Pelé attacca Messi: "Ha dei limiti, Maradona era molto più forte"

O Rei ne ha per tutti e attacca Messi e Neymar. Di Leo dice: "Sa fare solo una giocata, Diego era più forte". E non fa sconti nemmeno al connazionale.

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Quando parla Pelé è difficile che le sue parole non facciano notizia. O Rei, unico calciatore nella storia a vincere il Mondiale per tre volte, attaccante da oltre mille gol in carriera, è il calciatore del XX secolo per la FIFA, su di lui sono stati scritti libri e girati film. Il più forte di tutti? Per molti sì. Pelé, oggi 78enne, non era banale quando calcava i campi di calcio e non è banale oggi quando decide di rilasciare un'intervista.

Interpellato dal quotidiano brasiliano, Folha de Sao Paulo, l'ex Santos ha toccato diversi argomenti d'attualità, argomenti destinati a suscitare discussioni infinite, perché riaprono confronti su cui il mondo del calcio s'interroga da anni e anni. 

Pelé parla di Messi, di Neymar, del Brasile e di Kylian Mbappé verso cui spende parole importanti, che sanno molto d'investitura. Parla di Maradona con cui spesso in passato si è scontrato e con sui tante volte è stato messo a paragone. Chi è più forte tra O Rei e il Pibe de oro? Chi vince tra Brasile e Argentina? Un confronto mai spento, che appassionerà per sempre gli amanti del calcio. Epoche diverse, contesti differenti e imparagonabili forse, ma talento infinito da entrambe le parti. Questo è indubbio. 

Pelé, parole forti su MessiGetty Images

Pelé, che affondo contro Messi!

Ma il bersaglio principale di Pelé è Lionel Messi. L'attaccante del Barcellona, per la prima volta negli ultimi dieci anni escluso dal podio del Pallone d'Oro, è diventato oggetto di critica feroce da parte della leggenda brasiliana. Un affondo che ha fatto il giro del mondo in poche ore e che farà ovviamente discutere a lungo. D'altra parte parliamo di Messi, di un giocatore che a 31 anni ha già segnato 567 gol con il Barça e che Pelé stesso veva definito il "più forte in circolazione" non meno di due anni fa. Evidentemente, però, la leggenda verdeoro ha una considerazione diversa del calcio di oggi rispetto a quello di ieri e quando gli si chiede chi fosse il più forte tra Messi e Maradona non esita un momento:

Diego era sicuramente più forte. Senza alcun dubbio e anche Beckenbauer e Cruijff erano giocatori eccellenti.

Ma l'attacco a Messi non si conclude qui. Pelé non accetta l'idea che si possa mettere in piedi un confronto tra sé e Leo e spiega il motivo nel dettaglio. Il brasiliano si ritiene più completo e spiega tutti i limiti tecnici che secondo lui rendono l'argentino un giocatore quasi normale:

Come possiamo fare un confronto tra un giocatore che sapeva colpire di testa, che calciava col destro e col sinistro e un altro che invece che calcia solo con un piede, che mette in pratica sempre la stessa giocata e che non sa colpire il pallone di testa?

Un'opinione forte, tranciante. Il paragone tra Pelé e Messi è difficilmente proponibile. Troppo diverso il calcio di oggi da quello di cinquant'anni fa. Troppo diversi i contesti in cui i due calciatori si sono espressi. E sembra ingeneroso dire che Messi abbia dalla sua solo una giocata. 

Pelé rimprovera NeymarGetty Images

O Rei e la critica a Neymar

Ma Pelé non si limita a bacchettare Messi. Ne ha per un altra stella del panorama calcistico di oggi. Il suo connazionale Neymar. Nel mirino di O Rei finisce O Ney, spesso paragonato a Pelé per essere cresciuto nel Santos, per aver dimostrato sin dalla giovanissima età un talento eccezionale. Un talento a cui, però, il 10 del PSG ha spesso associato atteggiamenti censurabili. Simulazioni, provocazioni, un repertorio di comportamenti che lo hanno limitato anche nell'ultimo Mondiale:

Gli ho tirato le orecchie, l'ho incontrato due volte in Europa di recente e gli ho detto quello che penso. È diventato difficile da difendere per certe cose che fa in campo, io gli ho detto che Dio gli ha offerto un grande dono e che spesso è proprio Ney a complicare tutto. Lui è ancora più completo di Mbappé, ma in Europa si parla molto più del francese. 

Il giovane Kylian fa parlare di sé. Del resto ha vinto il Mondiale a 19 anni, Pelé fece meglio vincendolo a 18 anni nel '58 in Svezia e mettendo a segno sei reti in quella edizione, due nell'ultimo atto contro i padroni di casa. Mbappé si è fermato a quattro gol, di cui uno in finale; ma Pelé per lui usa parole dolci, perché O Rei per la prima volta accetta un paragone diretto con un calciatore di oggi: 

Sì mi rivedo in lui, quando penso alla mia gioventù mi rivedo in Mbappé. Non ha ancora 20 anni e ha vinto il Mondiale. Quello tra me e lui è un paragone che sento fare spesso e penso possa essere giusto. 

Bordate a Messi, tirate d'orecchie a Neymar e carezze a Mbappé. Pelé non si smentisce. Non era banale in campo. Non lo è nemmeno a parole. 

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