I cinque dribbling più belli della carriera di Ronaldo il Fenomeno

Quando apparve sul palcoscenico del calcio mondiale, Ronaldo sembrò subito avere qualcosa di speciale. In particolare i suoi dribbling riuscivano ad unire rapidità, tecnica e controllo del corpo in un mix mai più visto.

0 condivisioni 0 commenti

di

Share

Quando noi europei abbiamo visto per la prima volta Ronaldo, ci sembrava davvero un uomo del futuro, un calciatore che non poteva somigliare a nessuno perché era fin dall’inizio di un'altra dimensione. Con il PSV Eindhoven un'idea di Ronaldo qualcuno se l'era fatta, ma erano ancora pochi quelli che potevano assistere alle sue magie con la costanza mediatica di oggi. In maglia Barcellona invece la Ronaldo-mania scoppiò in un istante, perché quel calciatore era troppo diverso dal normale, un turbine di grazia e furia che si vedeva per la prima volta. La televisione non riusciva a contenerne l'energia, tanti erano i watt sprigionati da un motore turbo e allo stesso tempo di ceramica decorata, tanta era la classe che disperdeva mentre volava a 25 all'ora verso le porte avversarie. 

La prima vera volta in cui ci siamo accorti davvero di Ronaldo (in particolare noi italiani grazie alla diretta dell'incontro su TMC) si giocava la la partita valida per la Coppa UMBRO fra Brasile e Inghilterra, a Wembley nel 1995. Il Brasile vinse facile 1-3 e questo giovanissimo centravanti non era classificabile, non potevi pensare di fermarlo nei modi standard. C'erano ovviamente i calci senza tregua, mossa che i centrali Colin Cooper e John Scales quel giorno adottarono largamente, ma la sensazione di aver visto un pezzo di futuro era abbastanza chiara in tutti. 

Quello che ancora oggi fa rimanere sbalorditi guardando il Ronaldo migliore, quello che va dal 1996 al 1999, è la sua tecnica in velocità, che non è il decoro eccelso di Ronaldinho né la sgasata esagerata di Mbappé. Metteva insieme freschezza e potenza atletica devastante in ogni momento del match, controllo totale e quasi irreale del corpo, per cui ogni movimento era sempre teso ad ottenere un vantaggio di cui approfittare con il movimento successivo. E poi grazia tecnica con la quale riuscire a condurre il pallone in mezzo alla buriana dei calci, delle strattonate e delle spinte avversarie. Abbiamo ancora nella testa alcuni dei suoi dribbling più accecanti, eccone i primi cinque per bellezza e fantasia.

I momenti da ricordare di Ronaldo in maglia verdeoro sono davvero tanti.Getty Images
Con il Brasile Ronaldo ha vissuto momenti indimenticabili, vincendo due Mondiali e due Copa America.

I cinque dribbling più belli e stordenti di Ronaldo

La prima magia alle Olimpiadi di Atlanta '96

Quando era al PSV Eindhoven, per fare apprendistato europeo e allo stesso tempo crescere partita dopo partita, il calcio olandese si vedeva davvero pochissimo. Fu per questo che sulla scena mondiale Ronaldo apparve grazie alla sua presenza alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996. Quella era un Brasile deluxe, che insieme al Fenomeno abbinava gente come Rivaldo, Aldair, Bebeto e Roberto Carlos.

Sotto gli sguardi dei pochi americani che andarono alle partite, attratti da sport per loro molto più affascinanti, Ronaldo era esile, leggero, ma anche potente e infaticabile, una sorta di piuma elettrica che non riuscivi mai ad acchiappare. Per capire, basta ammirare questo video in cui si vedono un po' di cose irreali del Fenomeno.

La cavalcata incredibile di Compostela

Alla fine di quell’estate Ronaldo passa al Barcellona che ha schierati in panchina Bobby Robson, José Mourinho e André Villas Boas. Ci mette davvero pochissimo a fare faville e il 12 ottobre 1996 c’è la deflagrazione totale. I blaugrana giocano all’Estadio de San Lázaro di Compostela, inaugurato solo tre anni prima e battezzato dal connazionale Bebeto nella prima partita giocata nel nuovo stadio.

Magari è proprio per la voglia di ricordare il suo grande amico in nazionale verdeoro che Ronaldo prende palla a centrocampo, rompe dei contrasti e poi s’invola. I difensori cercano di fermarlo, provando ad intervenire in qualche modo. Ma quello che Ronaldo non ti fa capire è quando intervenire, ti toglie il tempo e tu inizi ad indietreggiare, fino in area di rigore. Quando poi non hai più scampo, ti lanci in un intervento disperato, ma a Ronaldo basta spostare il pallone e freddarti. Proprio questo accadde quella sera a Compostela.

Il trick che sciocca la difesa super del Parma

Nei suoi anni all’Inter Massimo Moratti è stato aspramente criticato per le sue scelte a volte bulimiche. Troppi talenti in una volta sola, troppa grazia da gestire che spesso non ha portato alla vittoria. Ma tutto si può dire di Moratti tranne che non gli piacesse il meglio del calcio di allora e dobbiamo ancora ringraziarlo per aver portato in Italia un calciatore come Ronaldo, migliorando l’intero movimento.

Premesso questo, ovvio che il presidente dell’Inter si innamorasse al primo sguardo di Ronaldo. E così, dopo un solo anno di Barcellona, per 48 miliardi lo porta a Milano. Anche in maglia nerazzurra quello che è già per tutti il Fenomeno ci mette davvero poco per ambientarsi. Il 1° novembre 1997 c’è una grande sfida di cartello, Inter contro Parma a San Siro. I gialloblu hanno una difesa impenetrabile, con Buffon in porta, Cannavaro, Sensini e Thuram davanti a lui. Dopo averli beffati grazie ad una punizione all’incrocio dei pali, li disorienta con questo trick, che a guardarlo ancora oggi non si capisce come sia fisicamente possibile.

Un ballerino brasiliano nel fango di Mosca

In quella stagione magica per l’Inter, che in campionato termina nel delirante casino di Torino, quando Ceccarini non concede un rigore proprio a Ronaldo dopo uno scontro con Iuliano, per poi concederlo alla Juve nel ribaltamento di fronte, l’Inter fa strada anche in Coppa UEFA. In semifinale la sfida è contro lo Spartak Mosca, l’andata a Sam Siro termina 2-1 per i nerazzurri che riescono a vincere solo grazie ad un gol di Zé Elias all’89’ e così bisogna sudarsela al ritorno a Mosca contro una buona squadra.

Nei giorni che precedono il 31 marzo 1998 era successo di tutto dal punto di vista climatico. Freddo polare, pioggia gelata e molta neve. Il campo che le squadre si trovano sotto i tacchetti al Dynamo Stadium è più una melma che un prato. In questa situazione i russi ci sguazzano e vanno in vantaggio con Tikhonov al 12’. Sembra l’inizio della fine, ma l’uomo che meno avrebbe dovuto essere decisivo in quel contesto, uno nato e cresciuto a Rio de Janeiro, incanta. Prima pareggia su un batti e ribatti in area, poi al 75’ esagera. Si gira di classe su un difensore che lo pressa, scambia con Zamorano ad alta velocità e in una fazzoletto di fango dribbla due avversari e il portiere, segnando a porta vuota.

Un corpo in pieno vortice anche in maglia nera Real

All’Inter purtroppo il prime di Ronaldo dura pochissimo, s’infortuna una prima volta contro il Lecce al tendine rotuleo del ginocchio, poi si infortuna di nuovo e tutti hanno ancora negli occhi la scena terribile vista all’Olimpico contro la Lazio. Va al Real Madrid ma non è più pienamente lui. Nonostante questo segna ancora quasi un gol a partita e piazza giocate e dribbling impossibili per gli altri, molto più sani e in forma del Fenomeno. Un esempio è quella oscillazione rapidissima e folle del corpo e delle gambe che ha sempre stordito tutti i difensori del mondo, fino alla fine della sua carriera. Per vederne un piccolo saggio in maglia Real Madrid, basta andare al minuto 5.45 del video seguente.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.