Eliud Kipchoge e Caterine Ibarguen atleti mondiali dell’anno al Gala IAAF di Montecarlo

Il maratoneta keniano Eliud Kipchoge e la saltatrice colombiana Caterine Ibarguen sono stati eletti Atleti IAAF dell’anno.

Eliud Kipchoge e Caterine Ibarguen atleti mondiali dell’anno Getty Images

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La IAAF ha incoronato il re e la regina dell’atletica mondiale in occasione dell’annuale Galà dell’atletica mondiale al Grimaldi Forum di Montecarlo. I riconoscimenti sono andati al primatista mondiale della maratona Eliud Kipchoge e alla campionessa olimpica del salto triplo Caterine Ibarguen. Il campione europeo del salto con l’asta Armand “Mondo” Duplantis e la primatista mondiale juniores Sydney McLaughlin sono stati eletti stelle emergenti dell’anno.

Il trentaquattrenne Eliud Kipchoge ha vinto la Maratona di Londra in 2h04’17” in Aprile e cinque mesi dopo ha battuto il record mondiale sulla distanza dei 42 km a Berlino correndo in uno strepitoso 2h01’39”. Battendo il precedente record mondiale di 78 secondi Kipchoge ha fatto registrare il maggiore incremento rispetto al precedente primato dal 1967 in poi.

Kipchoge ha preceduto nella votazione Kevin Mayer, Armand Duplantis, Christian Coleman e Abderrahman Samba. Kipchoge è il primo maratoneta della storia a vincere il titolo di atleta mondiale della IAAF e il secondo keniano dopo l’ottocentista David Rudisha.

Eliud Kipchoge e Caterine Ibarguen atleti mondiali dell’anno

Eliud Kipchoge:

Ringrazio il mio allenatore Patrick Sang e la società Global Sport che si occupa del mio management. Desidero ringraziare tutti gli atleti e quelli che sono venuti stasera per applaudirci e auguro un grande 2019. Il record del mondo è il frutto del duro lavoro e della pazienza sia in allenamento sia in gara. Si impara ad essere pazienti quando ci si allena duramente. Non sono appagato e voglio essere un modello per i più giovani e un esempio al quale ispirarsi

Kipchoge si allena con il tre volte campione del mondo di mezza maratona e due volte iridato di corsa campestre Geoffrey Kamworor sotto la guida del vice campione olimpico dei 3000 siepi Patrick Sang. Kipchoge ritiene che il più giovane compagno di allenamenti possa essere il futuro della maratona.

Geoffrey può sorpassare quello che ho fatto io e battere i miei record

Kamworor, vincitore alla Maratona di New York nel 2017, ha l’obiettivo di vincere il terzo titolo mondiale di corsa campestre a Ahrus.

Geoffrey Kamworor:

Vorrei vincere il numero più alto possibile di titoli mondiali. Vincere un titolo mondiale mi dà motivazione per i successivi campionati. Voglio provare a battere il record di cinque titoli mondiali di corsa campestre di Paul Tergat

Kevin Mayer ha battuto di 81 punti il record del mondo del decathlon detenuto dallo statunitense Ashton Eaton totalizzando lo straordinario score di 9126 punti in occasione del celebre meeting francese di prove multiple di Talence lo scorso 16 Settembre. Con questo primato il campione mondiale indoor e outdoor e argento olimpico ha riscattato la delusione per i tre nulli nel salto in lungo durante il decathlon dei Campionati Europei di Berlino.

Kevin Mayer:

Ashton Eaton è stato il mio esempio nel decathlon. Penso che lui sia stato migliore di me e che avesse un potenziale migliore del mio. Penso di essere un decatleta migliore, ma Ashton è stato più forte di me. Non voglio dire che ho battuto il suo record mondiale, ma lui mi ha aiutato a raggiungere questo obiettivo. Il suo esempio è stato essenziale. Mi ha chiamato dopo il mio record del mondo e si è congratulato con me. Gli ho chiesto se volesse tornare per poter avere una sfida con me, ma mi ha risposto che c’è stato un tempo per Ashton e ora è il momento di Kevin. Cosa significa aver battuto il record del mondo ? Secondo me è stato meglio che vincere il titolo mondiale. Per il grande pubblico è stata solo una gara di decathlon, ma gli esperti guardano i punti e sanno cosa significhino. Ho provato un senso di liberazione quando ho battuto il record del mondo, ma ora ho nuove pressioni perché la gente si aspetta che vinca tutte le medaglie. Sto cercando di imparare cose nuove ogni giorno per poter battere ancora il mio record. Nel 2019 non disputerò alcuna gara di prove multiple nella stagione indoor ma potrei cercare di qualificarmi per gli Europei di Glasgow in una specialità individuale come il salto con l’asta o i 60 ostacoli

La trentaquattrenne fuoriclasse colombiana Caterine Ibarguen ha conquistato il titolo di “Women’s Athlete of the Year” battendo le altre finaliste Shaunae Miller Uibo, Nafissatou Thiam, Dina Asher Smith e Beatrice Chepkoech.

Ibarguen ha messo a segno una straordinaria “triple-double” vincendo salto in lungo e salto triplo nelle finali della Diamond League a Zurigo e Bruxelles in due giornate consecutive, alla Continental Cup di Ostrava e ai Central and Caribbean Games di Barranquilla. E’ rimasta imbattuta in tutte le otto gare di triplo disputate nell’arco della stagione e ha realizzato la migliore prestazione mondiale dell’anno del triplo con 14.96m a Rabat e il record nazionale del lungo con 6.93m. E’ rimasta imbattuta in otto gare disputate nel triplo e ha subito due sole sconfitte nel lungo nelle tappe della Diamond League a Losanna e a Birmingham.

Caterine Ibarguen:

Faccio fatica a stare in piedi perché le mie gambe stanno tremando per l’emozione. Desidero ringraziare il mio allenatore Ubaldo Duany, tutti i miei fans e il popolo colombiano per il loro aiuto. Nel mio paese ricevo un enorme sostegno e continuerò a ringraziare la Colombia per il resto della mia carriera

La presentatrice del Gala IAAF e giornalista britannica Katherine Merry (medaglia di bronzo olimpica sui 400 metri a Sydney 2000) ha chiesto alla fuoriclasse colombiana se gareggerà in entrambe le specialità ai prossimi Mondiali di Doha. "E’ top secret”, ha risposto Ibarguen.

Miller Uibo ha concluso la stagione 2018 imbattuta nelle 15 gare disputate sulle distanze dei 200 e dei 400 metri e della staffetta 4x400. La fuoriclasse bahamense ha vinto la finale della Diamond League sui 200 metri a Bruxelles e ha realizzato la tripletta nella IAAF Continental Cup di Ostrava sui 200 e sui 400 metri e nella staffetta 4x400 mista. E’ scesa per la prima volta in carriera sotto i 49 secondi sui 400 metri con 48”97 a Montecarlo battendo la vice campionessa mondiale Selwa Naser.

Shaunae Miller Uibo:

Con il passare degli anni sto imparando a conoscere sempre meglio i 400 metri. Il 2016 è stato un grande anno con il titolo olimpico. Nel 2017 ho avuto qualche alto e basso. Il 2018 è stato molto soddisfacente

Armand “Mondo” Duplantis ha vinto il titolo di atleta emergente dell’anno ed era tra i finalisti per il premio di World Athlete of the Year a livello assoluto dopo una stagione trionfale che lo ha visto vincere il titolo europeo a Berlino con il record del mondo battuto tre volte a 5.95m, 6.00m e 6.05m. Soltanto Sergey Bubka ha fatto meglio dello svedese all’aperto. Il teenager scandinavo ha vinto anche il titolo mondiale juniores a Tampere con 5.82m e la tappa della Diamond League di Stoccolma con 5.86m davanti al pubblico di casa.

Duplantis è stato chiamato sul palco del Grimaldi Forum dall’amico-rivale Renaud Lavillenie per ritirare il premio. Il figlio d’arte svedese cresciuto a Lafayette negli Stati Uniti ha preceduto nella votazione il campione europeo dei 1500m e dei 5000m Jakob Ingebrigtsen, il campione del mondo juniores del salto triplo Jordan Diaz e il primatista mondiale juniores dei 5000 metri Selemon Barega.

Durante la conferenza stampa della vigilia il diciottenne svedese di origini statunitensi ha scherzato con il francese Renaud Lavillenie, che vinse il titolo di Atleta dell’anno nel 2014. A Duplantis è stato chiesto quale caratteristica vorrebbe prendere da Lavillenie.

Armand Duplantis:

Non mi lamenterei se avessi il suo record mondiale e tutti i suoi titoli

Renaud Lavillenie ha risposto così al giovane amico-rivale svedese.

Renaud Lavillenie:

Se dovessi scegliere una qualità di Mondo Duplantis, mi piacerebbe avere la sua età

Lavillenie ha chiesto al suo giovane rivale quanto potrebbe essere in grado di saltare.

La risposta di Duplantis è stata:

Penso di poter battere il tuo record del mondo!

Duplantis non gareggerà agli Europei Indoor di Glasgow dal 1 al 3 Marzo perché sarà impegnato con le contemporanee gare universitarie negli Stati Uniti. Lavillenie debutterà il 10 Gennaio con il meeting di salto con l’asta di Tignes in Francia e sarà in gara al meeting ISTAF Indoor di Berlino del prossimo 1 Febbraio.

La diciottenne statunitense Sydney McLaughlin si è aggiudicata il premio di Female Rising Star of the Year in una stagione che l’ha vista stabilire i record del mondo under 20 sui 400 ostacoli con 52”75 (decimo miglior tempo mondiale di sempre a livello assoluto) e sui 400 metri indoor con 50”36. La teenager statunitense ha vinto il titolo NCAA sui 400 ostacoli a Eugene e ha stabilito le migliori prestazioni mondiali juniores sui 200 e sui 400 metri outdoor e indoor. McLaughlin non ha potuto essere presente a Montecarlo ma ha inviato un video messaggio.

Il premio “Coaching Achievement Award” è andato all’allenatore statunitense Joe Vigil, che ha collaborato con il campione olimpico di maratona di Atene 2004 Stefano Baldini, e campioni del mezzofondo e della maratona come Meb Keflezighi, Deena Kastor e Brenda Martinez.

La portoricana Evelyn Lopez ha ricevuto il Premio IAAF Woman of the Year per il suo contributo alla causa dell’atletica femminile.

Il fotografo spagnolo Felix Sanchez Arrazola si è aggiudicato il Premio di Fotografo dell’anno per la foto che ritrae il mezzofondista etiope Selemon Barega esausto e coperto di fango dopo la vittoria al Cross spagnolo Juan Muguerza di Elgoibar.

Durante il Gala sono stati premiati gli atleti che hanno battuto record del mondo durante il 2018 e i due grandi atleti Greg Rutherford e Dawn Harper Nelson che si sono ritirati alla fine di questa stagione. Rutherford e Harper Nelson hanno effettuato le interviste agli atleti nel backstage durante il Gala di Montecarlo.

Sebastian Coe ha consegnato il President’s Award ad Andreas Brugger, lo storico organizzatore del Weltklasse di Zurigo dal 1973 al 1999. Durante il periodo della sua direzione del celebre meeting svizzero, lo Stadio Letzigrund è stato il teatro di diciannove record mondiali.

Più di ottanta campioni di tutto il mondo hanno partecipato al Gala di Montecarlo. Tra questi anche il primatista italiano dei 100 metri Filippo Tortu e la saltatrice in alto Elena Vallortigara. Alcuni delle stelle dell’atletica mondiale hanno rilasciato una serie di interviste in occasione del tradizionale incontro con i rappresentanti della stampa internazionale.

Michael Norman ha realizzato il record mondiale indoor sui 400 metri con 44”52 e si è confermato anche all’aperto vincendo il titolo NCAA su questa distanza a Eugene con 43”61 con la maglia dei Trojans della University of Southern California e il meeting di Parigi sui 200 metri in 19”84 nell’esordio in Diamond League. L’atleta allenato dal campione olimpico dei 400 metri di Barcellona 1992 Quincy Watts ha stretto la mano all’oro olimpico dei 400 e degli 800 metri di Montreal 1976 Alberto Juantorena. I due campioni hanno festeggiato il compleanno nello stesso giorno alla vigilia del Gala di Montecarlo.

Norman ha approfittato del viaggio a Montecarlo per fare un giro con la Ferrari nel giorno del suo ventunesimo compleanno insieme al connazionale Christian Coleman, primatista mondiale indoor dei 60 metri e vincitore della finale della Diamond League sui 100 metri a Bruxelles in 9”79.

Coleman ha parlato dell’obiettivo di battere il record del mondo sui 100 metri in futuro.

Christian Coleman:

Penso che il cielo sia il limite. Non ho mai voluto pormi dei limiti. Penso di poter battere il record del mondo. L’atmosfera di un grande campionato potrebbe aiutare a battere il record del mondo di Usain Bolt. Se continuo a lavorare duramente e ad avere la stessa mentalità, penso di avere le chance di battere il record. Il 2018 è stato come un ottovolante perché è stato pieno di alti e bassi. Sono rimasto fermo per un mese e mezzo per un infortunio. Ho dovuto fare tanta riabilitazione per tornare al 100%. E’ stato faticoso mantenere l’atteggiamento giusto per raggiungere il mio obiettivo di vincere la Diamond League. La strada per raggiungere il successo non è sempre dritta. E’ stata una stagione particolare perché ho dovuto affrontare una sfida nuova per la prima volta nella mia vita, ma sono riuscito a recuperare bene e tornare a grandi livelli. Ora so quello che dovrò fare per evitare questo tipo di inconvenienti

Filippo Tortu vince il titolo di atleta dell’anno ai Gazzetta Sport Award:

Filippo Tortu è stato invitato al Gala di Montecarlo per il secondo anno consecutivo. il ventenne sprinter brianzolo ha strappato il record italiano dei 100 metri a Pietro Mennea diventando il primo italiano della storia a scendere sotto i 10 secondi con 9”99 a Madrid. Nel corso di questa settimana Tortu è stato eletto Atleta dell’anno dai lettori della Gazzetta dello Sport durante i Gazzetta Sport Award di Milano. Nella votazione Tortu ha battuto il golfista Francesco Molinari, primo italiano a vincere un torneo Major, e il campione europeo dei 100 metri stile libero di nuoto Alessandro Miressi.

Filippo Tortu:

La mia vita non è cambiata dopo il 9”99 di Madrid. Forse è cambiato qualcosa in positivo. L’atletica per me resta un divertimento. Mio padre resta il mio tecnico. Finché lui lo vorrà, non voglio cambiarlo per la stima che ho nei suoi confronti. Per strada qualcuno mi riconosce. L’obiettivo per il 2019 è scendere ancora sotto i 10 secondi, battere il personale sui 200 metri e arrivare in finale ai Mondiali di Doha. L’anno prossimo correrò anche sui 200 metri e voglio affrontare questa distanza al Golden Gala di Roma del 6 Giugno. Grazie alla collaborazione di Jean Benoit Morin (biomeccanico francese che ha lavorato con Christophe Lemaitre) stiamo correggendo la meccanica di corsa in curva visto che la gamba destra è più forte della sinistra, quindi va riequilibrato l’assetto. Disputerò la mia gara a Berlino il prossimo 1 Febbraio sui 60 metri indoor. All’aperto esordirò con i Mondiali di staffette a Yokohama in Giappone l’11 Maggio prima di correre a Savona e al Golden Gala. Disputerò alcune gare di Diamond League sui 100 e sui 200 metri. All’Università Luiss di Roma mi trovo bene. Ho superato un esame prima di battere il record italiano. Mi allenerò anche il 26 Dicembre e a Capodanno. Solo Natale sarà sacro. Per Natale mia zia mi regala sempre una maglia della mia Juventus. Mi manca solo quella di Miralem Pjanic. Non farò come Bolt e non giocherò a calcio nella Juve. Voglio troppo bene a questa squadra per farle un torto così grande 

Tortu ha battuto Coleman in occasione dell’ultima edizione del Golden Gala di Roma correndo in 10”04. Lo statunitense ha espresso parole di elogio nei confronti dell’azzurro.

Filippo è un ottimo sprinter. Mi ha battuto a Roma. Ha un grande futuro davanti

L’altro candidato in lizza nelle cinque nominations per il titolo di atleta dell’anno era il fuoriclasse del Qatar Abderrahamane Samba, secondo ostacolista della storia a scendere sotto i 47 secondi con 46”98 a Parigi.

Abderrahman Samba:

Sono contento della mia stagione 2018. E’ stata una sensazione straordinaria correre tante prestazioni al di sotto dei 48 secondi e realizzare la seconda migliore prestazione di sempre. Nel 2019 voglio continuare  quello che ho fatto nell’ultima annata. Debutterò a Doha con i Campionati asiatici a fine Aprile in un test event dei prossimi Mondiali al Khalifa Stadium. Correrò una frazione di staffetta 4x400 alle World Relays di Yokohama

Un altro formidabile talento Juan Miguel Echevarria ha illuminato la scena nel salto in lungo con l’eccellente 8.83m con vento a favore di +2.1 m/s a Stoccolma. Il giovane cubano ha dedicato i successi raggiunti alla madre scomparsa l’anno scorso.

Juan Miguel Echevarria:

La mia vita ha subito un cambiamento nel 2017 quando è morta mia madre Luciana. Ha rappresentato tutto nella mia vita e ha allebvato me e i miei fratelli. Ho vissuto un periodo molto duro. A volte non mi sentivo pronto per allenarmi al mattino. Mia madre mi ha sempre incoraggiato e e sarebbe stata orgogliosa dei risultati che sto raggiungendo

I due giovani etiopi Selemon Barega e Samuel Tefera si candidano a diventare le future stelle del mezzofondo nel loro paese e a raccogliere l’eredità delle leggende Haile Gebrselassie e Kenenisa Bekele. Barega ha vinto la finale della Diamond League a Bruxelles stabilendo il record mondiale juniores sui 5000 metri con 12’43”02 (quarto miglior tempo di sempre).

Selemon Barega:

Ero molto contento del tempo. Prima di Bruxelles avevo un personale di 12’55”. La gara è stata molto veloce. La prossima volta voglio battere il record del mondo assoluto

Il diciannovenne Samuel Tefera ha vinto il titolo mondiale indoor a Birmingham.

Samuel Tefera:

Ero dispiaciuto del quinto posto nella finale dei Mondiali Juniores di Tampere, ma mi sto allenando duramente in vista della prossima stagione. Voglio realizzare grandi risultati nel 2019 ed essere pienamente soddisfatto a fine anno

La croata Sandra Perkovic ha vinto il quinto titolo europeo consecutivo nel lancio del disco a Berlino ma punta a nuovi traguardi.

Sandra Perkovic:

Voglio vincere le Olimpiadi di Tokyo e il sesto titolo europeo a Parigi nel 2020. Il mio obiettivo è battere il record del mondo di 76.80m. Devo migliorarmi di 5 metri ma credo nelle mie capacità. Dopo il 2020 mi piacerebbe fermarmi per avere dei figli. C’è una vita oltre l’atletica e un giorno voglio diventare mamma

La sedicenne giamaicana Briana Williams e la statunitense Tara Davis sono le giovani stelle pronte ad illuminare l’atletica mondiale nei prossimi anni.

Williams, campionessa mondiale under 20 dei 100 metri, 200 metri e della staffetta 4x100, punta all’obiettivo di gareggiare ai Mondiali di Doha del prossimo anno.

Briana Williams:

Penso già ai Mondiali di Doha e alle Olimpiadi di Tokyo. Voglio diventare una delle atlete più giovani ad entrare in finale in queste manifestazioni e sogno un giorno di poter vincere

La diciottenne statunitense Tara Davis si divide con successo tra i 100 ostacoli e il salto il lungo. A 17 anni ha realizzato la misura di 6.68m nel salto in lungo migliorando il record statunitense under 20 detenuto da Carol Lewis (sorella del pluricampione olimpico Carl Lewis). Davis ha stabilito il record mondiale under 20 dei 60 ostacoli ai Campionati NCAA Indoor con 7”98.

Tara Davis:

Realizzerò pienamente di aver compiuto questa grande impresa con il passare degli anni. Non è frequente combinare insieme due specialità diverse come gli ostacoli e il salto in lungo ma voglio proseguire a gareggiare in entrambe le discipline. Ho ereditato la passione per gli ostacoli da mio padre, che gareggiava in questa specialità. Il salto in lungo è il mio primo amore. Mi ispiro a Tianna Bartoletta e a Brittney Reese. Gli ostacoli sono una specialità più tecnica

Mondiali di atletica del 2023 a Budapest

La Federazione Mondiale di atletica ha assegnato I Campionati del Mondo di atletica del 2023 a Budapest. La rassegna iridata tornerà così in Europa dopo le edizioni di Doha nel 2019 e di Eugene nel 2021. Budapest ospitò due edizioni dei Mondiali Indoor nel 1989 e nel 2004 e gli Europei del 1966 e del 1998. Il nuovo stadio da 45000 spettatori sarà costruito sulle rive del Danubio.  

La IAAF ha annunciato che l’ex specialista britannico dei 110 ostacoli Jon Ridgeon (argento ai Mondiali di Roma 1987) sarà il nuovo Amministratore Delegato (Chief Executive Officer) della Federazione Internazionale di atletica dal Marzo 2019.

Dal 1 Gennaio entreranno in vigore i nuovi Ranking della IAAF anche se non varranno come criterio di qualificazione per i Mondiali di Doha. Il Presidente della IAAF Sebastian Coe ha annunciato che nei prossimi anni verranno inaugurate delle targhe in dodici stadi storici dell’atletica per ricordare le imprese di grandi campioni che hanno scritto la storia dell’atletica: Penn Arbour per Jesse Owens, Addis Abeba per Abebe Bikila, Turku per Paavo Nurmi, Ostrava per Emil Zatopek, Hengelo per Fanny Blankers Koen e Bydgoszcz per Irena Szewinska.

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