MotoGP, peso minimo moto+pilota: Yamaha e Ducati contrari al limite

Da anni si parla di introdurre in MotoGP il limite di peso moto+pilota. Ma Ducati e Yamaha, dirette interessate per la presenza di Petrucci e Rossi, si oppongono all'ipotesi.

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Stessa elettronica, stesse gomme, stesso peso. Periodicamente si parla della possibilità che anche in MotoGP venga introdotto il limite di peso minimo pilota+moto come avviene in Moto3. Una decisione che trova molte voci discordanti, considerando che l'ingresso della nuova norma non sarebbe tanto utile per questioni di sicurezza, quanto per guadagnare in termini di spettacolo.

Fino ad oggi il regolamento ha stabilito un peso minimo relativo esclusivamente alla moto. Nel 2014 era di 160 kg, l'anno seguente è sceso a 158, dal 2017 il peso minimo è di 157 kg. Nelle ultime settimane è tornato in voga l'argomento, ma i piloti di ogni stazza non sono propensi, perché piccoli o grandi hanno punti forti e deboli che si compensano.

Con le nuove gomme Michelin l'usura del posteriore è un problema ricorrente, soprattutto per piloti più pesanti come Danilo Petrucci, che ad esempio con i suoi 77 kg pesa 11 kg in più rispetto a Jorge Lorenzo. In attesa di conoscere le sue prestazioni con il team ufficiale su tracciati con temperature superiori a quelle registrate a Valencia e Jerez lo scorso novembre, il pilota ternano cercherà di perdere peso per non stressare troppo la gomma posteriore e guadagnare qualcosa in termini di aerodinamica.

MotoGP, Paolo CiabattiGetty Images

MotoGP, Ciabatti e Jarvis: "Questa regola non serve"

In vari sport motoristici esiste una regola che prescrive un peso minimo veicolo+pilota, da anni se ne discute anche nella classe regina, ma dinanzi all'ipotesi si alza un muro di opposizioni difficile da sgretolare. Anche da parte di chi potrebbe beneficiare di questa new entry, come la Ducati, che dal prossimo anno avrà in sella Danilo Petrucci, il pilota più pesante della MotoGP, che sta lavorando sul suo stile di guida per preservare il pneumatico posteriore.

Certo, Danilo è uno dei piloti più pesanti in pista, ma non è una novità - ha dichiarato Paolo Ciabatti a Speedweek.com -. Lo è stato per tanti anni e lui è riuscito a dispetto del suo peso a salire sul podio e lottare per la vittoria. Pertanto, a mio parere, non vi è alcun motivo per introdurre una tale regola.

Danilo Petrucci, diretto interessato in questa faccenda, si è detto pronto a dimagrire durante la pausa invernale, ma cercando di non perdere massa muscolare come avvenuto un anno fa. Servirà una dieta intelligente e un approccio diverso alla moto, impresa che dovrà svolgersi in pochi mesi per conquistare la fiducia di Borgo Panigale in tempi brevi e guadagnarsi il rinnovo di contratto entro la prima metà del campionato.

Per il 2018, avevo fatto la dieta durante l'inverno, ma ciò ha comportato che fossi molto debole nei test invernali. Questa volta voglio essere più intelligente e dedicare più tempo a questo.

Sulla stessa frequenza d'onda il parere di Lin Jarvis, Managing Director Yamaha, che pure vanta un pilota "extra-large" come Valentino Rossi, che ha un'altezza superiore alla media con i suoi 182 cm di altezza x 69 kg di peso.

I piloti stessi vedono vantaggi e svantaggi in base al peso. Forse hanno un vantaggio quando si tratta di velocità di punta, ma devono fare uno sforzo maggiore per gestire la moto.

In Yamaha vige una situazione con due piloti come Valentino e Maverick che differiscono notevolmente per peso e altezza, il che potrebbe essere alla base delle divergenze di vedute nello sviluppo, nel bilanciamento e nell'ergonomia della M1. Ma per il team di Iwata il problema non sussiste.

Penso che ogni produttore possa adattarsi facilmente al peso e alle dimensioni dei piloti. Non credo sia davvero necessario introdurre nella classe MotoGP una tale regola. So che se ne parla, ma certamente non troverà il nostro consenso.

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