Barcellona, l'ex ds Fernandez elogia Dembélé e avvisa: "Il club deve proteggerlo"

Il giovane talento francese alterna magie in campo e un errore dietro l'altro fuori. L'uomo che lo ha portato in blaugrana crede ancora in lui e invita la società a proteggere quello che è un vero e proprio patrimonio.

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Sono settimane ormai che in Spagna, quando si parla di Barcellona, non si parla che di lui: Ousmane Dembélé, straordinario talento che i blaugrana hanno acquistato nell'estate del 2017 per una cifra ben superiore ai 100 milioni e che fino a oggi ha alternato splendide giocate sul campo a un comportamento decisamente poco professionale che più volte ha portato tifosi e persino dirigenti a interrogarsi sul suo futuro.

Alti e bassi, dicevamo. Magie con il pallone tra i piedi alternate a uno stile di vita assolutamente impensabile per uno sportivo: appassionato di junk food e videogiochi, il 21enne Dembélé ha collezionato ritardi in allenamento tanto con il Barcellona quanto con la Francia con cui si è laureato campione del mondo in Russia, disattenzioni imperdonabili anche ai giovanissimi della cantera e che a lungo rischiano di non essere tollerabili ad alto livello.

A tenerlo a galla una qualità tecnica da primo della classe: Dembélé ha senza alcun dubbio le stimmate del fuoriclasse, e l'ultima dimostrazione è arrivata nella gara che concludeva il primo turno di Champions League contro il Tottenham, quando dopo aver riconquistato un pallone a centrocampo è partito verso la porta avversaria con una corsa di 50 metri per poi eludere con un dribbling l'intervento di Winks e infilare Lloris con la rete del momentaneo vantaggio dei catalani. Un gol splendido che ha portato il suo scopritore al Barça, Roberto Fernandez Bonillo, a scendere in campo in sua difesa: il ragazzo è un patrimonio del calcio e del Barcellona e come tale va trattato e difeso.

Barcellona, che gol ha fatto Dembélé!Getty Images
Nonostante si sia parlato di lui più per la sua condotta poco professionale, in questa stagione Dembélé ha dimostrato di avere talento: fino a oggi in 20 presenze ha segnato 9 gol e servito 5 assist.

Barcellona, l'ex ds Fernandez: "Dembélé va protetto"

Ospite del programma "Noche de Champions" l'ex-direttore sportivo del club, sostituito in estate da Eric Abidal e principale responsabile dell'arrivo di Dembélé al Barça, si è esposto sulla situazione del ragazzo, sul suo talento e della nota mancanza di disciplina che lo ha portato a vivere una settimana pazzesca: ritardo agli allenamenti, sessione in solitaria, critiche e uno dei più bei gol della stagione in risposta.

Il gol contro il Tottenham è la chiara dimostrazione del suo talento ed è arrivato dopo che è stato bravo a riconquistare il pallone in pressing, una fase di gioco che spesso viene accusato di non fare. La scorsa stagione ha avuto un grave infortunio, è stato cinque mesi senza giocare e ha subito la forte pressione derivante dalla cifra spesa per il suo acquisto. Si è parlato tanto di lui, ha dovuto sopportare molte cose. Ha avuto dei lampi di classe, ha fatto comunque cose importanti, e in questa stagione è partito bene dopo aver ben figurato ai Mondiali.

Cinquantasei anni, ex centrocampista che in una carriera durata quasi vent'anni ha vestito le maglie di Barcellona (dal 1986 al 1990), Villarreal e Valencia, oltre a quella della Spagna in 29 occasioni - con gli iberici prese parte ai Mondiali di Italia '90 - Roberto Fernandez assicura, avendo vissuto a lungo nel mondo del calcio, di aver visto molti altri giocatori comportarsi come Dembélé senza però che questi venissero trasformati in casi mediatici com'è accaduto all'ex stellina del Borussia Dortmund.

La stampa purtroppo si è fissata con queste sue mancate sveglie, con questi suoi ritardi, ma sono cose che succedono. Ho visto molti giocatori fare gli stessi errori. Stiamo parlando di un giovane, un giovane che commette errori, quando lo abbiamo preso sapevamo di questi suoi comportamenti ma volevamo prenderlo comunque perché ha enormi qualità. È un problema che può essere risolto, avesse avuto 27 anni non lo avremmo acquistato, ma a 21 anni penso che il club abbia la capacità di trovare una soluzione.

La soluzione secondo Roberto Fernandez deve venire dall'interno, dal Barcellona stesso: dal club che dovrà proteggere il ragazzo e aiutarlo a non buttare via il proprio talento e dai leader dello spogliatoio blaugrana che potranno confrontarsi con lui, correggerlo e spiegargli quali sono i particolari che fanno la differenza ad alto livello.

Quello che mi chiedo è perché queste notizie su di lui vengano fuori così velocemente. Dembélé va protetto, è vero che sta commettendo degli errori ma è un patrimonio del club e va difeso nello stesso modo in cui altri giocatori in passato sono stati difesi al Barcellona e in tanti altri club. Ho letto che i leader dello spogliatoio hanno parlato con lui, se è vero è molto importante: alla fine un giocatore capisce molte più cose se arrivano dai propri compagni, campioni esperti da cui potrà imparare molto.

A poco più di 21 anni Ousmané Dembélé è già a una svolta cruciale della sua carriera, quella che potrebbe portarlo a perdersi dietro videogiochi e notti in bianco oppure a trasformarsi definitivamente in un campione, ipotesi tutt'altro che remota considerate le enormi qualità tecniche che ha ricevuto in dono. Le parole di Fernandez sono importanti e il club dovrà fare la sua parte per aiutarlo a maturare, ma alla fine toccherà a lui decidere cosa diventare da grande, se una stella del calcio mondiale o un enorme rimpianto. L'ultima parola sarà la sua, come del resto ha ricordato il tecnico Valverde.

Il caso è chiuso? Non lo so, domani abbiamo in programma un allenamento...

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