Schurrle, confessione shock: "Un pezzo di pollo mi ha rovinato"

L'attaccante, ora al Fulham, racconta come iniziò la sua crisi di rendimento dopo la vittoria del Mondiale nel 2014. Un pezzo di pollo gli fece contrarre la salmonella.

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Ripartire dopo un periodo infernale, ripartire per dimostrare di essere davvero un grande giocatore, quella promessa che fino al Mondiale del 2014 sembrava sul punto di essere mantenuta e confermata da prestazioni di alto livello. Andre Schurrle è ripartito dalla Premier League, dal Fulham ora di Claudio Ranieri, per rilanciarsi, per tornare a essere uno dei protagonisti del calcio europeo.

Lui che nell'estate del 2014 si era laureato campione del mondo con la Germania, giocando sei partite di quel Mondiale, saltando solo la seconda partita contro il Ghana, segnando tre reti, di cui due nello storico 1-7 di Belo Horizonte contro il Brasile padrone di casa e servendo l'assist vincente per Goetze in finale contro l'Argentina.

All'epoca l'ala tedesca giocava nel Chelsea, reduce da una stagione positiva, fatta di 43 presenze in tutte le competizioni e nove gol. Sotto la guida di José Mourinho che lo aveva voluto prendere dal Bayer Leverkusen per 22 milioni di euro per rinforzare il Chelsea del suo nuovo corso. Dopo il Mondiale ancora con la maglia dei Blues sembra ricominciare da dove aveva lasciato, ma dall'ottobre del 2014 sparisce dai radar. Panchina e prestazioni poco convincenti, tanto che a gennaio il Chelsea lo cede al Wolfsburg. 

Schürrle, un pezzo di pollo e l'inizio del declinoGetty Images

Andre Schurrle, un pezzo di pollo la causa del declino

Ma anche in Germania il rendimento non sale di livello in sei mesi col Wolfsburg realizza solo un gol e serve due assist. Insomma non era un motivo tecnico tattico a far di quello che era uno dei migliori prospetti del calcio europeo, improvvisamente un calciatore normale. Che fine ha fatto il vero Andre Schurrle si chiedono i media tedeschi? È un mistero, qualcosa che oggi l'ex giocatore del Borussia Dortmund spiega ai microfoni del Sun: 

Ero in trasferta in Polonia con la nazionale e mi ha fatto male un pezzo di pollo, da quel momento non ho più toccato pollo. Sono praticamente vegetariano. La cosa incredibile è che di tutta la squadra sono stato male solo io. Solo dopo qualche tempo abbiamo scoperto che avevo contratto la salmonella. Intanto avevo perso più di cinque kg e per un fisico già magro come il mio questo è un problema. Stavo malissimo, non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto.

Ci sono voluti mesi ad Andre Schurrle per rimettersi in forze, per riprendere un tono muscolare degno di un atleta professionista, per riscoprire anche il piacere di allenarsi e giocare partite ad alto livello. Oggi Schürrle è tornato a far bene, con il Fulham ha messo insieme 14 presenze e cinque gol. Nonostante la sconfitta odierna con il Chelsea, la squadra che fu costretto ad abbandonare a causa di quel maledetto pezzo di pollo.

Fu un vero peccato, i numeri erano dalla mia parte, avevo la fiducia dell'allenatore. Poi sono stato male e via via ho cominciato a perdere partite e confidenza, poi quando c'è stata la possibilità di tornare in Germania, Mourinho mi lasciò andare. 

Schürrle, bel rapporto con MourinhoGetty Images

Rapporto Special con Mourinho

Proprio con lo Special One il rapporto, però, è rimasto molto saldo. Il ricordo di Schürrle è toccante e spiega la magia di un gruppo che Mourinho riuscì a costruire nella prima parte della sua seconda avventura a Stamford Bridge. Nella stagione 2014-2015 il Chelsea vince Premier e Coppa di Lega, ma il tedesco a gennaio aveva lasciato Londra per tornare in Bundesliga. Un dettaglio poco rilevante per Mou:

Quando il Chelsea vinse la Coppa di Lega José mi ha mandato un messaggio dicendomi: "Complimenti vincitore della Coppa di Lega" e quando poi vinsero la Premier fece la stessa cosa, invitandomi a Londra per festeggiare con loro. Fu davvero un bel gesto.

Oggi Schurrle è in prestito al Fulham dal Borussia Dortmund. Spera di fare bene, il suo sogno è quello di tornare quello di un tempo, quello che nel 2014 saliva sul tetto del mondo e si proiettava dopo un mondiale eccezionale nel pantheon dei migliori calciatori in circolazione.

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