Ronaldo: "Con l'inno della Champions League, qualcuno se la fa sotto"

Il Fenomeno lancia una provocazione ai suoi colleghi di oggi, poi precisa: "Però prendono il pallone e si rilassano".

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Nella settimana di Juventus-Inter e del ventennale del celebre episodio che lo vide protagonista per il calcio di rigore non concesso dall'arbitro Ceccarini ai nerazzurri per l'intervento di Iuliano ai suoi danni, Ronaldo Luis Nazario de Lima, per tutti semplicemente Ronaldo, torna a parlare. La notizia vera è che non lo fa per commentare il derby d'Italia, ma per lanciare una provocazione al calcio moderno, legata alle pressioni che la Champions League comporta.

Una delle più grandi stelle di tutti i tempi per il calcio mondiale, oggi proprietario del Valladolid che naviga in quindicesima posizione della Liga, ha parlato della Champions League e della tensione che gravita intorno alla competizione più prestigiosa nel panorama calcistico europeo dal Messico, dove si trovava come ambasciatore della competizione. Ronaldo ha ribadito che la qualificazione in Champions - che da calciatore il Fenomeno, due volte campione del mondo con il Brasile, non ha mai vinto - è tra gli obiettivi a lungo termine del club di sua proprietà e ha approfittato della platea per lanciare un simpatico messaggio ai calciatori che la giocano oggi.

Parole in punta di fioretto, riferite alla Champions League, che Ronaldo ha disputato con le maglie di Inter, Real Madrid e Milan, senza però mai riuscire ad arrivare fino in fondo. Una competizione che, per ammissione del Fenomeno, permette di vivere emozioni impagabili, già a partire dagli inni nazionali che accolgono l'ingresso in campo dei club.

In quei momenti, quando suona l’inno della Champions i giocatori se la fanno tutti addosso, poi però qualcuno prende il pallone e si rilassa

Ronaldo Luis Nazario da Lima fa un selfie con un giovane tifosoGetty Images
Ronaldo Luis Nazario da Lima fa un selfie con un tifoso del Valladolid

Champions League, Ronaldo la mette nel mirino con il suo Valladolid

Dichiarazioni di chi ha spesso e volentieri avuto a che fare con la pressione, superandola con il sorriso. Nonostante i gravi infortuni alle ginocchia che ne hanno condizionato la carriera, Ronaldo ha messo a segno 414 reti complessive tra club e nazionale - 88 mettendo a sedere il portiere avversario - e ha realizzato ben 15 reti in Coppa del Mondo, secondo solo al tedesco Klose (16). Il brasiliano sa che la classe finisce per prevalere sempre, e per questo, come spiegano le sue dichiarazioni riportate da As, alla fine è sempre il campo a "parlare" e permettere di mettersi le tensioni alle spalle una volta iniziata la partita. Una speranza che oggi, da proprietario del Valladolid, ripone nel suo club.

Nella bacheca del Fenomeno trovano posto, oltre ai due Mondiali vinti nel 1994 e nel 2002, due campionati e due coppe del Brasile con le maglie di Cruzeiro e Corinthians, una coppa nazionale in Olanda con il PSV, una coppa, due supercoppe e una Liga in Spagna tra Real Madrid e Barcellona, oltre alla Coppa delle Coppe con il Barcellona, alla Coppa UEFA con l'Inter e alla Coppa Intercontinentale con il Real Madrid. Numeri e classe che gli consentono oggi di dare consigli ai calciatori di tutto il mondo. Proprio alla categoria dei suoi ex colleghi, Ronaldo si è riferito parlando del comportamento da osservare verso gli arbitri.

Il calcio è cambiato, si spera che i giocatori cerchino sempre di fare del loro meglio e di essere il più onesti possibile dentro e fuori dal campo, collaborando con i direttori di gara.

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