League, Messi e altri dieci: la top 11 della fase a gironi

Alla fine della fase a gironi di Champions League è tempo di tirare le prime somme. Nella migliore formazione domina ancora Messi, ma c'è anche un italiano.

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Sono partite in trentadue, sono rimaste in sedici. La fase a gironi della Champions League è andata in archivio e, contrariamente alle ultime edizioni, non ci sono state grosse sorprese. Le grandi d'Europa hanno tutte passato il turno e nel 2019 si ritroveranno di fronte per giocarsi il più importante titolo continentale. I verdetti dell'ultimo turno ci hanno restituito una situazione abbastanza equilibrata che, in chiave vittoria finale, ci sarà più chiara soltanto dopo il sorteggio degli ottavi di finale.

Intanto è molto interessante notare come l'Inghilterra, uno dei paesi top ranking al via, abbia rischiato di vedere uscire alla prima fase una grossa fetta del proprio contingente. Tottenham e Liverpool hanno strappato il pass per gli ottavi di finale solo all'ultima partita, mentre le due di Manchester hanno avuto più di qualche difficoltà a blindare la qualificazione. Da una parte lo United ha addirittura rischiato grosso, salvato solo dal successo estemporaneo in casa della Juventus, mentre i cugini del City – inseriti probabilmente nel girone più complicato di tutti – il primo posto se lo sono dovuti sudare fino alla fine.

Eppure l'Inghilterra è l'unico paese a portare avanti tutte le proprie rappresentanti. In questa speciale statistica, gli inglesi sono seguiti a ruota dalla Francia, che per strada ha perso il Monaco ma può continuare a sperare di fare bene grazie a Lione e soprattutto PSG. Anche la Spagna porta avanti tre squadre su quattro, con le tre grandi che proseguono il loro cammino e il Valencia che retrocede in Europa League. A ruota seguiamo noi, con due squadre su quattro, e poi la coppia formata da Olanda e Portogallo, con una sola superstite a testa. Queste sono dunque le migliori sedici d'Europa, ma quali sono stati i migliori giocatori della prima fase? Ve lo diciamo noi, schierandovi il nostro 4-2-3-1 ideale.

Champions League, la top 11 della fase a gironi: in porta c'è Alisson

La scelta del portiere è stata molto complicata. Alla fine si è deciso di premiare Alisson, estremo difensore del Liverpool nelle cui mani passa buona parte della qualificazione agli ottavi di finale dei Reds. La sua prestazione contro il Napoli è stata monumentale, corredata da un autentico miracolo su Milik.

Più in generale, Alisson rappresenta uno degli investimenti più azzeccati degli ultimi anni e, come ormai sembra palese, il brasiliano vale tutti i centesimi sborsati in estate dal Liverpool. Il suo arrivo ha dato tranquillità e consapevolezza a un reparto che oggi è tra i migliori d'Europa. A margine, meritano una menzione Roman Burki e Wojciech Szczesny: il primo è stato il portiere meno battuto dell'intera fase a gruppi, chiudendo peraltro con cinque cleen sheet su sei, mentre lo juventino – con le sue parate - ha dimostrato di essere l'erede designato di Gigi Buffon.

Il centrale del Liverpool, Virgil Van DijkGetty Images

In difesa fisico, esperienza e un po' di bianconero

C'è stato un tempo in cui ci si chiedeva per quale motivo gli inglesi non comprassero difensori forti o, in alternativa, perché spendessero così tanto per gente inadeguata. Domande che si sono spente nel momento in cui il Liverpool ha acquistato Virgil Van Dijk, centrale olandese pagato a peso d'oro dal Southampton in quanto pallino di Jurgen Klopp. Van Dijk è il classico esempio di leader difensivo: sa fare tutto, lo fa bene e se il Liverpool ha cominciato a subire meno gol, il merito è soprattutto di questo gigante con le trecce che con la sua presenza ha permesso a un talento come Alexander-Arnold di crescere e a gente come Joe Gomez e Robertson di sembrare giocatori da top club. In molti si ricorderanno di lui solo per l'intervento killer su Mertens, ma Van Dijk fino a oggi ha giocato una Champions League perfetta.

Vicino a Van Dijk abbiamo deciso di schierare Giorgio Chiellini, autore di alcune prove impressionanti, in particolare nella partita di Old Trafford contro il Manchester United. Chiellini è come il vino, migliora col tempo. Questa stagione l'ha iniziata benissimo e non è un caso che, quando Allegri ha deciso di tenerlo a riposo (Young Boys al ritorno), la difesa bianconera sia andata maggiormente in difficoltà. Tempo fa si diceva che i suoi limiti fossero mascherati dalla qualità di Bonucci e Barzagli, ma vedendolo oggi qualcuno probabilmente dovrà ricredersi.

Manuel Akanji, 23enne del Borussia Dortmund, ricopre il ruolo di terzino destro in questa formazione tipo. Partiamo subito col dire che Akanji è principalmente un difensore centrale, ma la sua duttilità è tale da poterlo adattare anche a destra. Di origine nigeriano, ma nato e cresciuto in Svizzera, Akanji è arrivato al BVB durante la scorsa sessione di mercato, acquistato per oltre 21 milioni di euro dal Basilea. Nazionale svizzero, i suoi punti di forza sono il fisico e la capacità di giocare in uno contro uno, ma recentemente ha migliorato anche la velocità nel breve, il che lo rende un marcatore molto efficace.

Sull'out mancino spazio a un altro giocatore del Borussia Dortmund. Si tratta di Raphael Guerreiro, autore di 4 gol in 6 partite distribuiti equamente tra Atletico Madrid e Monaco. Guerriero è uno dei mancini più impattanti d'Europa: pur essendo portoghese di nascita, la sua parabola calcistica si è sviluppata principalmente in Francia tra Caen e Lorient, club dal quale il BVB lo ha comprato per 12 milioni di euro. Va in scadenza nel 2020, quindi ben presto potrebbe diventare un'ottima occasione di mercato.

Lo spagnolo David Silva, centrocampista del Manchester CityGetty Images

Qualità e duttilità nella mediana tutta spagnola

Davanti alla difesa privilegiamo la qualità. Il primo nome da spendere è senza dubbio quello di Sergio Busquets, un centrocampista spesso troppo sottovalutato in paragone all'apporto che regala in termini di equilibri al Barcellona. Busquets ha giocato una prima fase praticamente perfetta, scendendo in campo in tutti e sei i match dei blaugrana ma, soprattutto, entrando nella top 3 delle speciali classifiche legate ai chilometri medi corsi in 90 minuti e ai palloni recuperati per partita.

Busquets è da sempre un pallino di Pep Guardiola. Fu infatti il tecnico catalano a lanciarlo definitivamente nel Barça e, sempre Guardiola, lo ha più volte richiesto in fase di mercato, prima al Bayern Monaco e poi al Manchester City. Nei Citizens si disimpegna, e bene, David Silva, il secondo giocatore scelto per completare il centrocampo di questa speciale formazione.

Il canario ha segnato tre gol in questa fase a gironi, ma al di là di questo si è affermato come uno degli interni di centrocampo più affidabili nel panorama europeo. A 32 anni Silva sta completando la sua maturazione tattica, fatta di spostamenti continui in giro per il campo volti a sfruttare la sua qualità nel giocare con la palla al piede. Guardiola lo ha capito e lo ha trasformato, allungandogli ulteriormente la carriera.

Lewandowski esulta dopo un gol all'AjaxGetty Images

Attacco stellare da 22 gol totali

Lionel Messi ha giocato solo quattro partite, saltando i due match contro l'Inter. Nonostante ciò ha segnato 6 gol, continuando così la sua scalata nella classifica dei bomber storici della Champions League. Il Barcellona ha comunque vinto il suo girone mettendo insieme 14 punti, alla pari del Bayern e sotto al solo Porto, che però era inserito in un raggruppamento decisamente più semplice. L'argentino non ha fatto mancare il suo apporto, prendendo di mira in particolare il PSV, giustiziato con una tripletta all'andata e con una bellissima rete nella gara di ritorno.

Di gol ne ha segnati solo 3 Kylian Mbappé, giovane fenomeno del PSG che però in questa prima fase di Champions ha evidenziato una crescita esponenziale dal punto di vista tattico. Dal post Mondiale in poi, Mbappé è sembrato trasformarsi in un giocatore meno anarchico e più collaborativo, una condizione necessaria se si gioca con due campioni come Neymar e Cavani al proprio fianco. Mbappé potrebbe addirittura essere il giocatore in grado di spezzare gli equilibri una volta che la competizione sarà arrivata alle sue fasi decisive. Per questo Tuchel lo considera inamovibile, più di tanti altri giocatori presenti nella rosa del PSG.

Nel 4-2-3-1 scelto per la formazione tipo di questa prima parte di Champions c'è spazio anche per Dusan Tadic, uomo simbolo della rinascita dell'Ajax, trascinato agli ottavi di finale grazie soprattutto alle giocate del fantasista serbo. Tadic ha segnato 5 gol, tre dei quali fondamentali per il passaggio del turno, dato che l'ex Southampton ha prima evitato la sconfitta dei suoi in casa del Benfica e poi ha giustiziato l'AEK Atene a domicilio con una doppietta. Giocatore di classe assoluta, Tadic è rientrato in Olanda in estate dopo un'esperienza in Premier League. Scelta, oggi più che mai, azzeccata.

È Robert Lewandowski a chiudere l'undici tipo della fase a gruppi 2018/19 di Champions League. Il centravanti polacco segna tanto e brucia record su record. In tal senso, è molto interessante una statistica: la doppietta contro l'Ajax permette alla punta del Bayern di salire a quota 52 gol in 78 partite a partire dal 2011, anno in cui ha esordito nella massima competizione continentale. Meglio di lui, in questo lasso di tempo, hanno fatto solo Cristiano Ronaldo e Messi. Inoltre, Lewandowski è anche il capocannoniere dell'attuale edizione, con 8 reti segnate in 6 partite. La maggior parte delle speranze di vittoria finale del Bayern passano inevitabilmente da lui.

Formazione tipo (4-2-3-1)

Alisson; Akanji, Van Dijk, Chiellini, Guerreiro; Busquets, David Silva; Mbappé, Messi, Tadic; Lewandowski.

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