Serie A, Juventus-Inter: 10 derby d'Italia da ricordare

Dalle prime sfide ai tempi dei pionieri alle recenti gare ricche di campioni e di polemiche, quando scendono in campo bianconeri e nerazzurri l'esito non è mai scontato e spesso non banale.

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Nonostante la storia del calcio italiano sia piena di sfide dal grande significato, quella tra Juventus e Inter resta in assoluto il derby d'Italia, la partita andata in scena più volte e quella che molto spesso ha diviso, trattandosi del confronto tra le due squadre più presenti nella storia della Serie A e più tifate in assoluto.

La Juventus nasce alla fine del XIX secolo grazie all'entusiasmo di alcuni studenti del liceo classico Massimo D'Azeglio di Torino, la prima città in cui il football si è diffuso in Italia: dopo aver assistito alle sfide dei primi pionieri, i giovani decidono di creare una propria società, che dopo mille difficoltà diventerà quella della FIAT, della famiglia Agnelli e dominerà il calcio italiano. L'Inter nasce poco più di 10 anni dopo sulla spinta di alcuni soci dissidenti del Milan, che in disaccordo con la nuova politica societaria che prevedere la messa al bando degli stranieri che hanno fatto grande il calcio italiano e lo stesso club rossonero fondano una società che abbraccerà il mondo intero, l'Internazionale appunto.

E se le prime sfide contro i bianconeri piemontesi non saranno sentite in modo particolare, con il passare degli anni e l'infoltirsi delle rispettive bacheche Vecchia Signora e Beneamata diventeranno sempre più rivali dentro e fuori dal campo, un'inasprimento di toni che permetterà alla sfida di mantenere la dicitura "derby d'Italia" coniata dal grande Gianni Brera nonostante l'avvenuta ascesa nel frattempo del Milan.

Serie A, Rumenigge e Platini in un derby d'Italia-
Karl-Heinz Rumenigge e Michel Platini prima di un Inter-Juventus 4-0 andato in scena nel novembre del 1984.

Serie A, Juventus-Inter: 10 derby d'Italia da ricordare

Tra campionati di prima divisione, Serie A, Coppa Italia, Supercoppa, amichevoli e tornei più o meno minori Juventus e Inter si sono sfidate la bellezza di 279 volte. Il bilancio pende a favore dei bianconeri, che si sono imposti in 121 occasioni contro le 86 in cui la vittoria è andata ai nerazzurri milanesi: 72 i pareggi, ben 750 le reti segnate in totale. Dato che è impossibile riassumere la lunghissima epopea del derby d'Italia, abbiamo cercato di individuare 10 tra le sfide più significative avvenute in oltre un secolo di storia.

Juventus-Inter, il derby d'ItaliaGetty Images

14 novembre 1909, Juventus-Inter 2-0

La prima sfida in assoluto tra Juventus e Inter viene giocata il 3 ottobre 1909 in occasione della Coppa Pagani, un torneo organizzato a Stresa, comune del Piemonte dove si è ritirato il baffuto pioniere juventino Luigi Forlano che nel primo confronto di sempre tra bianconeri e nerazzurri funge da arbitro, circostanza non insolita per l'epoca. La spunta l'Inter con un gol di Ernesto Crespi, giovane che si ritirerà nel giro di un paio d'anni senza aver mai segnato un gol in una gara ufficiale ma che giustamente verrà ricordato per aver segnato la prima rete in assoluto in un derby d'Italia.

La prima partita tra Juventus e Inter in un torneo ufficiale però è quella che mette di fronte le due formazioni il 14 novembre del 1909 per il campionato di Prima Categoria 1909/1910, primo nella storia del calcio italiano a svolgersi con un girone unico e che vede i bianconeri imporsi con un 2-0 "all'inglese", come si dice all'epoca. Mattatore della sfida, con una doppietta, è Ernesto Borel, splendido attaccante dell'epoca che già ha scritto la storia segnando il primo gol juventino nel derby di Torino e poi trascinando ancora i suoi alla prima vittoria contro i rivali granata tra il 1907 e il 1909.

28 novembre 1909, Inter-Juventus 1-0

Al ritorno, che si gioca a Milano due settimane dopo, l'Inter vendicherà la sconfitta imponendosi 1-0 grazie al gol di una delle sue prime bandiere, lo svizzero Oscar Engler, quindi la squadra allenata dal giovanissimo centromediano e capitano Virgilio Fossati concluderà il torneo in testa insieme alla Pro Vercelli mentre la Juventus arriva terza. Per assegnare il titolo è necessario uno spareggio tra nerazzurri e vercellesi, che dopo numerosi rinvii viene giocato tra le polemiche e sempre tra le polemiche consegna il primo Scudetto della sua storia ai nerazzurri.

Il calcio italiano è ancora nella sua epoca pionieristica, lo dimostrano la gestione non ottimale a livello organizzativo della gara che deciderà il campionato e il fatto che la Nazionale debba ancora fare il suo esordio. Nonostante il sentimento internazionalista, nella rosa dei campioni d'Italia, nati peraltro da appena un anno, giocano 12 italiani e 8 svizzeri. 

Inter campione d'Italia 1910-
L'Inter del primo Scudetto, vinto dopo un tumultuoso spareggio contro la Pro Vercelli.

19 marzo 1930, Juventus-Inter 1-2

Il primo campionato di Serie A, quello del 1929/1930, segna naturalmente anche l'inizio delle sfide tra le due squadre che di questa competizione scriveranno più di tutte la storia. E se negli anni la sfida si farà accesa e il bilancio penderà sempre più a favore dei bianconeri, è l'Inter guidata in panchina da Arpad Weisz e in campo dal fenomenale Giuseppe Meazza - per molti il più forte calciatore italiano di sempre - a imporsi nel primo doppio confronto in quello che diventerà ufficialmente il campionato italiano.

La Juventus cade sul proprio campo 1-2 per via delle reti nerazzurre di Meazza e Visentin, che rende vano il gol del momentaneo pareggio bianconero firmato da Della Valle, e cede quindi anche al ritorno con un netto 2-0 firmato da Viani e Leopoldo Conti, capitano nerazzurro famoso per aver ribattezzato lui stesso "Balilla" il giovanissimo Meazza.

Le due vittorie nerazzurre si riveleranno decisive, dato che l'Inter vince il campionato con 50 punti davanti al Genoa e alla stessa Juventus, che chiudono rispettivamente con 48 e 46 punti. Il dominio dei nerazzurri però è destinato a finire, e contemporaneamente al loro declino dalla stagione successiva sarà proprio la Juventus a emergere come forza dominante, iniziando a costruire il suo mito con la vittoria di 5 Scudetti consecutivi.

Meazza in azione durante Inter-Juventus, anni '30-

1944, Campionato di Guerra: Inter-Juventus 2-1 e 0-1

Nel 1944 si gioca quello che passerà alla storia come l'unico "campionato di guerra" nella storia del nostro calcio, una formula complicata e gare quasi improvvisate giocate sfidando i bombardamenti degli Alleati mentre Mussolini e il fascismo sono sempre più prossimi alla sconfitta. In questo contesto, pur provenendo da gironi di qualificazione ovviamente diversi, Juventus e Inter trovano il modo di sfidarsi nel gruppo piemontese-lombardo che qualifica una delle tre squadre che si giocheranno la vittoria finale.

Bianconeri e nerazzurri sono due buone squadre, ma quelli sono gli anni del Grande Torino, che proprio sotto le bombe e anche grazie alla protezione garantita ai giocatori dalla FIAT ha cementato un gruppo che si rivelerà invincibile o quasi - il torneo sarà in effetti vinto a sorpresa dai Vigili del Fuoco di La Spezia. Juventus e Inter arrivano alle spalle dei mitici granata e si spartiscono equamente il bottino nei due confronti in scena tra maggio e giugno del 1944: a Milano trionfa la Beneamata 2-1 con gol all'ultimo momento di Gritti, al ritorno la spunta la Vecchia Signora grazie a una rete nel finale di Mario Bo, ex-Inter e Torino.

15 luglio 1945, Inter-Juventus 4-4

L'anno successivo al campionato di guerra l'Italia è completamente cambiata: il fascismo è caduto, Mussolini è morto, la guerra sta ormai per concludersi e con essa il Ventennio che ha segnato la storia del Paese. A Milano Inter e Juventus si sfidano in un'amichevole che si rivelerà spettacolare oltre ogni aspettativa e che ancora oggi rappresenta il pareggio con più gol in un derby d'Italia.

Il primo tempo si conclude 2-1 per i bianconeri, con l'interista Fumagalli che dimezza il doppio vantaggio ospite firmato da Colombi e Vittorio Sentimenti, uno dei membri della celebre famiglia che tanto ha dato al calcio italiano e che nella ripresa colpisce ancora dopo il 3-1 firmato dall'ex Mario Bo. Sull'1-4 la gara sembrerebbe conclusa, ma prima segna Cominelli e poi, in rapida successione dopo l'infortunio dello juventino Varglien, vanno in gol anche Turconi e Candiani. Finisce con uno spettacolare 4-4.

4 aprile 1954, Inter-Juventus 6-0

La Serie A 1953/1954 consegna all'Inter il 7° Scudetto della propria storia, un titolo che arriva con appena un punto di vantaggio sulla Juventus guidata dal grande ex-portiere (campione del mondo nel 1938) Aldo Olivieri. I nerazzurri chiudono in testa con 51 punti, i bianconeri con 50, e anche se la gara decisiva risulta quella persa dai piemontesi in casa dell'Atalanta a 3 giornate dal termine il pesante 6-0 con cui l'Inter regola i rivali, oltre a rappresentare la più netta vittoria nerazzurra in un derby d'Italia, ha sicuramente il suo peso.

Il 4 aprile del 1954 si gioca la 27esima giornata, la Juventus guida la classifica con 39 punti in coabitazione con la Fiorentina, l'Inter è dietro di un solo punto. Gli ingredienti per una partita tesa ed equilibrata ci sarebbero tutti, invece i nerazzurri ottengono la loro miglior vittoria di sempre sui bianconeri: apre Skoglund in sospetto fuorigioco, quindi raddoppia Armano alla mezz'ora. Negli ultimi 25 minuti, complice l'infortunio di Muccinelli che viene spostato all'ala, la Juventus crolla e incassa ben 4 reti: segna ancora Skoglund, quindi Brighenti realizza una doppietta e infine c'è gloria anche per il mediano Nesti.

Inter 1953/1954-

13 settembre 1959, Inter-Juventus 1-4

Se è vero che la Coppa Italia non ha mai esercitato da noi lo stesso fascino che avvolge la coppa nazionale in altri Paesi è altrettanto vero che nell'universo calcistico italiano era inevitabile che anche questa competizione fosse appannaggio di due delle squadre più gloriose. La Juventus ha giocato 18 finali vincendo in 13 occasioni, l'Inter si è invece presentata all'ultimo atto 13 volte alzando il trofeo in 7. Con questi numeri è senz'altro curioso che soltanto in due occasioni il derby d'Italia sia coinciso con la finale del torneo.

In entrambe le occasioni la vittoria è stata appannaggio della Vecchia Signora, la prima addirittura a Milano, in casa dei nerazzurri, e con un risultato che non ammette repliche: in vantaggio già dopo pochi minuti con un imperioso colpo di testa del gigante John Charles, la Juventus dilaga con Sivori e con una doppietta del difensore Sergio Cervato, appena prelevato dalla Fiorentina (con cui ha vinto uno storico Scudetto) e autore di una doppietta su calcio piazzato, prima su punizione e poi su rigore. Il difensore veneto conquista così il suo primo trofeo in bianconero, che aprirà la strada a due Scudetti e a un'altra Coppa Italia.

10 giugno 1961, Juventus-Inter 9-1

Rivali da anni a causa delle rispettive ambizioni di vittoria, a un certo punto della loro storia Juventus e Inter diventano vere e proprie nemiche. Per gli storici e studiosi del calcio italiano l'inizio dell'inasprimento di una rivalità fino a quel momento prettamente sportiva ha una data ben precisa: 10 giugno 1961. Quel giorno la Juventus centra la sua più netta vittoria di sempre contro i nerazzurri che schierano polemicamente una formazione di giovanissimi per protestare contro la FIGC.

Andiamo con ordine: Inter e Juventus sono protagoniste di un appassionante corsa a tre insieme al Milan per il titolo di campione d'Italia, e si dovrebbero sfidare il 16 aprile a Torino in una partita che presto vede la presenza di numerosi tifosi entrati senza biglietto che finiscono per accomodarsi a bordo campo. L'arbitro sembra tollerare la situazione, ma dopo mezz'ora sospende la gara su richiesta dei nerazzurri, che chiedono e ottengono la vittoria a tavolino. L'appello presentato dal presidente bianconero - e della FIGC - Umberto Agnelli cambia però tutto: la gara andrà ripetuta a fine campionato, l'Inter (complice anche una clamorosa sconfitta a Catania) è ormai fuori dai giochi.

Quando il 10 giugno la partita, ormai inutile ai fini della classifica, deve essere recuperata ecco che l'Inter, su indicazione del presidente Angelo Moratti, schiera la giovanissima squadra riserve. Si tratta di una gara naturalmente a senso unico e che non ha alcun senso: permette soltanto a Omar Sivori di eguagliare Silvio Piola come unico calciatore nella storia del calcio italiano ad aver segnato 6 reti in 90 minuti e segna l'addio al pallone di Giampiero Boniperti e l'esordio nell'Inter del giovanissimo Sandro Mazzola, figlio del mitico Valentino leader del Grande Torino.

11 novembre 1979, Inter-Juventus 4-0

Uno dei più grandi cannonieri nella storia recente del calcio italiano, Alessandro Altobelli, detto "Spillo" per la figura longilinea e per la capacità di "bucare" le difese avversarie, ha segnato quasi 300 reti in una carriera che lo ha visto indossare quasi esclusivamente la maglia dell'Inter. Dopo essersi fatto le ossa con le maglie di Latina e Brescia, infatti, Altobelli arrivò a vestire il nerazzurro confermandosi come uno degli attaccanti più forti in circolazione.

Le sue 15 reti nella Serie A 1979/1980 furono fondamentali per la conquista del 12esimo Scudetto nella storia dell'Inter, arrivato con tre punti di vantaggio sulla Juventus di Giovanni Trapattoni stesa un pomeriggio di novembre con un 4-0 arrivato quasi esclusivamente grazie al genio di "Spillo". Dopo aver subito la pressione avversaria nel primo tempo, infatti, l'Inter si portò in vantaggio nella ripresa con un rigore che lo stesso Altobelli si era procurato in uno scontro con Scirea.

Fu l'inizio di uno show che San Siro non avrebbe mai dimenticato e con il bomber nerazzurro assoluto protagonista prima con un gol di rapina, poi con un astuto assist per l'accorrente compagno Muraro e poi con la rete della tripletta personale - e del 4-0 finale - a chiudere un perfetto contropiede. Quasi dieci anni dopo, ormai a fine carriera, Altobelli avrebbe svestito il nerazzurro per vestire il bianconero, un'avventura di fatto mai iniziata e nata a causa dei suoi dissidi con il tecnico della Beneamata Trapattoni, che quel giorno di novembre del 1979 evidentemente non lo aveva ancora dimenticato.

26 aprile 1998, Juventus-Inter 1-0

Dopo anni in cui è sembrata diventare più tiepida, la rivalità tra Inter e Juventus torna a esplodere fragorosamente nella primavera del 1998, quando le due squadre tornano a sfidarsi per lo Scudetto. I bianconeri hanno trovato in Marcello Lippi la guida ideale, e nelle ultime tre stagioni hanno conquistato 2 volte il titolo nazionale e anche una Champions League allestendo un gruppo apparentemente senza punti deboli. I nerazzurri dal canto loro hanno ritrovato un Moratti alla presidenza: è Massimo, figlio di quell'Angelo che ha regalato alla Beneamata il periodo più vincente della sua storia.

Nell'estate del 1997 l'Inter ha sorpreso il mondo acquistando il più forte calciatore in circolazione, il Fenomeno brasiliano Ronaldo, e nonostante un collettivo meno collaudato e forte rispetto a quello juventino sembra capace di lottare fino in fondo per lo Scudetto: alla quart'ultima giornata va in scena un derby d'Italia destinato a essere ricordato a lungo e che vede la Juventus, in vantaggio di un punto e quindi nella condizione di gestire i tempi della partita, passare in vantaggio con una rete di Del Piero.

Sull'1-0 per i bianconeri Ronaldo tenta un affondo in area e si scontra con il difensore bianconero Iuliano: l'arbitro Ceccarini è a pochi passi e non fischia quello che i nerazzurri ritengono un rigore sacrosanto. La Juventus vincerà partita e Scudetto, polemiche feroci nasceranno intorno a un episodio di cui si parla ancora dopo più di vent'anni e che divide le due tifoserie ancor più nettamente di quanto già non fossero divise in passato.

Da quel giorno succederanno molte altre cose, ma la tensione tra Juventus e Inter, le due squadre più amate dagli italiani e per questo protagoniste di quello che il grande Gianni Brera rinominò "Derby d'Italia", non scenderà mai, pronta anzi a esplodere a ogni incrocio, a ogni passo falso dei rivali, a ogni incrocio di mercato. Fino al prossimo episodio.

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