WWE news: è morto The Dynamite Kid, controverso genio del ring

Il lottatore di origine inglese è stato uno dei wrestler più rivoluzionari della storia. Si è spento a 60 anni dopo innumerevoli problemi di salute.

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Il wrestling, non solo quello WWE, ha perso un altro dei suoi giganti: Tom Billington, meglio conosciuto dagli appassionati con lo pseudonimo di “The Dynamite Kid” si è spento il 5 dicembre all’età di 60 anni dopo un lunghissimo periodo in cui ha lottato contro gravi problemi di salute.

Il lottatore originario del Lancashire passerà alla storia come uno dei wrestler più rivoluzionari di ogni epoca in particolare per le sue capacità sul quadrato. La sua abilità nel fondere i vari stili della scuola britannica, canadese, giapponese e messicana segnerà un epoca influenzando generazioni intere di superstar a venire.

Billington è però stato anche un personaggio estremamente controverso, forse il simbolo più noto dell’ossessione di alcuni lottatori per il wrestling che lo ha portato letteralmente all’autodistruzione.

WWE, è scomparso The Dynamite KidYouTube - WWE

WWE, la carriera di The Dynamite Kid

Tom Billington nasce in Inghilterra nel 1958 e dimostra subito grande attitudine per lo sport a livello scolastico. Pur non avendo eccezionale stazza (non supererà mai i 175 cm) gli anni passati a praticare ginnastica, boxe e lotta libera ne evidenzieranno l’atletismo e la forza fisica spropositata per un ragazzo della sua taglia.

Pur di evitare di rimanere nel Lancashire e lavorare nelle miniere di carbone con il padre, Billington sceglie di provare una carriera nel wrestling professionistico con i primi passi mossi nella Stampede Wrestling, federazione canadese creata dal leggendario Stu Hart.

Lì The Dynamite Kid incomincerà a mettersi in mostra per le sue eccezionali doti fisiche e tecniche che lo porteranno poi a diventare uno dei nomi più importanti della categoria Junior nella New Japan Pro Wrestling. La sua rivalità con l’iconico Tiger Mask è ricordata come un capolavoro e dopo aver raggiunto la notorietà in terra nipponica, arriva l’approdo in WWE, allora WWF, nel 1984.

A Stamford Billington raggiungerà le luci della ribalta in coppia con suo cugino Davey Boy Smith (i due saranno conosciuti come The British Bulldogs) diventando uno dei tag team migliori di tutti i tempi. I demoni personali di The Dynamite Kid però non gli permisero di rimanere a lungo nella compagnia e dopo 4 anni ci fu il suo ritorno in Stampede Wrestling. La sua carriera non decollerà più e i motivi principali sono legati al suo corpo, usurato da anni di wrestling e di abusi.

L'autodistruzione di un genio

Billington infatti incominciò a prendere steroidi agli albori della sua carriera, quando era ancora in Canada alla fine degli anni ’70 e questo incomincerà a lasciare segni sul suo fisico: uno dei problemi maggiori per i lottatori in quell’epoca era l’impossibilità di recuperare dagli infortuni. Fermarsi avrebbe significato perdere dei booking e quindi soldi, in un’era in cui i wrestler non potevano rimanere attivi per molti anni.

Dynamite Kid dimostrò spesso cocciutaggine nel non voler curare i suoi problemi fisici, in particolare quello alla schiena che mise seriamente a rischio la sua carriera e la sua incolumità nel 1986 (che lo costrinse a perdere i titoli di coppia WWE che deteneva con Smith).

Gli 8 anni di carriera passati fuori dalla federazione di Stamford furono una lunga agonia per il suo corpo che fu logorato al punto da portarlo al ritiro dopo due ictus, la semi-paralisi e l'amputazione della gamba sinistra.

La legacy di Billington

Nonostante questi problemi, a cui va aggiunta una pessima reputazione legata al suo carattere burrascoso, è indubbio che The Dynamite Kid sia una delle figure più rivoluzionarie della storia del wrestling.

Il suo innovativo stile di lotta, che univa in maniera creativa la tecnica tipica della scena britannica, la spettacolarità della lucha messicana e la fisicità del puroresu giapponese, è stato fonte di ispirazione per intere generazioni di superstar.

Chris Benoit, Owen Hart o Jushin “Thunder” Liger  lo hanno più volte citato come uno dei loro idoli, Bret Hart lo ha definito “il miglior wrestler mai esistito” e tantissimi altri lottatori hanno detto di essersi innamorati della disciplina vedendo questo ragazzo minuto ma potente districarsi fra le corde di un ring. Che per 20 anni ha seguito una passione che lo ha portato quasi ad autodistruggersi.

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